La vita di Primo Levi: dall'università ad Auschwitz
Nato a Torino nel 1919 in una famiglia ebrea di intellettuali, Primo Levi sembrava destinato a una vita normale da chimico. Studia all'università di Torino, ma le leggi razziali fasciste del 1938 cambiano tutto: sul suo diploma compare la scritta "di razza ebraica".
Nel 1943, dopo l'8 settembre, entra nella Resistenza partigiana in Valle d'Aosta. Ma il 13 dicembre viene arrestato e deportato prima a Fossoli, poi nel febbraio 1944 ad Auschwitz-Monowitz.
Nel lager lavora prima come operaio, poi - grazie alle sue conoscenze di chimica e del tedesco - viene trasferito in un laboratorio. Questa coincidenza gli salverà la vita. Sopravvive quasi un anno fino alla liberazione del 27 gennaio 1945 da parte delle truppe sovietiche.
Ricorda: Le competenze di Levi in chimica furono decisive per la sua sopravvivenza nel campo di concentramento.






