CHARLES BAUDELAIRE: VITA E OPERE
La vita
- Nato in una famiglia borghese e tradizionalista
- Condusse una vita sregolata che ispirò i saggi "I paradisi artificiali"
- Frequentò ambienti intellettuali considerati marginali dalla società borghese
- Fu il primo poeta metropolitano della letteratura moderna
- Si dedicò alla critica d'arte, apprezzando la pittura romantica e le riflessioni poetiche di Edgar Allan Poe
- Morì giovane e in condizioni di povertà
Concetto Chiave: Lo "spleen" baudelairiano rappresenta un profondo senso di disadattamento, depressione e insoddisfazione per la realtà quotidiana, accompagnato da un desiderio indefinito di evadere verso qualcosa di superiore.
I fiori del male (1857)
- Opera principale di Baudelaire, condannata per immoralità
- Caratterizzata da una poesia di impianto tradizionale con innesti di linguaggio volgare
- Il titolo allude alla bellezza poetica che può nascere dal "fango" del vizio e della degradazione umana
- Il compito della poesia secondo Baudelaire è esplorare il misterioso mondo dei simboli inaccessibile alla conoscenza razionale
- La sua arte si distingue per l'equilibrio tra stile alto e basso, tra sublime e macabro
Perdita d'aureola e L'albatro
- "Perdita d'aureola" (1869): poemetto in prosa dove il poeta racconta di aver perso la propria "aureola poetica", liberandosi così da responsabilità sociali
- "L'albatro" (1859): allegoria del poeta come creatura superiore (l'uccello che vola alto) ma derisa e incompresa dalla società (i marinai)
- L'uso della sinestesia (fusione di percezioni sensoriali diverse) anticipa la tecnica simbolista
Corrispondenze (1855)
- Sonetto fondamentale per comprendere la poetica simbolista
- Illustra le analogie profonde tra diverse sensazioni che rivelano l'unità nascosta della natura
- Esprime attraverso simboli la soggettività del poeta per creare sintonia con il lettore
- Prima quartina: descrive la natura come una "foresta di simboli"
- Seconda quartina: sviluppa il tema dell'unità delle percezioni sensoriali



