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933
•
Aggiornato Mar 17, 2026
•
ellyabbati
@ellyabbati_doea
Iniziamo il nostro viaggio nell'Orlando Furioso di Ludovico Ariosto, il... Mostra di più











L'Orlando Furioso si apre con il proemio, le prime quattro ottave che seguono la tradizione epica classica. Qui Ariosto presenta subito tutto: l'argomento (la protasi), l'invocazione alla donna amata, e la dedica al suo protettore Ippolito d'Este.
La prima ottava è un vero manifesto poetico. Ariosto dichiara di voler cantare "le donne, i cavallier, l'arme, gli amori" - praticamente tutto il mondo cavalleresco! Ma non si limita a ripetere le vecchie storie: promette di raccontare qualcosa di nuovo su Orlando, il palladino che impazzisce per amore.
Nella seconda ottava l'autore fa una mossa geniale: invece di invocare le Muse come facevano i poeti antichi, si rivolge alla sua donna amata. È lei che gli ha "limato" l'ingegno e quasi lo ha fatto impazzire d'amore, proprio come succederà a Orlando.
Ricorda: Il proemio ti dice subito che tipo di opera stai leggendo - non solo guerra ed eroi, ma anche ironia e riflessioni sull'amore che fa perdere la testa a tutti, persino ai più saggi!

Le ultime due ottave del proemio mostrano il lato più pratico della vita di Ariosto. Deve dedicare l'opera al suo protettore Ippolito d'Este, usando tutti i complimenti del caso: "generosa Erculea prole", "ornamento e splendor del secol nostro".
Ma Ariosto non è solo un cortigiano - è anche un poeta intelligente. Promette di celebrare Ruggiero, l'antenato leggendario della famiglia Este. In questo modo trasforma una necessità (adulare il padrone) in arte poetica.
Il tono è formale ma sincero quando dice "quanto io posso dar, tutto vi dono". Ariosto sa di dover vivere sotto la protezione dei potenti, ma lo fa con dignità.
Nota bene: Questo rapporto tra poeta e mecenate era tipico del Rinascimento - gli artisti dovevano trovare protettori per sopravvivere, ma riuscivano comunque a creare capolavori immortali.

Finito il proemio, Ariosto entra nel vivo della storia. Orlando, il più saggio dei paladini, è innamorato di Angelica e l'ha seguita fino in Francia, dove Carlo Magno sta combattendo contro i Saraceni guidati da Agramante.
L'imperatore si trova in una situazione difficile: due dei suoi migliori guerrieri, Orlando e Rinaldo, stanno litigando per conquistare Angelica. Carlo escogita una soluzione che sembra furba: affida la ragazza al duca di Baviera e promette di darla in sposa a chi si comporterà meglio in battaglia.
Ma il piano fallisce miseramente. I cristiani vengono sconfitti, il duca finisce prigioniero, e Angelica rimane sola nella tenda abbandonata. È il momento che aspettava: sale subito a cavallo e scappa nel bosco.
Strategia di lettura: Nota come Ariosto presenti i personaggi in azione, senza lunghe descrizioni. Imparerai a conoscerli attraverso quello che fanno!

Nel bosco Angelica incontra un cavaliere a piedi - è Rinaldo, che ha perso il suo famoso cavallo Baiardo. La reazione della ragazza è immediata: appena lo riconosce, scappa via terrorizzata "come pastorella" davanti al serpente.
Inizia un inseguimento che mostra tutta l'abilità narrativa di Ariosto. Angelica cavalca senza sosta, "pallida, tremando, e di sé tolta", lasciando che sia il cavallo a scegliere la strada. È la fuga della paura pura.
L'inseguimento la porta fino a un fiume, dove trova Ferraù, un cavaliere saraceno tutto sudato e impolverato. Anche lui è innamorato di Angelica, e anche lui è nei guai: ha perso l'elmo nel fiume e non riesce a recuperarlo.
Tecnica narrativa: Ariosto crea suspense alternando i punti di vista - ora seguiamo Angelica che scappa, ora Rinaldo che insegue, ora Ferraù che cerca l'elmo.

