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 TENDENZE LETTERARIE DEL SECONDO '800
TERZO ROMANTICISMO esagerazione del romanticismo
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troverete la vita e le principali opere degli autori che avevo nel mio programma di maturità ( riassunti di brani,libri o analisi dei personaggi). Manzoni e Leopardi erano per me argomenti svolti in quarto se vi possono essere utili riesco a caricarli

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TENDENZE LETTERARIE DEL SECONDO '800 TERZO ROMANTICISMO esagerazione del romanticismo LETTERATURA DI MEMORIA si parla dell'unità d'Italia e devi eventi storici del tempo (come sarà dopo la seconda guerra mondiale) LETTERATURA PER RAGAZZI → con lo scopo di formare i ragazzi, Pinocchio e Libro Cuore › la storia di una classe torinese (1 capitale del Regno d'Italia) con bambini di diversa estrazione sociale, serve a far vedere l'importanza della scuola ROMANZO STORICO → racconto oggettivo dei fatti POSITIVISMO La cultura europea della seconda metà dell'800 fu dominata dal POSITIVISMO, una corrente di pensiero nata in Francia verso il 1820. Il termine "positivismo” indica una conoscenza modellata sulle discipline “positive” quali la matematica, la fisica e le scienze naturali, basato sull'osservazione dei fenomeni reali, concreti, e sul principio della verifica della teoria con la prova dei fatti. Tale corrente nasce in corrispondenza al periodo di progresso nel quale si vive, dovuto alla Rivoluzione industriale. - POSITIVISMO IN LETTERATURA Il positivismo considerava l'arte come una rinnovata esigenza di realismo nella quale l'intellettuale non era più poeta "vate" e neppure portatore di valori sentimentali e religiosi. Al contrario, aveva una illimitata fiducia nella scienza e nel progresso, esprime la fiducia nella ragione, nella scienza e nella tecnica, si tratta di una visione ottimistica del progresso umano, che si manifesta nell'applicazione del metodo scientifico alla...

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società e all'uomo e nella nascita di nuove scienze sociali autonome, come la sociologia (studio della società), la statistica e la psicologia. L'intellettuale deve analizzare come un perfetto osservatore la situazione sociale, scriverne e sensibilizzare la società e le borghesie al potere, in modo tale che possano intervenire. REALISMO In concomitanza con le formulazioni teoriche del Positivismo, si affermarono nella letteratura europea della seconda metà del 800 le poetiche del naturalismo, in Francia, e del verismo, in Italia, considerate prosecuzioni e sviluppi del realismo del 1830. Con Realismo si indica una rappresentazione concreta e oggettiva della realtà, in stretto legame con la nascita della sociologia e del pensiero positivista, che si basa sull'osservazione diretta dei fenomeni e sul metodo scientifico. Questo genere di romanzi ha tali caratteristiche fondamentali quali l'utilizzo di termini lineari e oggettivi, in una PROSA piana e accessibile adatta ad un pubblico borghese (perché la poesia serviva soprattutto ed esternare l'interiorità dell'animo, e quindi non esprimeva i problemi sociali), la presenza di un narratore onnisciente in terza persona e una rappresentazione della realtà attenta alla classe borghese. NATURALISMO Il continuatore del Realismo narrativo e l'iniziatore del Naturalismo fu Gustave Flaubert. Egli scrive un romanzo che è il punto di passaggio tra queste due correnti, Madame Bovary, romanzo incentrato sulla critica della mentalità e dei comportamenti della società borghese di provincia. Il romanzo naturalista descrive oggettivamente le condizioni della società del tempo, stabilendo una differenza con il romanzo ottocentesco, che era un romanzo storico (Manzoni). Il Naturalismo condivise con il realismo l'attenzione alla realtà contemporanea, l'autore è uno scienziato e quindi può parlare soltanto di ciò di cui ha esperienza; di