La vita e le opere minori di Torquato Tasso
Nato a Sorrento nel 1544, Torquato Tasso vive un'infanzia difficile: a soli 10 anni segue il padre in esilio per l'Italia. Dopo gli studi di diritto e filosofia, arriva nel 1565 alla corte degli Estensi a Ferrara, dove inizia la sua carriera letteraria.
Dal 1575 si manifestano i primi disturbi psichici che lo tormenteranno per tutta la vita. Nel 1577 viene rinchiuso per 7 anni nell'ospedale Sant'Anna di Ferrara, esperienza che segna profondamente la sua produzione letteraria.
Il suo Epistolario raccoglie lettere che riflettono la sua vicenda interiore tormentata, filtrata attraverso una raffinata retorica di corte. I temi ricorrenti sono la sofferenza umana, la malinconia e l'abbandono religioso.
Le Rime, con oltre 2000 poesie, si dividono in tre sezioni: rime amorose (di stampo petrarchesco), lirica encomiastica (di tono elevato) e lirica sacra (sulla precarietà delle cose terrene). L'Aminta, favola pastorale, rivela un atteggiamento ambivalente verso la corte: da un lato la idealizza, dall'altro ne critica ipocrisie e convenzioni.
Ricorda: Tasso vive costantemente il conflitto tra attrazione per la vita di corte e insofferenza per le sue regole rigide.