Quando Rinaldo arriva al fiume, Ferraù e Rinaldo iniziano subito a combattere per conquistare Angelica. Il duello è feroce: "ai colpi lor non reggerian gl'incudi" - i loro colpi spezzerebbero perfino le incudini!
Ma succede qualcosa di straordinario. Rinaldo propone una tregua: che senso ha combattere mentre Angelica scappa? È meglio inseguirla insieme e poi decidere a chi spetta. Ferraù accetta, e nasce una tregua impensabile tra due nemici.
È qui che Ariosto inserisce uno dei versi più famosi: "Oh gran bontà de' cavallieri antiqui!" Due rivali che poco prima cercavano di ammazzarsi ora cavalcano insieme, addirittura Ferraù fa salire Rinaldo sul suo cavallo.
I due si dividono a un bivio: Rinaldo prende una strada, Ferraù l'altra. Ma Ferraù torna al fiume - quell'elmo lo ossessiona. È allora che appare dal fiume il fantasma di Argalia, fratello di Angelica.
Riflessione: Questo episodio mostra l'ideale cavalleresco del Rinascimento - anche i nemici possono essere generosi e leali quando serve.

Il fantasma di Argalia emerge dall'acqua per rimproverare Ferraù: aveva promesso di gettare l'elmo nel fiume dopo averlo ucciso, ma non ha mantenuto la parola. "Ah mancator di fé, marano!" - lo chiama traditore della fede data.
Il fantasma gli rivela che è stata la Fortuna a far cadere l'elmo nell'acqua, realizzando quello che Ferraù non voleva fare. Ora deve lasciare stare quell'elmo e, se ne vuole uno nuovo, deve conquistarselo con onore - magari quello di Orlando o di Rinaldo.
La scena è potentissima: Ferraù "ogni pelo arricciossi, e scolorossi al Saracino il viso". Il terrore del soprannaturale misto alla vergogna di essere stato scoperto. Non trova nemmeno le parole per rispondere.
Ferraù giura solennemente di non indossare mai più un elmo che non sia quello di Almonte (quello che porta Orlando). E questa volta manterrà la promessa, a differenza di quella precedente.
Simbolismo: L'elmo rappresenta l'onore cavalleresco - non si può ottenere con l'inganno ma solo con il valore.

Mentre i cavalieri si inseguono e combattono, Angelica vaga terrorizzata per boschi "spaventose e scure". Ogni fronda che si muove, ogni ombra la spaventa - pensa sempre di avere Rinaldo alle spalle.
La similitudine con la "damma o capriuola" che ha visto uccidere la madre dal leopardo è perfetta: Angelica è come un animale braccato che scappa di bosco in bosco, tremando "di paura e di sospetto".
Dopo un giorno e mezzo di vagabondaggio, trova finalmente un posto che sembra sicuro: un boschetto adormo con due ruscelli che mormorano dolcemente. È un locus amoenus, un posto ideale per riposare.
Angelica smonta, lascia il cavallo libero di pascolare e si rifugia in un cespuglio di rose che forma una specie di camera naturale, così fitta che "il sol non v'entra, non che minor vista".
Paesaggio simbolico: Il contrasto tra la selva oscura (paura) e il boschetto ameno (pace temporanea) riflette gli stati d'animo di Angelica.

Nel suo rifugio naturale, Angelica si addormenta su un letto di "tenere erbette". Ma il riposo dura poco: sente un rumore di passi e vede arrivare un cavaliere armato. Non sa se è amico o nemico - "tema e speranza il dubbio cuor le scuote".
Il cavaliere si siede in riva al fiume per riposare e subito sprofonda in un pensiero così profondo che sembra trasformato in pietra. Resta così più di un'ora, poi inizia a lamentarsi "sí soavemente, ch'avrebbe di pietá spezzato un sasso".
Il suo pianto è così intenso che "le guancie" sembrano "un ruscello" e "il petto un Mongibello" (l'Etna). È Sacripante, re di Circassia, che parla ai suoi pensieri come se fossero una persona: "Pensier, che 'l cor m'agghiacci et ardi".
La sua disperazione è totale: è arrivato troppo tardi, altri hanno "colto il frutto" prima di lui. Se non può avere Angelica, perché continuare a tormentarsi il cuore?
Linguaggio poetico: Nota come Ariosto usi immagini concrete (ruscello, Etna) per descrivere emozioni astratte - è una tecnica tipica della poesia rinascimentale.