vicende a lui contemporanee analizzate oggettivamente. L'intellettuale ha il compito di descrivere oggettivamente le condizioni di tutti i giorni, di offrirle alla borghesia, di sensibilizzare le classi borghesi al potere, affinché intervengano a migliorare le condizioni delle classi subalterne. Tra i più importanti rappresentanti del Naturalismo francese ricordiamo Émile Zola. Emile Zola è il massimo esponente del naturalismo e nel 1870 pubblicò Il romanzo sperimentale, una raccolta di scritti teorici sul Naturalismo, secondo il quale il romanziere deve far proprio il metodo sperimentale delle scienze fisiche, deve osservare i caratteri ei comportamenti degli individui calandoli in precisi contesti ambientali e deve procedere come uno scienziato, in modo che il romanzo diventi un “verbale di un esperimento”. EMILE ZOLA → LA RABBIA DELLA FOLLA Stefano Lantier organizza uno sciopero per i minatori di Montsou, portando alla luce le loro terribili condizioni di vita. Stefano lavora in miniera, dove ha passato gran parte della sua vita. Gli operai resistono per mesi, finché logorati dalla fatica, marciano sulle miniere implorando cibo. Interviene quindi l'esercito e lo sciopero si trasforma in una carneficina. I minatori, ormai sottomessi, si adeguano alle condizioni che si ritrovano imposte, fino a quando un macchinista russo inonda la miniera. Molti operai muoiono annegati, mentre Stefano si salva con difficoltà. Il racconto si conclude con Stefano che torna a Parigi, dove spera di trovare un mondo più giusto. Questo romanzo naturalista è molto interessante, perché fa capire come era difficile vivere nelle miniere, ma, come fece Stefano, non bisogna mai arrendersi di fronte a niente. Il testo è ambientato dopo lo scoppio della prima rivoluzione industriale. Con questa nacquero le prime ferrovie, che fecero aumentare fortemente la richiesta di estrazione di carbone dalle miniere. Ma questo lavoro non fu affidato solo agli uomini: donne e bambini, ugualmente impiegati, difficilmente sopravvivono in ambienti così ostili. VERISMO Il Naturalismo in Italia prende il nome di Verismo. Il principale centro di diffusione della letteratura verista è Milano, una città molto importante e già industriale. I suoi maggiori rappresentanti sono meridionali, perché le condizioni di degrado e di arretratezza del Sud divengono oggetto di questa letteratura (italia centro e sud ancora agricola). Tra i rappresentanti del Verismo italiano si ricordano i siciliani Luigi Capuana e Giovanni Verga (Matilde Serao e Grazia Greca) Il teorico del verismo fu Luigi Capuana, egli diffonde le idee di Zolà, adattandole alla situazione italiana. bisognava abbandonare il romanzo storico in favore del romanzo dei costumi contemporanei; occorreva raccontare scene di vita quotidiana di gente misera, ritraendola “dal vero"; seguire i principi dell'impersonalità, eliminando il narratore e i propri giudizi; non si deve trascurare la fantasia e l'immaginazione, per conferire interesse nei lettori. Il caposcuola del Verismo fu Giovanni Verga, che dà vita ad opere molto importanti. Al contrario del romanzo naturalista, quello verista vuole formare una coscienza sociale, giungendo ad una scienza del cuore umano e di rappresentare la realtà. - - Vediamo una visione pessimistica della vita; per il veristi arte e letteratura non possono influire sulla società regolata dalle leggi immutabili della lotta per la vita. Il romanzo verista intende rappresentare il mondo contadino e dei poveri del Meridione, il suo limite è il regionalismo: è limitato alle regioni di appartenenza degli autori. Catania 1840 Vita politica attiva anche direttamente -SPEDIZIONE DEI MILLE & GUARDIA NAZIONALE- Va Firenze che era capitale d'Italia, qui produce UNA PECCATRICE -gusto tardo romantico- e STORIA DI UNA CAPIRENA Diventa amico di Luigi Capuana, influenzato da lui scriverà NEDDA -prima opera dal contenuto verista ma non verista nella forma, bisogna