Il periodo tra il 1815 e il 1861 è stato...
L'Unità d'Italia: Dai Moti del XIX secolo al Risorgimento








Società Segrete e Primi Moti Rivoluzionari
Dopo il Congresso di Vienna del 1815, l'Europa tornò sotto il controllo di monarchie assolute. Le opposizioni liberali non potevano agire apertamente, così nacquero le società segrete come la massoneria e soprattutto la carboneria.
La carboneria era formata principalmente da intellettuali, studenti e borghesi che volevano costituzioni e diritti liberali. Aveva rituali segreti e una gerarchia rigida. Il problema? Mancava il sostegno popolare di contadini e artigiani, cosa che causò il fallimento delle prime rivolte.
I moti del 1831 scoppiarono in tutta Italia, guidati da Ciro Menotti a Modena. Per la prima volta si tentò di coordinare le varie insurrezioni e nacque persino uno stato provvisorio: le "Province Unite Italiane" a Bologna. Tuttavia, senza l'appoggio francese e con l'intervento austriaco, tutto finì male - Menotti fu impiccato e l'ordine ristabilito.
Ricorda: Il fallimento dei moti dimostrò che serviva una strategia diversa per ottenere l'indipendenza italiana.
Il 1848 fu l'anno della svolta, chiamato "primavera dei popoli". Le tensioni sociali ed economiche esplosero in tutta Europa, e finalmente sembrò possibile rovesciare l'ordine di Vienna.

Il Risorgimento e le Nuove Idee Politiche
Il Risorgimento fu il processo che portò alla formazione dello stato italiano. Dopo i fallimenti delle società segrete, i patrioti capirono che serviva coinvolgere tutte le classi sociali, non solo l'élite borghese.
Giuseppe Mazzini fu il primo a capirlo davvero. Esule in Francia, fondò la "Giovine Italia" per educare politicamente le masse e creare una repubblica democratica. L'idea di nazione era rivoluzionaria: l'Italia aveva già unità linguistica, culturale e religiosa, mancava solo quella politica.
Durante il Risorgimento si formarono tre correnti principali. I democratici (come Mazzini) volevano la repubblica con suffragio universale. I liberali moderati preferivano una monarchia costituzionale con diritto di voto censitario. All'interno di entrambi i gruppi c'erano unitari e federalisti.
Curiosità: Papa Pio IX inizialmente sembrò appoggiare le riforme, concedendo amnistie e libertà di stampa, ma poi fece marcia indietro.
Nel 1847 nacque la Lega doganale italiana tra Piemonte, Toscana e Stato Pontificio, il primo vero tentativo di collaborazione tra stati italiani.

Le Rivoluzioni del 1848 e la Prima Guerra d'Indipendenza
Il 1848 esplose con l'insurrezione di Palermo del 12 gennaio. I siciliani volevano costituzione e autonomia, ispirando rivolte in tutta Italia. Ferdinando II delle Due Sicilie promise una costituzione, ma non bastò a fermare i moti.
A marzo arrivarono le notizie più clamorose: il 22 marzo rinacque la Repubblica di Venezia, mentre a Milano scoppiarono le famose Cinque Giornate (18-22 marzo). I milanesi costruirono oltre 1600 barricate e cacciarono gli austriaci dalla città!
Carlo Alberto di Savoia colse l'occasione e il 23 marzo 1848 dichiarò guerra all'Austria, iniziando la Prima Guerra d'Indipendenza. All'inizio aveva il sostegno degli altri stati italiani, ma papa Pio IX, il granduca di Toscana e il re delle Due Sicilie ritirarono presto i loro eserciti.
Il Piemonte rimase solo contro l'Austria. Carlo Alberto perse tempo prezioso e alla fine fu sconfitto, costretto a firmare un armistizio che ripristinava i confini originali. Nel 1849 tentò una rivincita ma fu definitivamente battuto e abdicò in favore del figlio Vittorio Emanuele II.
Risultato: Nascevano intanto le repubbliche democratiche di Roma (guidata da Mazzini) e Toscana, ma anche queste furono schiacciate.

