Charles Baudelaire: Il Poeta della Modernità
Ti sei mai chiesto cosa significa essere dandy nell'Ottocento? Baudelaire incarnava perfettamente questa figura: un uomo che sceglieva di circondarsi di lusso e bellezza, rifiutando la società borghese. Nato nel 1821, stesso anno di Flaubert e della morte di Napoleone, appartiene a quella generazione di letterati a cavallo tra romanticismo e decadentismo.
La sua vita è segnata da eventi traumatici: orfano di padre a 5 anni, non va d'accordo con il patrigno e inizia a sperperare il patrimonio familiare. Mantiene un'attrice come amante e vive una vita di eccessi che lo portano a contrarre la sifilide, causandone la morte a soli 46 anni.
La sua opera principale è "I fiori del male" (1857), una raccolta di poesie che mescola forma classica del sonetto con contenuti scandalosi per l'epoca. Qui la natura scompare completamente a favore della città moderna, con i suoi ritmi frenetici e il senso di smarrimento.
Il poeta introduce concetti fondamentali come lo spleen (malessere esistenziale), la melanconia e il male di vivere. Paradossalmente, nelle sue poesie convivono religiosità e bestemmie, pietà per gli emarginati ed elitarismo aristocratico.
Ricorda: Nel 1857 sia "I fiori del male" che "Madame Bovary" di Flaubert vengono censurati per oscenità, segnando l'inizio di una nuova sensibilità letteraria.