aspettare ROSSO MALPELO 100% verista - pregiudizi e condizioni di lavoro nella Sicilia Malavoglia flop, si dedica al teatro - CAVALLERIA RUSTICANA Ultima parte della sua vita diventa CONSERVATORE Catania 1922 VERISMO - CENNI VITO - IMPERSONALITÀ - opera foto del reale, deve sembrare essersi fatta da sola STILE PARLATO - ambiente sociale personaggi, proverbi, modi di dire. soprannomi REGRESSIONE - volontariamente non scrive in maniera colta, narrazione oggettiva DISCORSO INDIRETTO LIBERO - no verbi dichiarativi sembra entrare nella testa personaggi STRANIAMENTO - divisione tra Verga e chi narra, modi diversi di vedere le cose IL LIMITE DEL VERISMO E IL REGIONALISMO IL CICLO DEI VINTI Inizialmente 5 / solo Il completi / e titolo LA MAREA - similitudine destino che travolge - Conseguenze del progresso in ogni ceto sociale da ricchi a umili In astratto il progresso ok ma da vicino ci sono i VINTI- chi tenta di migliorare la condizione. travolti dalla FIUMANA DEL PROGRESSO - La ricerca del meglio negli umili sono i beni materiali man mano che si alza livello sono cose complesse - MALAVOGLIA - insuccesso = stile e tecnica lontani tradizione serie di sventure per la famiglia TOSCANI. IDEALE DELL'OSTRICA / fantasticheria /. tutti cambiano la loro posizione, chi non lo fa riscatta la Casa DEL NESPOLO, visione pessimista del progresso anche se siamo nel positivismo - Sicilia post Unione - MASTRO DON GESUALDO - GESUALDO MOTTA un MASTRO = manovale ma DON perché diventa PROPRIETARIO TERRIERO = Unione dei soprannomi = impossibile dimenticare origini, resta un vinto Simbolo della mobilità sociale. LA ROBA MAZZARO, avidità delle ricchezze - La DUCHESSA DI LEYRA - solo primo capitolo. figlia Mastro Don Gesualdo, vanità dell aristocrazia -L ONOREVOLE SCIPIONE - mondo politica - L UOMO DI LUSSO - sintesi dei vizi precedenti Giovanni Verga VITA DEI CAMPI NOVELLE RUSTICANE Prima Opera verista. 8 novelle, successo presso il pubblico Meccanismi mondo umili in Sicilia L AMANTE DI GRAMIGNA & FANTASTICHERIA poetica verismo verga - - Prefazione teorica / LETTERA A SALVATORE FARINA / - MORALE DELL OSTRICA 12 novelle ansia di conquista, possesso e conservazione dei beni materiali = Figura emblematica = arrampicatore sociale Come MARRAZO = LA ROBA diventa il motivo diventa il motivo centrale della vita causa di tante incomprensioni e infelicitá CENNI SULLA VITA Giovanni Verga nasce a Catania nel 1840 → famiglia liberale/antiborbonica. Negli anni degli studi si dedica all'attività politica diretta aderendo al progetto di unificazione nazionale, partendo alla Spedizione dei Mille di Garibaldi e arruolandosi nella Guardia Nazionale. Intanto inizia a lavorare per riviste letterarie e si trasferisce a Firenze (al tempo capitale d'Italia). Qui produce il suo primo romanzo mondano: UNA PECCATRICE (la storia di una suora innamorata). Pubblica successivamente STORIA DI UNA CAPINERA, nel quale mostra le classi popolari per dare una morale. Sarà fondamentale per lui l'incontro con Luigi Capuana (teorico del Verismo). Dopo l'insuccesso dei Malavoglia, si dedica al teatro con il dramma Cavalleria Rusticana. Inizia a scrivere il Ciclo dei Vinti. Muore a Catania nel 1922. NEDDA Influenzato proprio da Capuana compose il bozzetto Nedda, un breve racconto che ritrae personaggi ambienti della vita quotidiana. Con quest'opera comincia l'interesse dello scrittore per le novelle. È la prima opera dal contenuto verista, ma non è verista nella forma, per quello bisognerà aspettare la storia di Rosso Malpelo. SCELTE STILISTICHE - impersonalità l'opera deve sembrare essersi scritta da sola, le opinioni vengono espresse dai personaggi - stile più vicino al parlato - dovuto al contesto in cui vivono i personaggi (proverbi, modi di dire, soprannomi) - artificio della regressione → sarebbe in grado di scrivere in maniera più colta ma decide volontariamente di non farlo con lo scopo di rendere più oggettiva la narrazione - discorso