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Politica Estera del Fascismo: Mussolini, Libia e la Shoah











La Politica Estera del Fascismo e le sue Conseguenze
La politica estera fascista attraversò diverse fasi cruciali che segnarono profondamente la storia d'Italia. Inizialmente, dopo la marcia su Roma, Mussolini adottò un approccio moderato cercando legittimazione internazionale e avvicinandosi a Francia e Gran Bretagna. Tuttavia, l'ambizione di stabilire un'egemonia nel Mediterraneo portò a una progressiva revisione dei trattati di pace.
Definizione: La politica estera di Mussolini si caratterizzò per un iniziale moderatismo seguito da un crescente revisionismo e aggressività, culminando nell'alleanza con la Germania nazista.
Nei Balcani, l'Italia ottenne l'Istria e successivamente Fiume nel 1924, estendendo la sua influenza sull'Albania. La tensione con la Grecia aumentò a causa dell'occupazione italiana del Dodecaneso, sfociando nel bombardamento di Corfù. Per garantire i suoi interessi mediterranei, Mussolini firmò il Patto di Locarno nel 1925, riconoscendo i confini stabiliti a Versailles.
La politica estera aggressiva si manifestò particolarmente in Africa. La "pacificazione" della Libia, iniziata nel 1921 sotto Giuseppe Volpi, si concluse nel 1932 con metodi brutali, specialmente in Cirenaica. La conquista dell'Etiopia (1935-1936) rappresentò l'apice dell'espansionismo coloniale, caratterizzato dall'uso di armi chimiche e violazioni del diritto internazionale.

L'Evoluzione della Politica Estera e le Sanzioni Internazionali
La conquista dell'Etiopia segnò un punto di svolta nelle relazioni internazionali dell'Italia fascista. La Società delle Nazioni impose sanzioni economiche, che tuttavia ebbero un effetto limitato e paradossalmente rafforzarono il consenso interno al regime.
Esempio: Le sanzioni contro l'Italia coinvolsero 51 stati su 54, ma l'assenza di potenze come Stati Uniti e Germania ne limitò l'efficacia.
L'isolamento internazionale spinse Mussolini verso un avvicinamento alla Germania nazista, culminato nell'Asse Roma-Berlino del 1936. Questo allineamento rappresentò una svolta decisiva nella politica estera fascista, allontanando l'Italia dalle democrazie occidentali.
La politica coloniale in Libia riflette la complessità della presenza italiana in Nord Africa. I coloni italiani in Libia si concentrarono principalmente nelle zone costiere, mentre l'interno rimase a lungo sotto il controllo delle tribù locali. La "pacificazione" del territorio richiese anni di campagne militari e comportò gravi violenze contro la popolazione locale.

Le Leggi Razziali e l'Antisemitismo di Stato
Nel 1938, il regime fascista introdusse le leggi razziali, segnando una svolta drammatica nella storia italiana. La persecuzione degli ebrei in Italia si manifestò attraverso una serie di provvedimenti discriminatori che colpirono duramente la comunità ebraica italiana.
Highlight: Le leggi razziali del 1938 esclusero gli ebrei dalla vita pubblica, dall'istruzione, dalle professioni e dall'esercito, segnando una tragica svolta nella storia italiana.
La Shoah in Italia rappresentò il culmine di questo processo persecutorio. L'antisemitismo di stato, inizialmente non presente nell'ideologia fascista, si sviluppò parallelamente all'avvicinamento alla Germania nazista. Il regime elaborò una propria versione del razzismo, basata più sulla superiorità culturale che su quella biologica.
La risposta della società italiana alle leggi razziali fu caratterizzata da una generale accettazione passiva, mentre la Chiesa cattolica mantenne una posizione ambigua, con alcune voci di condanna ma anche espressioni di antisemitismo teologico.

