Il testo e la parafrasi di "Alla luna"
Ti sei mai fermato a guardare la luna in una notte difficile? Leopardi lo faceva spesso, e da questo momento nasce una delle sue poesie più belle e personali.
Il poeta si trova sul Monte Tabor (lo stesso colle dell'"Infinito") e parla direttamente alla luna, ricordando che un anno prima era lì, nello stesso posto, con la stessa angoscia nel cuore. La luna splende identica, ma Leopardi la vede sfocata dalle lacrime che gli rigano il viso.
Quello che colpisce di più è l'onestà brutale del poeta: "la mia vita era dolorosa allora, e lo è ancora oggi". Non c'è stato alcun miglioramento, nessun cambiamento positivo. Eppure, stranamente, ricordare il dolore passato gli dà conforto.
Curiosità: Leopardi usa molti latinismi come "pendevi", "mi giova" e "occorre" che rendono il linguaggio più solenne e poetico, ma anche più distante dal parlato quotidiano.




