Ciro di Pers e l'Orologio della Morte
Di Pers sceglie un oggetto modernissimo per la sua epoca - l'orologio - per parlare del tempo che scorre verso la morte. Anche lui usa la tecnica del rampino, riprendendo il verso di Petrarca "La vita fugge" ma spostandolo su un oggetto concreto.
La sua metafora ardita trasforma l'orologio in un ordigno di guerra e in un mostro con denti che "lacera il giorno". Le ruote dentate diventano fauci che divorano il tempo, mentre il ticchettio diventa una voce funesta che annuncia la morte.
Il sonetto è pieno di immagini cupe: le "fosche note" del quadrante, il timpano delle esecuzioni capitali, la tromba del giudizio universale. Ogni ora che passa è un colpo di martello sulla tomba che si deve aprire.
Qui vediamo il Barocco applicato al pessimismo: invece dell'esplosione di felicità tipica del periodo, Di Pers esagera la negatività fino all'estremo, creando comunque quello stupore che il movimento ricercava.