Ti sei mai chiesto come sia nata la lingua italiana...
Le Origini della Letteratura Italiana - Terzo Anno





La Nascita della Lingua Italiana
Tutto inizia con la caduta dell'impero romano, quando il latino parlato dal popolo iniziò a trasformarsi in qualcosa di completamente nuovo. A differenza del latino degli intellettuali, quello popolare cambiava moltissimo da regione a regione - immagina quanto fosse diverso il latino parlato in Britannia da quello del nord Africa!
Quando l'impero crollò, queste lingue popolari presero strade autonome diventando le lingue neolatine o romanze. Ecco perché diciamo "cavallo" (dal latino popolare caballus) e non "equus" come nel latino colto. La parola "guerra" viene addirittura dal germanico wuerra, non dal latino bellum!
In Italia, la nascita di una lingua nazionale fu particolarmente difficile. Non avevamo un regno unificato come la Francia, e c'era un forte attaccamento culturale al latino. Il primo documento scritto in italiano? La Carta capuana del 960, che riporta una testimonianza in una lite tra un contadino e un monastero.
Curiosità: I mercanti italiani furono i primi a sentire il bisogno di una lingua comune per facilitare gli scambi commerciali tra le varie città!

La Letteratura Francese e la Scuola Siciliana
Prima che nascesse la letteratura italiana, dovevano arrivare gli "insegnanti" dalla Francia. La lingua d'oil (nord Francia) creò le prime opere sui cavalieri e le gesta di Carlo Magno, mentre la lingua d'oc (Provenza) sviluppò la poesia d'amore cortese. I trovatori provenzali furono i primi poeti professionisti d'Europa!
Nel 1208 tutto cambiò: il papa distrusse la città di Albi per combattere l'eresia dei catari, e molti trovatori fuggirono. Dove andarono? A Palermo, nella corte più bella e colta della cristianità! Qui nacque la Scuola Siciliana sotto Federico II di Svevia.
I poeti siciliani fecero tre cose rivoluzionarie: separarono la musica dalla poesia, crearono le prime strutture metriche italiane (come il sonetto di Jacopo da Lentini), e tentarono di creare una lingua unitaria italiana. Non erano poeti di professione, ma funzionari e politici che scrivevano nel tempo libero.
La loro poesia parlava di amore cortese: la donna era vista come una signora feudale da servire, seguendo il modello cavalleresco provenzale.
Ricorda: Federico II raccolse nella sua corte non solo poeti, ma anche scienziati e intellettuali da tutta Europa, creando un ambiente culturale unico!

Poesia Religiosa e Scuola Toscana
Nel Duecento nacquero gli ordini francescano e domenicano, che diedero vita a una ricca letteratura religiosa. San Francesco d'Assisi scrisse nel 1224 il primo capolavoro poetico italiano: il "Cantico delle Creature". Da ricco mercante a santo, la sua conversione ispirò una poesia che ringraziava Dio per il creato.
Si diffuse anche la Lauda, un genere popolare recitato nelle piazze durante le feste religiose. Jacopone da Todi ne fu il maestro: anche lui visse una conversione drammatica dopo la morte della moglie in un incidente, dedicando la vita alla poesia religiosa e alla critica della Chiesa.
Dopo il crollo della dinastia sveva (1266), i temi siciliani passarono in Toscana con la Scuola Toscana. Qui l'ambiente non era più la corte raffinata, ma i comuni con le loro tensioni politiche. Guittone d'Arezzo fu il maggior rappresentante: aggiunse temi politici e religiosi all'amore cortese.
Guittone iniziò il processo di "angelizzazione" della donna: non più essere terreno, ma angelo capace di condurre l'uomo in paradiso. Questo concetto culminerà nel Dolce Stil novo.
Attenzione: La Scuola Toscana era chiamata "di mezzo" perché faceva da ponte tra la poesia siciliana e il Dolce Stil novo!

Il Dolce Stil Novo e la Poesia Comico-Realistica
Il Dolce Stil novo dominò la letteratura italiana per oltre un secolo (fine XIII - inizi XIV). Il nome? Lo diede Dante stesso: "dolce" per i temi amorosi, "novo" per la lingua raffinata e innovativa.
Guido Guinizzelli fu il fondatore bolognese che teorizzò l'identificazione tra Amore e Cortesia. La nobiltà non era più di sangue, ma d'animo! La donna diventava un essere perfetto, un angelo attraverso cui raggiungere la salvezza. Non si descriveva la sua bellezza, ma gli effetti che produceva sull'animo del poeta.
Con Guido Cavalcanti la scuola si spostò a Firenze acquisendo drammaticità. Per lui l'amore non era più elevazione angelica, ma impulso irrazionale che portava alla distruzione. Cavalcanti fu il poeta più importante prima di Dante.
In contrapposizione nacque la poesia comico-realistica con Cecco Angiolieri. Questi poeti misero in scena taverne, furbi, prostitute e il mondo borghese. L'amore tornava carnale e sensuale, in aperta protesta contro lo Stilnovo. Cecco visse da "emarginato" e si pose come elemento di rottura, diventando un vero poeta moderno.
Interessante: La poesia comico-realistica si riallacciava alla tradizione dei giullari che cantavano, ballavano e raccontavano barzellette nelle piazze!
Pensavamo che non l'avreste mai chiesto....
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Ti sei mai chiesto come sia nata la lingua italiana che parli ogni giorno? La storia della letteratura italiana inizia con una trasformazione epocale: il passaggio dal latino al "volgare", la lingua del popolo. È un viaggio affascinante attraverso scuole...

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Quando l'impero crollò, queste lingue popolari presero strade autonome diventando le lingue neolatine o romanze. Ecco perché diciamo "cavallo" (dal latino popolare caballus) e non "equus" come nel latino colto. La parola "guerra" viene addirittura dal germanico wuerra, non dal latino bellum!
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Nel Duecento nacquero gli ordini francescano e domenicano, che diedero vita a una ricca letteratura religiosa. San Francesco d'Assisi scrisse nel 1224 il primo capolavoro poetico italiano: il "Cantico delle Creature". Da ricco mercante a santo, la sua conversione ispirò una poesia che ringraziava Dio per il creato.
Si diffuse anche la Lauda, un genere popolare recitato nelle piazze durante le feste religiose. Jacopone da Todi ne fu il maestro: anche lui visse una conversione drammatica dopo la morte della moglie in un incidente, dedicando la vita alla poesia religiosa e alla critica della Chiesa.
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Attenzione: La Scuola Toscana era chiamata "di mezzo" perché faceva da ponte tra la poesia siciliana e il Dolce Stil novo!

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Guido Guinizzelli fu il fondatore bolognese che teorizzò l'identificazione tra Amore e Cortesia. La nobiltà non era più di sangue, ma d'animo! La donna diventava un essere perfetto, un angelo attraverso cui raggiungere la salvezza. Non si descriveva la sua bellezza, ma gli effetti che produceva sull'animo del poeta.
Con Guido Cavalcanti la scuola si spostò a Firenze acquisendo drammaticità. Per lui l'amore non era più elevazione angelica, ma impulso irrazionale che portava alla distruzione. Cavalcanti fu il poeta più importante prima di Dante.
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