Le quattro sezioni dei Canti
I Canti si dividono in quattro sezioni principali che seguono l'evoluzione poetica di Leopardi. Le Canzoni giovanili (1818-22) comprendono componimenti civili come "All'Italia" e "Ad Angelo Mai", dove l'Italia è rappresentata come una bella donna in decadenza e si rievocano i grandi del passato.
I Piccoli idilli (1819-1821) sono cinque componimenti intimi ("L'infinito", "Alla luna", ecc.) caratterizzati dalla poetica del vago e dell'indefinito. Il paesaggio diventa proiezione della condizione interiore del poeta, con uno stile sobrio e musicale.
I Grandi idilli (1828-1830), detti anche canti pisano-recanatesi, sono sette componimenti dove Leopardi maturo rievoca con lucidità amara la giovinezza perduta ("A Silvia", "La quiete dopo la tempesta", "Canto notturno di un pastore errante dell'Asia").
L'Ultima fase (1831-1837) include il ciclo di Aspasia (delusione amorosa), le canzoni sepolcrali e i canti napoletani, culminando con "La ginestra", testamento poetico che propone la solidarietà umana contro la natura matrigna.
Ricorda: Ogni sezione riflette una fase diversa del pessimismo leopardiano, dall'illusione giovanile alla maturità consapevole.