Il naturalismo francese e il verismo italiano
Quando la mentalità scientifica del positivismo incontra la letteratura, nasce il naturalismo in Francia. Gli scrittori naturalisti, guidati da Émile Zola, vogliono studiare la società come un laboratorio scientifico. Osservano soprattutto i problemi del proletariato urbano - povertà, alcolismo, degrado - con l'occhio freddo dello scienziato.
Zola scrive il ciclo dei Rougon-Macquart, venti romanzi che seguono una famiglia francese per cinque generazioni. Vuole dimostrare come l'ereditarietà, l'ambiente e l'epoca storica determinino il destino delle persone. È come un grande esperimento sociale raccontato attraverso la narrativa.
In Italia nasce il verismo, ma con alcune differenze importanti. Mentre i francesi si concentrano sulle città industriali, i veristi italiani come Giovanni Verga guardano al Sud rurale, soprattutto alla Sicilia. E mentre Zola crede che denunciare i problemi possa risolverli, i veristi sono molto più pessimisti.
💡 Differenza chiave: I naturalisti francesi sperano nel progresso sociale, i veristi italiani vedono la società come condannata a un destino tragico e immutabile.