Vita e formazione di Alessandro Manzoni
Alessandro Manzoni nasce a Milano nel 1785, nipote dell'illuminista Cesare Beccaria. I primi anni di collegio gli lasciano un ricordo negativo, ma gli permettono di conoscere autori come Alfieri e Parini, oltre alle idee dei pensatori illuministi francesi. Questa formazione eclettica sarà fondamentale nel suo sviluppo intellettuale.
Nel 1805 si trasferisce a Parigi dove la madre vive con Carlo Imbonati, che però muore prima dell'arrivo del giovane. Nel 1808 sposa Enrichetta Blondel, che lo accompagna nel processo di conversione al cattolicesimo dopo il "miracolo di San Rocco". Questo evento segna il distacco definitivo dalla poesia classica e neoclassica.
Rientrato a Milano nel 1820, inizia una vita appartata ma creativa, dedicandosi alla stesura de "I Promessi Sposi", capolavoro in cui predilige una lingua fiorentina semplice e popolare. La sua conversione non cancella gli orientamenti teorici precedenti ma li reinterpreta: nel Vangelo Manzoni vede un messaggio rivoluzionario che dà senso più profondo agli ideali patriottici.
Curiosità: Manzoni visse le sue convinzioni religiose con un certo rigorismo morale tipico del calvinismo e del giansenismo, pur restando fedele alla dottrina cattolica ortodossa. Questo apparente paradosso si riflette in molte delle sue opere!
La fede non gli impedisce di guardare con occhio critico all'operato del Vaticano. Sviluppa infatti una forte avversità al potere temporale del papa, posizione condivisa da diversi cattolici liberali dell'epoca. Nel 1861 diventa senatore del neonato Regno d'Italia e muore nel 1873, occasione di solenni cerimonie nazionali.











