1942: l'anno della svolta
Il 1942 fu l'anno decisivo che cambiò le sorti della guerra. La schiacciante superiorità industriale americana iniziò a produrre migliaia di carri armati, aerei e navi, ribaltando completamente gli equilibri militari.
Nel Pacifico, la battaglia delle isole Midway segnò la prima grande sconfitta giapponese. Gli americani poi conquistarono Guadalcanal, iniziando la lunga marcia verso il Giappone saltando di isola in isola.
In Africa, le truppe italo-tedesche di Rommel furono fermate in Egitto, mentre lo sbarco anglo-americano in Marocco e Algeria chiuse le forze dell'Asse in una morsa. Nel 1943 tutto il Nordafrica era in mano agli Alleati.
Il fronte più drammatico restava quello orientale. I tedeschi e l'ARMIR italiana puntarono verso Stalingrado, ma Stalin aveva riorganizzato l'Armata Rossa. I combattimenti ridussero la città in macerie, diventando il simbolo della resistenza sovietica.
Punto chiave: Dal 1942 in poi, la guerra divenne una gara tra la capacità produttiva alleata e la resistenza dell'Asse - e non c'era partita.
Le conferenze decisive
La conferenza di Casablanca del 1943 stabilì che la guerra sarebbe continuata fino alla "resa totale" delle potenze dell'Asse - niente compromessi. A Tehran, i "Tre Grandi" (Roosevelt, Churchill e Stalin) pianificarono le operazioni finali: sbarco in Francia, intensificazione dei bombardamenti sulla Germania, e attacco all'Italia.
Ufficialmente, gli Alleati si presentarono come Nazioni Unite, un nome che anticipava l'organizzazione internazionale del dopoguerra.
L'Italia: dalla caduta del fascismo alla guerra civile
Lo sbarco alleato in Sicilia nel luglio 1943 fu l'inizio della fine per Mussolini. Le sconfitte militari, i bombardamenti e la fame avevano esasperato la popolazione italiana. Il 25 luglio 1943 gli stessi gerarchi fascisti scaricarono il Duce, e Vittorio Emanuele III lo fece arrestare.
Badoglio iniziò trattative segrete con gli Alleati mentre prometteva ai tedeschi fedeltà. L'armistizio di Cassibile del 3 settembre creò il caos: i tedeschi attivarono il "piano Alarico" e occuparono l'Italia centro-settentrionale, mentre l'esercito italiano si sbandava.