La vita tormentata di Giacomo Leopardi
Giacomo Leopardi nasce a Recanati da una famiglia nobile: il padre Monaldo, colto ma antiquato, e la madre Adelaide, fredda e distaccata. La sua infanzia è segnata da sette anni di studio "matto e disperato" nella biblioteca paterna, dove impara da autodidatta latino, greco, ebraico e francese.
Il giovane Giacomo si sente prigioniero nella sua città provinciale mentre fuori nasce il Romanticismo. Nel 1817 inizia a corrispondere con Pietro Giordani, ma nel 1819 il tentativo di fuga fallisce miseramente. Questo fallimento, unito a una malattia agli occhi, lo sprofonda in una crisi profonda che lo porta a riflettere sull'infelicità umana.
I suoi viaggi (Roma, Milano, Bologna, Firenze, Pisa) si alternano a ritorni forzati a Recanati. A Pisa rinasce la sua vena poetica e compone i Grandi Idilli, tra cui "A Silvia" dedicata a Teresa Fattorini. La delusione amorosa con Fanny Ronchivecchi segna ulteriormente la sua visione pessimista delle relazioni.
💡 Ricorda: La biografia di Leopardi è fondamentale per capire la sua filosofia pessimista - ogni evento della sua vita alimenta la sua riflessione sull'infelicità umana.











