Garibaldi e le Guerre per l'Unità
Giuseppe Garibaldi rappresentava l'anima popolare del Risorgimento. A differenza di Mazzini (visto come un cospiratore), Garibaldi era un condottiero che guidava personalmente i suoi uomini in battaglia e sapeva conquistare il cuore delle masse.
La Seconda Guerra d'Indipendenza (1859) iniziò quando l'Austria diede un ultimatum al Piemonte per sciogliere i reparti di volontari lombardo-veneti. Vittorio Emanuele II non aspettava altro e ordinò la mobilitazione generale.
Con l'aiuto delle truppe francesi di Napoleone III, gli italiani vinsero diverse battaglie. L'Austria cedette la Lombardia ma tenne il Veneto. Il successo ispirò rivoluzioni pacifiche in Emilia e Romagna, i cui governi provvisori chiesero l'annessione al Piemonte attraverso plebisciti popolari.
L'evento più spettacolare fu la Spedizione dei Mille (1860). Garibaldi sbarcò a Marsala con 1088 volontari per liberare il Regno delle Due Sicilie. I "picciotti" siciliani si unirono alla spedizione, e città come Palermo insorsero per aiutarli.
Impresa leggendaria: In pochi mesi Garibaldi conquistò Sicilia, Calabria e Campania, entrando trionfalmente a Napoli il 7 settembre 1860.
A questo punto Vittorio Emanuele II scese dal nord per fermare Garibaldi prima che marciasse su Roma (cosa che avrebbe scatenato l'intervento francese). I due si incontrarono e Garibaldi, da perfetto patriota, consegnò i territori conquistati al re senza chiedere nulla in cambio.