Il contesto storico e l'amicizia con Vettori
Dal 1512 Machiavelli vive in esilio forzato all'Albergaccio, lontano dalla politica attiva che tanto amava. Il suo unico collegamento con il mondo del potere è l'amico Francesco Vettori, ambasciatore a Roma presso Papa Leone X (un Medici).
Machiavelli spera che questa amicizia possa aiutarlo a tornare a lavorare a Firenze. La sua strategia è chiara: convincere i Medici delle sue competenze attraverso l'influenza di Vettori presso il Papa.
La lettera del 10 dicembre 1513 è la più celebre del loro carteggio. Mentre Vettori scrive con tono formale e racconta la sua vita rilassata a Roma, Machiavelli risponde con un mix esplosivo di ironia e malinconia.
💡 Curiosità: Machiavelli inizia la lettera ringraziando ironicamente Vettori con una citazione di Petrarca: "Tarde non furon mai gratie divine" - anche le grazie divine non arrivano mai troppo tardi!