indiretto libero il lettore sembra immergersi nei pensieri dei personaggi, abolizione dei verbi dichiarativi e del "che" - straniamento divisione da chi narra e l'autore ROSSO MALPELO È la novella più famosa di Giovanni Verga, quella che è rimasta maggiormente nella memoria collettiva per il suo piccolo protagonista e per l'impatto sociale dei temi affrontati. La novella Rosso Malpelo può essere considerata il primo esempio di Verismo verghiano. In primis perché lo scrittore adotta la tecnica dell'impersonalità, assume cioè il punto di vista dell'ambiente che descrive: la sua voce corrisponde a quella del paese, della comunità che guarda al ragazzo con i capelli rossi con estremo sospetto. L'autore racconta i fatti dalla prospettiva popolare che è guidata dal pregiudizio, ma il lettore è portato ad andare oltre questa visione, contestandone la falsità. L'effetto di straniamento consiste nel deformare e non riconoscere i valori del personaggio presentandoli come qualcosa di anomalo e di strano. Emerge, dunque, che Malpelo è una vittima, un "vinto" dalla società che ignora valori come la pietà, il senso di giustizia, l'affetto sincero. I suoi comportamenti sono la reazione alle sventure che la vita gli pone davanti, a quella “lotta per la sopravvivenza” a cui è costretto a sottostare.

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società e all'uomo e nella nascita di nuove scienze sociali autonome, come la sociologia (studio della società), la statistica e la psicologia. L'intellettuale deve analizzare come un perfetto osservatore la situazione sociale, scriverne e sensibilizzare la società e le borghesie al potere, in modo tale che possano intervenire. REALISMO In concomitanza con le formulazioni teoriche del Positivismo, si affermarono nella letteratura europea della seconda metà del 800 le poetiche del naturalismo, in Francia, e del verismo, in Italia, considerate prosecuzioni e sviluppi del realismo del 1830. Con Realismo si indica una rappresentazione concreta e oggettiva della realtà, in stretto legame con la nascita della sociologia e del pensiero positivista, che si basa sull'osservazione diretta dei fenomeni e sul metodo scientifico. Questo genere di romanzi ha tali caratteristiche fondamentali quali l'utilizzo di termini lineari e oggettivi, in una PROSA piana e accessibile adatta ad un pubblico borghese (perché la poesia serviva soprattutto ed esternare l'interiorità dell'animo, e quindi non esprimeva i problemi sociali), la presenza di un narratore onnisciente in terza persona e una rappresentazione della realtà attenta alla classe borghese. NATURALISMO Il continuatore del Realismo narrativo e l'iniziatore del Naturalismo fu Gustave Flaubert. Egli scrive un romanzo che è il punto di passaggio tra queste due correnti, Madame Bovary, romanzo incentrato sulla critica della mentalità e dei comportamenti della società borghese di provincia. Il romanzo naturalista descrive oggettivamente le condizioni della società del tempo, stabilendo una differenza con il romanzo ottocentesco, che era un romanzo storico (Manzoni). Il Naturalismo condivise con il realismo l'attenzione alla realtà contemporanea, l'autore è uno scienziato e quindi può parlare soltanto di ciò di cui ha esperienza; di vicende a lui contemporanee analizzate oggettivamente. L'intellettuale ha il compito di descrivere oggettivamente le condizioni di tutti i giorni, di offrirle alla borghesia, di sensibilizzare le classi borghesi al potere, affinché intervengano a migliorare le condizioni delle classi subalterne. Tra i più importanti rappresentanti del Naturalismo francese ricordiamo Émile Zola. Emile Zola è il massimo esponente del naturalismo e nel 1870 pubblicò Il romanzo sperimentale, una raccolta di scritti teorici sul Naturalismo, secondo il quale il romanziere deve far proprio il metodo sperimentale delle scienze fisiche, deve osservare i caratteri ei comportamenti degli individui calandoli in precisi