Cavour e la Preparazione della Riscossa
Dopo la sconfitta del 1849, tutti gli stati italiani ritirarono le costituzioni tranne il Piemonte. Lo Statuto Albertino rimase in vigore, facendo del regno sabaudo una "terra d'asilo" per i profughi politici liberali.
Camillo Benso di Cavour diventò primo ministro e per dieci anni preparò metodicamente il Piemonte al ruolo di guida del Risorgimento. La sua strategia era pragmatica: non sognava l'unità d'Italia, ma voleva almeno creare un regno dell'Alta Italia.
Cavour fece il connubio con l'opposizione di sinistra per avere la maggioranza parlamentare. Modernizzò l'economia costruendo ferrovie, riformando le banche e potenziando il commercio. In politica estera puntò sull'alleanza con la Francia di Napoleone III.
La mossa vincente fu partecipare alla Guerra di Crimea al fianco di Francia e Inghilterra contro la Russia. Mandò 15.000 soldati e al Congresso di Parigi riuscì a mettere la "questione italiana" sul tavolo delle grandi potenze.
Strategia: Cavour capì che l'Italia si sarebbe fatta con la diplomazia e le alleanze internazionali, non solo con le insurrezioni popolari.
Gli accordi di Plombières (1858) sigillarono l'alleanza franco-piemontese: in caso di guerra, la Francia avrebbe aiutato il Piemonte contro l'Austria in cambio di Nizza e Savoia.

Garibaldi e le Guerre per l'Unità
Giuseppe Garibaldi rappresentava l'anima popolare del Risorgimento. A differenza di Mazzini (visto come un cospiratore), Garibaldi era un condottiero che guidava personalmente i suoi uomini in battaglia e sapeva conquistare il cuore delle masse.
La Seconda Guerra d'Indipendenza (1859) iniziò quando l'Austria diede un ultimatum al Piemonte per sciogliere i reparti di volontari lombardo-veneti. Vittorio Emanuele II non aspettava altro e ordinò la mobilitazione generale.
Con l'aiuto delle truppe francesi di Napoleone III, gli italiani vinsero diverse battaglie. L'Austria cedette la Lombardia ma tenne il Veneto. Il successo ispirò rivoluzioni pacifiche in Emilia e Romagna, i cui governi provvisori chiesero l'annessione al Piemonte attraverso plebisciti popolari.
L'evento più spettacolare fu la Spedizione dei Mille (1860). Garibaldi sbarcò a Marsala con 1088 volontari per liberare il Regno delle Due Sicilie. I "picciotti" siciliani si unirono alla spedizione, e città come Palermo insorsero per aiutarli.
Impresa leggendaria: In pochi mesi Garibaldi conquistò Sicilia, Calabria e Campania, entrando trionfalmente a Napoli il 7 settembre 1860.
A questo punto Vittorio Emanuele II scese dal nord per fermare Garibaldi prima che marciasse su Roma (cosa che avrebbe scatenato l'intervento francese). I due si incontrarono e Garibaldi, da perfetto patriota, consegnò i territori conquistati al re senza chiedere nulla in cambio.

La Nascita del Regno d'Italia
L'incontro tra Vittorio Emanuele II e Garibaldi fu il momento decisivo dell'unificazione. Il re scendeva da nord dopo aver sconfitto le truppe papali e occupato Umbria e Marche, mentre Garibaldi arrivava da sud dopo aver liberato il Regno delle Due Sicilie.
Garibaldi si trovò di fronte a una scelta cruciale. Mazzini lo spingeva a proseguire verso Roma senza sottomettersi al re, per creare una repubblica democratica. Altri patrioti invece lo convincevano a considerare compiuta la missione e consegnare tutto a Vittorio Emanuele.
Il "generale" scelse la seconda opzione, dimostrando un patriottismo straordinario. Non chiese ricompense né onori: si ritirò semplicemente nella sua isola di Caprera a fare l'agricoltore.
Nell'autunno del 1860 si tennero i plebisciti in Marche, Umbria e nelle ex-Due Sicilie. Il risultato fu schiacciante: tutti votarono per l'annessione al Regno di Sardegna.
Data storica: Il 17 marzo 1861 il parlamento di Torino proclamò Vittorio Emanuele II re d'Italia.
Il fatto che il nuovo sovrano mantenesse nome e numero (pur essendo il primo re d'Italia) fu un omaggio al Piemonte ma anche un segnale di scarsa attenzione verso il resto degli italiani - un problema che si sarebbe trascinato negli anni successivi.

