Giuseppe Ungaretti: il poeta delle molte patrie
Giuseppe Ungaretti nasce nel 1888 ad Alessandria d'Egitto da genitori lucchesi. La sua formazione è cosmopolita: dall'Egitto si trasferisce a Parigi nel 1912, dove stualla Sorbona e frequenta gli ambienti dell'avanguardia, conoscendo Apollinaire, Picasso e de Chirico.
Nel 1914 torna in Italia per partecipare alla Prima Guerra Mondiale come volontario. Sul Carso nascono le sue poesie più famose, pubblicate nel 1916 con il titolo "Il porto sepolto". Questi versi confluiranno poi in "Allegria di naufragi" (1919) e infine in "L'allegria" (1931).
Ungaretti ha molte patrie del cuore: Lucca (origine familiare), Alessandria d'Egitto (nascita), Parigi (formazione), il Friuli (esperienza di guerra), Roma (vita adulta) e San Paolo del Brasile (insegnamento universitario). Tutte queste terre sono attraversate da fiumi che diventano protagonisti della sua poesia: il Nilo, la Senna, l'Isonzo, il Serchio, il Tevere e il Rio Tieté.
Il poeta va alla ricerca del "paradiso perduto": non l'Eden biblico, ma un angolo di pace e felicità al di fuori del tempo e della storia. È un rifugio dove l'uomo conserva con nostalgia la memoria di ciò che è stato, proprio come una trincea protegge dalle negatività della vita.
Curiosità: Ungaretti aveva una fede profonda e dopo i lutti familiari (morte del fratello nel 1937 e del figlio nel 1939) trova in Dio la sua ancora di salvezza.