I personaggi dietro cui si nasconde Leopardi
Cosa c'è di più geniale che far parlare i tuoi pensieri più sovversivi attraverso personaggi famosi del passato? Leopardi trasforma le Operette Morali in un teatrino di maschere, dove ogni personaggio è un suo alter ego.
Affida a Giuseppe Parini le riflessioni sulla difficile vita dell'intellettuale, mentre Torquato Tasso esprime le sue idee sull'impossibilità di trovare felicità nell'amore. Persino Cristoforo Colombo e Copernico diventano portavoce del suo pensiero filosofico.
Ma i personaggi più interessanti sono quelli inventati da lui stesso. Filippo Ottonieri diventa un autoritratto dell'autore, descritto attraverso le sue abitudini e convinzioni morali. Tristano, invece, ha l'onore di chiudere l'intera opera con un finale sorprendente.
💡 Nota bene: Il pessimismo cosmico di Leopardi non è solo disperazione fine a se stessa, ma una lucida analisi della condizione umana che apre nuove prospettive filosofiche.
Il Dialogo di Tristano conclude l'opera con un colpo di scena: dopo aver demolito ogni illusione umana, Leopardi finge di ritrattare tutto, per poi ribadire con ancora più forza le sue convinzioni. Tuttavia, l'ultima parola non esclude completamente una piccola speranza per l'umanità - un finale che lascia il lettore con una riflessione profonda sul proprio destino.