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Dopo il Congresso di Vienna del 1815, l'Europa tornò sotto il controllo di monarchie assolute. Le opposizioni liberali non potevano agire apertamente, così nacquero le società segrete come la massoneria e soprattutto la carboneria.
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I moti del 1831 scoppiarono in tutta Italia, guidati da Ciro Menotti a Modena. Per la prima volta si tentò di coordinare le varie insurrezioni e nacque persino uno stato provvisorio: le "Province Unite Italiane" a Bologna. Tuttavia, senza l'appoggio francese e con l'intervento austriaco, tutto finì male - Menotti fu impiccato e l'ordine ristabilito.
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Curiosità: Papa Pio IX inizialmente sembrò appoggiare le riforme, concedendo amnistie e libertà di stampa, ma poi fece marcia indietro.
Nel 1847 nacque la Lega doganale italiana tra Piemonte, Toscana e Stato Pontificio, il primo vero tentativo di collaborazione tra stati italiani.

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Il 1848 esplose con l'insurrezione di Palermo del 12 gennaio. I siciliani volevano costituzione e autonomia, ispirando rivolte in tutta Italia. Ferdinando II delle Due Sicilie promise una costituzione, ma non bastò a fermare i moti.
A marzo arrivarono le notizie più clamorose: il 22 marzo rinacque la Repubblica di Venezia, mentre a Milano scoppiarono le famose Cinque Giornate (18-22 marzo). I milanesi costruirono oltre 1600 barricate e cacciarono gli austriaci dalla città!
Carlo Alberto di Savoia colse l'occasione e il 23 marzo 1848 dichiarò guerra all'Austria, iniziando la Prima Guerra d'Indipendenza. All'inizio aveva il sostegno degli altri stati italiani, ma papa Pio IX, il granduca di Toscana e il re delle Due Sicilie ritirarono presto i loro eserciti.
Il Piemonte rimase solo contro l'Austria. Carlo Alberto perse tempo prezioso e alla fine fu sconfitto, costretto a firmare un armistizio che ripristinava i confini originali. Nel 1849 tentò una rivincita ma fu definitivamente battuto e abdicò in favore del figlio Vittorio Emanuele II.
Risultato: Nascevano intanto le repubbliche democratiche di Roma (guidata da Mazzini) e Toscana, ma anche queste furono schiacciate.

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Dopo la sconfitta del 1849, tutti gli stati italiani ritirarono le costituzioni tranne il Piemonte. Lo Statuto Albertino rimase in vigore, facendo del regno sabaudo una "terra d'asilo" per i profughi politici liberali.
Camillo Benso di Cavour diventò primo ministro e per dieci anni preparò metodicamente il Piemonte al ruolo di guida del Risorgimento. La sua strategia era pragmatica: non sognava l'unità d'Italia, ma voleva almeno creare un regno dell'Alta Italia.
Cavour fece il connubio con l'opposizione di sinistra per avere la maggioranza parlamentare. Modernizzò l'economia costruendo ferrovie, riformando le banche e potenziando il commercio. In politica estera puntò sull'alleanza con la Francia di Napoleone III.
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Gli accordi di Plombières (1858) sigillarono l'alleanza franco-piemontese: in caso di guerra, la Francia avrebbe aiutato il Piemonte contro l'Austria in cambio di Nizza e Savoia.

Garibaldi e le Guerre per l'Unità
Giuseppe Garibaldi rappresentava l'anima popolare del Risorgimento. A differenza di Mazzini (visto come un cospiratore), Garibaldi era un condottiero che guidava personalmente i suoi uomini in battaglia e sapeva conquistare il cuore delle masse.
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