contesti ambientali e deve procedere come uno scienziato, in modo che il romanzo diventi un “verbale di un esperimento”. EMILE ZOLA → LA RABBIA DELLA FOLLA Stefano Lantier organizza uno sciopero per i minatori di Montsou, portando alla luce le loro terribili condizioni di vita. Stefano lavora in miniera, dove ha passato gran parte della sua vita. Gli operai resistono per mesi, finché logorati dalla fatica, marciano sulle miniere implorando cibo. Interviene quindi l'esercito e lo sciopero si trasforma in una carneficina. I minatori, ormai sottomessi, si adeguano alle condizioni che si ritrovano imposte, fino a quando un macchinista russo inonda la miniera. Molti operai muoiono annegati, mentre Stefano si salva con difficoltà. Il racconto si conclude con Stefano che torna a Parigi, dove spera di trovare un mondo più giusto. Questo romanzo naturalista è molto interessante, perché fa capire come era difficile vivere nelle miniere, ma, come fece Stefano, non bisogna mai arrendersi di fronte a niente. Il testo è ambientato dopo lo scoppio della prima rivoluzione industriale. Con questa nacquero le prime ferrovie, che fecero aumentare fortemente la richiesta di estrazione di carbone dalle miniere. Ma questo lavoro non fu affidato solo agli uomini: donne e bambini, ugualmente impiegati, difficilmente sopravvivono in ambienti così ostili. VERISMO Il Naturalismo in Italia prende il nome di Verismo. Il principale centro di diffusione della letteratura verista è Milano, una città molto importante e già industriale. I suoi maggiori rappresentanti sono meridionali, perché le condizioni di degrado e di arretratezza del Sud divengono oggetto di questa letteratura (italia centro e sud ancora agricola). Tra i rappresentanti del Verismo italiano si ricordano i siciliani Luigi Capuana e Giovanni Verga (Matilde Serao e Grazia Greca) Il teorico del verismo fu Luigi Capuana, egli diffonde le idee di Zolà, adattandole alla situazione italiana. bisognava abbandonare il romanzo storico in favore del romanzo dei costumi contemporanei; occorreva raccontare scene di vita quotidiana di gente misera, ritraendola “dal vero"; seguire i principi dell'impersonalità, eliminando il narratore e i propri giudizi; non si deve trascurare la fantasia e l'immaginazione, per conferire interesse nei lettori. Il caposcuola del Verismo fu Giovanni Verga, che dà vita ad opere molto importanti. Al contrario del romanzo naturalista, quello verista vuole formare una coscienza sociale, giungendo ad una scienza del cuore umano e di rappresentare la realtà. - - Vediamo una visione pessimistica della vita; per il veristi arte e letteratura non possono influire sulla società regolata dalle leggi immutabili della lotta per la vita. Il romanzo verista intende rappresentare il mondo contadino e dei poveri del Meridione, il suo limite è il regionalismo: è limitato alle regioni di appartenenza degli autori. 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Negli anni degli studi si dedica all'attività politica diretta aderendo al progetto di unificazione nazionale, partendo alla Spedizione dei Mille di Garibaldi e arruolandosi nella Guardia Nazionale. Intanto inizia a lavorare per riviste letterarie e si trasferisce a Firenze (al tempo capitale d'Italia). Qui produce il suo primo romanzo mondano: UNA PECCATRICE (la storia di una suora innamorata). Pubblica successivamente STORIA DI UNA CAPINERA, nel quale mostra le classi popolari per dare una morale. Sarà fondamentale per lui l'incontro con Luigi Capuana (teorico del Verismo). Dopo l'insuccesso dei Malavoglia, si dedica al teatro con il dramma Cavalleria Rusticana. Inizia a scrivere il Ciclo dei Vinti. Muore a Catania nel 1922. NEDDA Influenzato proprio da Capuana compose il bozzetto Nedda, un breve racconto che ritrae personaggi ambienti della vita quotidiana. Con quest'opera comincia l'interesse dello scrittore per le novelle. 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