Le origini del conflitto
Tutto inizia alla fine dell'Ottocento quando nasce il sionismo, il movimento nazionalista ebraico che sogna una terra per tutti gli ebrei del mondo. Mentre in Medio Oriente domina l'Impero Ottomano, che garantisce autonomia ai vari popoli inclusi quelli palestinesi, i sionisti identificano nella Palestina la loro "terra promessa".
La svolta arriva nel 1917 con la Dichiarazione di Balfour: il ministro inglese riconosce agli ebrei il diritto di formare "un focolare nazionale" in Palestina. È l'inizio dell'immigrazione di massa ebraica, che porterà 360.000 persone negli anni '30.
Le tensioni esplodono nel 1936 con la Grande Rivolta Araba che dura quattro anni. Gli immigrati ebrei, favoriti dalla Gran Bretagna, si erano impadroniti di terre, industrie e posti di lavoro, scatenando l'ostilità della popolazione locale. Il movimento sionista si organizza militarmente con l'Haganah e gruppi paramilitari come l'Irgun.
Ricorda: La questione palestinese nasce dal fatto che i sionisti non considerarono che un popolo, quello arabo, abitava già quelle terre da secoli.




