Alessandro Verri: La Rivoluzione Linguistica
Alessandro Verri, fratello minore di Pietro, è il vero rivoluzionario della lingua italiana. Scrive ben 30 articoli per "Il Caffè" e lancia una sfida clamorosa: la "Rinunzia avanti notaio al Vocabolario della Crusca".
In questo documento provocatorio, Alessandro rivendica sette diritti fondamentali. Vuole poter coniare nuovi termini come fecero Dante e Petrarca, nega la perfezione della lingua italiana e rivendica il diritto di italianizzare parole straniere. "Prima l'idea, poi la parola", dice: se l'italiano non basta, prendiamo da altre lingue!
Alessandro rappresenta l'ideale del cosmopolitismo illuminista: l'uomo è cittadino del mondo. Viaggia, scrive lettere, traduce persino l'Amleto di Shakespeare. Negli anni '70 però cambia rotta: si trasferisce a Roma e, affascinato dal neoclassicismo, abbandona le sue idee giovanili per uno stile più classicheggiante.
💡 Ironia della storia: Verri finisce per diventare sostenitore di quello che prima criticava, dimostrando come anche i rivoluzionari possano cambiare idea!