L'invettiva contro Firenze e l'ottava bolgia
Dante apre il canto con una feroce critica a Firenze, la sua città natale. Il poeta si vergogna di aver trovato ben cinque cittadini fiorentini tra i ladri dell'ottava bolgia, e predice che presto la città riceverà le punizioni che merita.
Quando Dante e Virgilio scendono nell'ottava bolgia, lo spettacolo è mozzafiato. Il poeta vede migliaia di fiammelle che brillano come lucciole in una valle estiva. Ogni fiamma nasconde al suo interno un peccatore: sono i consiglieri fraudolenti, coloro che usarono la loro intelligenza per ingannare gli altri.
La scena è così impressionante che Dante rischia di cadere dal ponte, tanto è preso dalla visione. Virgilio gli spiega che dentro ogni fiamma si trova un'anima, avvolta dal fuoco che la punisce per l'eternità.
Curiosità: Dante crea una versione completamente nuova del mito di Ulisse, diversa da quella di Omero!






