La Ginestra: Il Testamento Poetico
"La Ginestra o Il fiore del deserto" è l'ultima grande poesia leopardiana. Canzone libera di sette strofe per 317 versi totali, alterna termini aspri per il paesaggio brullo (impietrata, serpe, cavernoso) e dolci per la ginestra (fior gentile, dolcissimo odor).
Leopardi sviluppa l'aspra critica verso il suo tempo, ispirato dalla ginestra che cresce sulle pendici del Vesuvio dove città ed esseri umani sono stati distrutti. Critica gli uomini contemporanei che credono di essere immortali, mentre sono impotenti di fronte alla Natura.
La consapevolezza della propria misera condizione deve generare solidarietà umana. La struttura è circolare - inizia e finisce con l'immagine della ginestra. Temi: fragilità umana, indifferenza naturale, virtù civili (onestà, lealtà, giustizia, solidarietà).
Metafora chiave: L'uomo è come la formica che viene schiacciata dalla mela - così le catastrofi naturali possono distruggere in un attimo l'umanità e le sue opere.
La Scapigliatura: Ribellione Borghese
La Scapigliatura è un movimento letterario della seconda metà dell'800 con centri a Milano e Torino. Si sviluppa nell'ambiente della nascente società industriale, con la contrapposizione tra borghesia avida di potere e classe operaia.
L'intellettuale diventa sempre meno razionale e più caotico, preferendo tematiche della vita bruciata dal vizio, rifiuto della normalità borghese, drammi dell'emarginazione urbana. Gli atteggiamenti tipici sono ribellione alle convenzioni, anticonformismo, trasgressione.
Gli scapigliati sono giovani ribelli che hanno come modello l'artista "bohémien" - povero, ignoto, che vive alla giornata. Condividono con francesi come Baudelaire, Rimbaud e Verlaine atteggiamenti sregolati e provocatori.
Fosca: Il Nuovo Femminile
"Fosca" di Iginio Ugo Tarchetti è narrato da Giorgio, militare che deve interrompere la relazione con Clara (bella, angelica, bionda) per trasferimento. Nella nuova città conosce Fosca, cugina di un amico - malata, depressa, anoressica, necrotica.
I scapigliati introducono per primi un personaggio femminile con queste caratteristiche, rompendo con la tradizione delle donne angeliche come Lucia manzoniana. Fosca si innamora di Giorgio che non ricambia, arrivando al ricatto: se l'avesse abbandonata si sarebbe uccisa.
Il dualismo Fosca-Clara rappresenta il contrasto tipicamente scapigliato tra ideale e reale, bellezza e decadenza.