Tre storie di pentimento tardivo
Dante confessa di non riconoscere nessuna di queste anime, ma promette di aiutarle. È qui che iniziano le confessioni più toccanti del canto.
Jacopo del Cassero racconta la sua storia drammatica: nato a Fano, è stato ucciso per ordine di Azzo VIII d'Este nei pressi di Padova. Ha cercato di fuggire verso una palude, ma il fango e le canne hanno ostacolato la sua fuga. Ha visto il suo sangue formare un lago sulla terra - un'immagine potente che Dante usa per mostrarci la brutalità della sua morte.
Bonconte da Montefeltro ha una storia ancora più incredibile. Ferito alla gola nella battaglia di Campaldino, è riuscito a pronunciare il nome di Maria e a fare il segno della croce prima di morire. Un angelo e un diavolo si sono contesi la sua anima: l'angelo ha vinto, ma il diavolo si è vendicato scatenando una tempesta che ha trascinato il corpo nel fiume Arno.
Infine Pia dei Tolomei si presenta con poche ma efficaci parole. Nata a Siena, è morta in Maremma per mano del marito che voleva risposarsi. La sua storia è raccontata con una delicatezza che contrasta con la violenza subita.
Curiosità: Il pentimento "in extremis" di Bonconte richiama quello di suo padre Guido da Montefeltro, che Dante aveva incontrato nell'Inferno tra i consiglieri fraudolenti!