Sacripante sviluppa una delle similitudini più famose della letteratura italiana: la verginella è simile alla rosa. Finché resta sul suo ramo, protetta dalle spine, tutti la ammirano - "gioveni vaghi e donne inamorate" vogliono averla per ornare petto e tempie.
Ma appena viene colta "dal materno stelo", perde immediatamente "favor, grazia e bellezza". Allo stesso modo, la vergine che perde il suo "fiore" (la verginità) "perde nel cor di tutti gli altri amanti" il valore che aveva prima.
Questo monologo rivela la mentalità dell'epoca sulla verginità femminile, ma anche la sofferenza autentica di un uomo innamorato che si sente arrivato troppo tardi. Sacripante è venuto dall'Oriente fino in Francia seguendo le tracce di Angelica e Orlando.
La sua storia è quella di tanti amanti respinti: ha saputo della battaglia, della sconfitta di Carlo Magno, e ora cerca disperatamente Angelica senza trovarla. La "trista e ria novella" lo fa "penare, affliggere, lamentare".
Contesto culturale: La metafora della rosa riflette i valori della società rinascimentale, ma Ariosto la presenta con una certa ironia - sappiamo che Angelica è tutto fuorché una vittima passiva.

Mentre Sacripante si dispera, Angelica decide di uscire allo scoperto. Ha un piano preciso: non vuole "alleggierir" davvero la sofferenza di chi la ama, ma ha bisogno di una guida e protezione. Sacripante è perfetto per questo scopo.
La sua apparizione è teatrale: esce dal cespuglio "come Diana" o "Citerea" (Venere), le dee della letteratura classica. Le sue prime parole sono furbe: "Sia teco; teco difenda Dio la fama nostra" - implica una complicità che non esiste.
La reazione di Sacripante è di pura gioia: nemmeno una madre che ritrova il figlio creduto morto in guerra proverebbe tanto gaudio. Si getta ad abbracciarla e subito inizia a sognare di tornare con lei "al patrio regno".
Angelica gioca le sue carte da maestra dell'inganno: gli racconta di essere ancora vergine ("che 'l fior virginal cosí avea salvo, come se lo portò del materno alvo"), una bugia che Sacripante vuole credere perché "quel che l'uom vede, Amor gli fa invisibile".
Psicologia dei personaggi: Ariosto mostra come l'amore renda ciechi - Sacripante crede a quello che vuole credere, mentre Angelica manipola abilmente i suoi sentimenti per ottenere protezione.
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Iniziamo il nostro viaggio nell'Orlando Furioso di Ludovico Ariosto, il capolavoro del Rinascimento che racconta le avventure cavalleresche di Orlando e dei suoi compagni. Questo poema epico-cavalleresco, scritto in ottave, mescola sapientemente amore, guerra e magia in un'opera che ha... Mostra di più

