Il mito di Elettra e la fondazione di Troia
Foscolo ci racconta ora il mito fondativo della civiltà: nella Troade deserta splende ancora eternamente un luogo sacro per la tomba di Elettra, ninfa amata da Giove. Da questa unione nacque Dardano, fondatore di Troia e antenato dei Romani (attraverso Enea).
Elettra, in punto di morte, pregò Giove di proteggere almeno la sua tomba se non poteva avere premio migliore del destino. Giove, commosso, fece piovere ambrosia (il cibo degli dei) sui suoi capelli e rese sacri il suo corpo e la sua sepoltura.
Su questa tomba sacra si sviluppò tutta la civiltà troiana: qui fu sepolto Erittonio, qui riposano i resti del giusto Ilo, qui le donne troiane venivano a sciogliere i capelli pregando per i mariti in guerra. Qui veniva Cassandra a cantare e a insegnare ai giovani "l'amoroso lamento".
Cassandra profetizzava ai nipoti: anche se sopravvivrete alla guerra e diventerete schiavi in Grecia, quando tornerete non troverete più la vostra patria. Le mura di Troia, opera di Apollo, fumeranno in rovine. Ma i Penati (le divinità tutelari) avranno dimora nelle tombe, "perché è dono degli dei conservare la fama anche nelle sventure".
💡 Messaggio simbolico: Anche nelle civiltà distrutte, la memoria sacra delle tombe mantiene viva l'identità di un popolo.