Giacomo Leopardi: L'uomo e le origini del pessimismo
Nato nel 1798 a Recanati da una famiglia nobile in declino, Leopardi diventa il maggior poeta del nostro Romanticismo pur considerandosi neoclassico. La sua vita è segnata da una salute fragile che lo costringe alla reclusione nel palazzo di famiglia, dove passa le giornate nella biblioteca paterna studiando da autodidatta.
Questa condizione di isolamento gli fa inizialmente credere di essere l'unico infelice al mondo. Per questo inizia una corrispondenza con Pietro Giordani, che diventa il suo mentore intellettuale e lo avvicina alla poesia classicheggiante. È proprio attraverso questa amicizia che Leopardi sviluppa le sue prime teorie poetiche.
Il giovane poeta raggiunge un livello culturale straordinario, padroneggiando greco e latino, ma la sua condizione fisica peggiora progressivamente. Questa sofferenza personale diventa però la base per una riflessione filosofica profondissima che lo porta a elaborare le diverse fasi del pessimismo.
Ricorda: La teoria del piacere e quella del vago nascono proprio dalla sua condizione di isolamento e dalla necessità di trovare consolazione nell'immaginazione.