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La prima ottava è un vero manifesto poetico. Ariosto dichiara di voler cantare "le donne, i cavallier, l'arme, gli amori" - praticamente tutto il mondo cavalleresco! Ma non si limita a ripetere le vecchie storie: promette di raccontare qualcosa di nuovo su Orlando, il palladino che impazzisce per amore.
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Ma Ariosto non è solo un cortigiano - è anche un poeta intelligente. Promette di celebrare Ruggiero, l'antenato leggendario della famiglia Este. In questo modo trasforma una necessità (adulare il padrone) in arte poetica.
Il tono è formale ma sincero quando dice "quanto io posso dar, tutto vi dono". Ariosto sa di dover vivere sotto la protezione dei potenti, ma lo fa con dignità.
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Finito il proemio, Ariosto entra nel vivo della storia. Orlando, il più saggio dei paladini, è innamorato di Angelica e l'ha seguita fino in Francia, dove Carlo Magno sta combattendo contro i Saraceni guidati da Agramante.
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Ma il piano fallisce miseramente. I cristiani vengono sconfitti, il duca finisce prigioniero, e Angelica rimane sola nella tenda abbandonata. È il momento che aspettava: sale subito a cavallo e scappa nel bosco.
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Nel bosco Angelica incontra un cavaliere a piedi - è Rinaldo, che ha perso il suo famoso cavallo Baiardo. La reazione della ragazza è immediata: appena lo riconosce, scappa via terrorizzata "come pastorella" davanti al serpente.
Inizia un inseguimento che mostra tutta l'abilità narrativa di Ariosto. Angelica cavalca senza sosta, "pallida, tremando, e di sé tolta", lasciando che sia il cavallo a scegliere la strada. È la fuga della paura pura.
L'inseguimento la porta fino a un fiume, dove trova Ferraù, un cavaliere saraceno tutto sudato e impolverato. Anche lui è innamorato di Angelica, e anche lui è nei guai: ha perso l'elmo nel fiume e non riesce a recuperarlo.
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Quando Rinaldo arriva al fiume, Ferraù e Rinaldo iniziano subito a combattere per conquistare Angelica. Il duello è feroce: "ai colpi lor non reggerian gl'incudi" - i loro colpi spezzerebbero perfino le incudini!
Ma succede qualcosa di straordinario. Rinaldo propone una tregua: che senso ha combattere mentre Angelica scappa? È meglio inseguirla insieme e poi decidere a chi spetta. Ferraù accetta, e nasce una tregua impensabile tra due nemici.
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La scena è potentissima: Ferraù "ogni pelo arricciossi, e scolorossi al Saracino il viso". Il terrore del soprannaturale misto alla vergogna di essere stato scoperto. Non trova nemmeno le parole per rispondere.
Ferraù giura solennemente di non indossare mai più un elmo che non sia quello di Almonte (quello che porta Orlando). E questa volta manterrà la promessa, a differenza di quella precedente.
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Mentre i cavalieri si inseguono e combattono, Angelica vaga terrorizzata per boschi "spaventose e scure". Ogni fronda che si muove, ogni ombra la spaventa - pensa sempre di avere Rinaldo alle spalle.
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Dopo un giorno e mezzo di vagabondaggio, trova finalmente un posto che sembra sicuro: un boschetto adormo con due ruscelli che mormorano dolcemente. È un locus amoenus, un posto ideale per riposare.
Angelica smonta, lascia il cavallo libero di pascolare e si rifugia in un cespuglio di rose che forma una specie di camera naturale, così fitta che "il sol non v'entra, non che minor vista".
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Nel suo rifugio naturale, Angelica si addormenta su un letto di "tenere erbette". Ma il riposo dura poco: sente un rumore di passi e vede arrivare un cavaliere armato. Non sa se è amico o nemico - "tema e speranza il dubbio cuor le scuote".
Il cavaliere si siede in riva al fiume per riposare e subito sprofonda in un pensiero così profondo che sembra trasformato in pietra. Resta così più di un'ora, poi inizia a lamentarsi "sí soavemente, ch'avrebbe di pietá spezzato un sasso".
Il suo pianto è così intenso che "le guancie" sembrano "un ruscello" e "il petto un Mongibello" (l'Etna). È Sacripante, re di Circassia, che parla ai suoi pensieri come se fossero una persona: "Pensier, che 'l cor m'agghiacci et ardi".
La sua disperazione è totale: è arrivato troppo tardi, altri hanno "colto il frutto" prima di lui. Se non può avere Angelica, perché continuare a tormentarsi il cuore?
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Sacripante sviluppa una delle similitudini più famose della letteratura italiana: la verginella è simile alla rosa. Finché resta sul suo ramo, protetta dalle spine, tutti la ammirano - "gioveni vaghi e donne inamorate" vogliono averla per ornare petto e tempie.
Ma appena viene colta "dal materno stelo", perde immediatamente "favor, grazia e bellezza". Allo stesso modo, la vergine che perde il suo "fiore" (la verginità) "perde nel cor di tutti gli altri amanti" il valore che aveva prima.
Questo monologo rivela la mentalità dell'epoca sulla verginità femminile, ma anche la sofferenza autentica di un uomo innamorato che si sente arrivato troppo tardi. Sacripante è venuto dall'Oriente fino in Francia seguendo le tracce di Angelica e Orlando.
La sua storia è quella di tanti amanti respinti: ha saputo della battaglia, della sconfitta di Carlo Magno, e ora cerca disperatamente Angelica senza trovarla. La "trista e ria novella" lo fa "penare, affliggere, lamentare".
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Mentre Sacripante si dispera, Angelica decide di uscire allo scoperto. Ha un piano preciso: non vuole "alleggierir" davvero la sofferenza di chi la ama, ma ha bisogno di una guida e protezione. Sacripante è perfetto per questo scopo.
La sua apparizione è teatrale: esce dal cespuglio "come Diana" o "Citerea" (Venere), le dee della letteratura classica. Le sue prime parole sono furbe: "Sia teco; teco difenda Dio la fama nostra" - implica una complicità che non esiste.
La reazione di Sacripante è di pura gioia: nemmeno una madre che ritrova il figlio creduto morto in guerra proverebbe tanto gaudio. Si getta ad abbracciarla e subito inizia a sognare di tornare con lei "al patrio regno".
Angelica gioca le sue carte da maestra dell'inganno: gli racconta di essere ancora vergine ("che 'l fior virginal cosí avea salvo, come se lo portò del materno alvo"), una bugia che Sacripante vuole credere perché "quel che l'uom vede, Amor gli fa invisibile".
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Samantha Klich
utente Android
Wow, sono davvero stupita. Ho appena provato l'app perché l'ho vista pubblicizzata molte volte e sono rimasta assolutamente sbalordita. Questa app è L'AIUTO che cercate per la scuola e soprattutto offre tantissime cose, come allenamenti e schede, che a me personalmente sono state MOLTO utili.
Anna
utente iOS
È bellissima questa app, la adoro. È utilissima per lo studio e mi aiuta molto, anzi moltissimo, ma soprattutto mi aiutano molto i quiz, per memorizzare anche quello che non sapevo
Anastasia
utente Android
Fantastica per qualsiasi materia avere gli appunti anche di altre persone è molto utile perchè posso confrontarmi e vedere come migliorarmi. con i quiz riesco ad apprendere al meglio.
Francesca
utente Android
moooolto utile,gli appunti sono belli e funzionanti,schoolGPT da dei consigli formidabili!!
Marianna
utente Android
L'applicazione è semplicemente fantastica! Tutto ciò che devo fare è inserire l'argomento nella barra di ricerca e ottengo la risposta molto velocemente. Non devo guardare 10 video di YouTube per capire qualcosa, quindi risparmio tempo. Consigliatissima!
Sudenaz Ocak
utente Android
A scuola andavo malissimo in matematica, ma grazie a questa applicazione ora vado meglio. Vi sono molto grato per aver creato questa app.
Greenlight Bonnie
utente Android
Knowunity è un applicazione fantastica,considerando che ha degli schemi veramente molto carini e sfiziosi e che ci sono dei quiz,oltre al fatto che questa cosa dell intelligenza artificiale "school gpt" è almeno per me molto utile, perché a differenza di Chatgpt ti da le spiegazioni, ti spiega ciò che non è chiaro! Posso studiare più velocemente tramite gli schemi e che posso pubblicare io stessa gli schemi è una funzione utilissima per gli altri studenti. Knowunity è PERFETTA
Aurora
utente Android
L’app funziona benissimo e puoi trovare qualsiasi tipo di informazione. Non ho l’abbonamento ma la parte gratuita è sufficiente per uno studio approfondito.
Martina
utente iOS
I quiz E LE flashcard SONO COSÌ UTILI E ADORO Knowunity IA. È ANCHE LETTERALMENTE COME CHATGPT MA PIÙ INTELLIGENTE!! MI HA AIUTATO ANCHE COI MIEI PROBLEMI DI MASCARA!! E ANCHE CON LE MIE VERE MATERIE! OVVIO 😍😁😲🤑💗✨🎀😮
Chiara
utente IOS
Questa app è una delle migliori, nient’altro da dire.
Andrea
utente iOS
L'applicazione è molto facile da usare e ben progettata. Finora ho trovato tutto quello che cercavo e ho potuto imparare molto dalle presentazioni! Utilizzerò sicuramente l'app per i compiti in classe! È molto utile anche come fonte di ispirazione.
Stefano S
utente iOS
Questa applicazione è davvero grande! Ci sono tantissimi appunti e aiuti con lo studio [...]. La mia materia problematica, per esempio, è il francese e l'app ha così tante opzioni per aiutarmi. Grazie a questa app ho migliorato il mio francese. La consiglio a tutti.
Samantha Klich
utente Android
Wow, sono davvero stupita. Ho appena provato l'app perché l'ho vista pubblicizzata molte volte e sono rimasta assolutamente sbalordita. Questa app è L'AIUTO che cercate per la scuola e soprattutto offre tantissime cose, come allenamenti e schede, che a me personalmente sono state MOLTO utili.
Anna
utente iOS
È bellissima questa app, la adoro. È utilissima per lo studio e mi aiuta molto, anzi moltissimo, ma soprattutto mi aiutano molto i quiz, per memorizzare anche quello che non sapevo
Anastasia
utente Android
Fantastica per qualsiasi materia avere gli appunti anche di altre persone è molto utile perchè posso confrontarmi e vedere come migliorarmi. con i quiz riesco ad apprendere al meglio.
Francesca
utente Android
moooolto utile,gli appunti sono belli e funzionanti,schoolGPT da dei consigli formidabili!!
Marianna
utente Android
L'applicazione è semplicemente fantastica! Tutto ciò che devo fare è inserire l'argomento nella barra di ricerca e ottengo la risposta molto velocemente. Non devo guardare 10 video di YouTube per capire qualcosa, quindi risparmio tempo. Consigliatissima!
Sudenaz Ocak
utente Android
A scuola andavo malissimo in matematica, ma grazie a questa applicazione ora vado meglio. Vi sono molto grato per aver creato questa app.
Greenlight Bonnie
utente Android
Knowunity è un applicazione fantastica,considerando che ha degli schemi veramente molto carini e sfiziosi e che ci sono dei quiz,oltre al fatto che questa cosa dell intelligenza artificiale "school gpt" è almeno per me molto utile, perché a differenza di Chatgpt ti da le spiegazioni, ti spiega ciò che non è chiaro! Posso studiare più velocemente tramite gli schemi e che posso pubblicare io stessa gli schemi è una funzione utilissima per gli altri studenti. Knowunity è PERFETTA
Aurora
utente Android
L’app funziona benissimo e puoi trovare qualsiasi tipo di informazione. Non ho l’abbonamento ma la parte gratuita è sufficiente per uno studio approfondito.
Martina
utente iOS
I quiz E LE flashcard SONO COSÌ UTILI E ADORO Knowunity IA. È ANCHE LETTERALMENTE COME CHATGPT MA PIÙ INTELLIGENTE!! MI HA AIUTATO ANCHE COI MIEI PROBLEMI DI MASCARA!! E ANCHE CON LE MIE VERE MATERIE! OVVIO 😍😁😲🤑💗✨🎀😮
Chiara
utente IOS
Questa app è una delle migliori, nient’altro da dire.
Andrea
utente iOS