L'Alleanza con la Germania e il Percorso verso la Guerra
L'avvicinamento alla Germania nazista modificò radicalmente la politica estera di Mussolini. L'Asse Roma-Berlino (1936) e il successivo Patto d'Acciaio (1939) legarono definitivamente il destino dell'Italia a quello della Germania.
Vocabolario: L'Anschluss (annessione dell'Austria alla Germania) e la questione dei Sudeti rappresentarono momenti cruciali nell'espansionismo nazista, con il tacito consenso italiano.
La conferenza di Monaco del 1938 evidenziò il nuovo ruolo dell'Italia come mediatore, ma in realtà segnò la definitiva subordinazione agli interessi tedeschi. L'invasione dell'Albania nel 1939 fu l'ultimo tentativo italiano di mantenere una parvenza di autonomia strategica.
La politica di appeasement delle potenze occidentali facilitò l'espansionismo nazista, mentre l'Italia si trovò sempre più vincolata alle scelte di Hitler, preparando il terreno per l'entrata nella Seconda Guerra Mondiale.

La Seconda Guerra Mondiale e l'Espansione Nazista
La politica estera aggressiva di Hitler mirava alla riconquista dei territori orientali persi dopo la Prima Guerra Mondiale. Il primo obiettivo fu la Cecoslovacchia, che venne smembrata attraverso l'occupazione della Boemia e della Moravia, annesse al Reich tedesco. Il governo cecoslovacco si arrese senza opporre resistenza. Successivamente, il Memelland venne sottratto alla Lituania nel marzo 1939.
Definizione: Il Blitzkrieg (guerra lampo) era una strategia militare basata sulla rapidità e sulla concentrazione di forze corazzate e aeree in punti strategici per sfondare le linee nemiche.
La Germania si preparò al conflitto stringendo alleanze strategiche. Nel maggio 1939 venne firmato il Patto d'Acciaio con l'Italia, mentre nell'agosto dello stesso anno venne siglato il patto Molotov-Ribbentrop con l'Unione Sovietica. Quest'ultimo accordo prevedeva segretamente la spartizione della Polonia e la definizione delle rispettive sfere d'influenza nell'Europa orientale.
Il 1° settembre 1939 la Germania invase la Polonia, dando inizio alla Seconda Guerra Mondiale. L'attacco, condotto secondo la tattica del Blitzkrieg, fu devastante e in meno di tre settimane l'esercito polacco venne annientato. L'occupazione si caratterizzò immediatamente per la sua brutalità: i nazisti avviarono la deportazione degli ebrei nei ghetti e lo sterminio sistematico dei civili. Anche i sovietici, che occuparono le province orientali, si macchiarono di crimini efferati come il massacro di Katyn.

L'Espansione del Conflitto e la Battaglia d'Inghilterra
La reazione di Francia e Gran Bretagna all'invasione della Polonia segnò l'inizio ufficiale della Seconda Guerra Mondiale. Il 3 settembre 1939 entrambe le potenze dichiararono guerra alla Germania, anche se inizialmente evitarono lo scontro diretto, dando vita alla cosiddetta "drôle de guerre".
Evidenziazione: La Battaglia d'Inghilterra rappresentò la prima grande sconfitta strategica di Hitler, grazie all'efficacia della RAF e all'utilizzo pionieristico del radar.
Nel maggio 1940 i tedeschi invasero il Belgio e i Paesi Bassi, aggirando la Linea Maginot attraverso le Ardenne. L'esercito francese si sfaldò rapidamente e Parigi cadde il 14 giugno. Il governo collaborazionista di Vichy, guidato dal maresciallo Pétain, si instaurò nella Francia meridionale, mentre Charles de Gaulle organizzò a Londra la resistenza della Francia Libera.
La Battaglia d'Inghilterra rappresentò il primo vero ostacolo all'espansione nazista. Nonostante i massicci bombardamenti sulle città britanniche, la Royal Air Force riuscì a resistere efficacemente grazie all'utilizzo del radar e alla determinazione del primo ministro Winston Churchill. Entro ottobre 1940, Hitler fu costretto ad abbandonare i piani di invasione dell'isola.

L'Italia in Guerra e l'Operazione Barbarossa
La politica estera di Mussolini portò l'Italia in guerra il 10 giugno 1940, nonostante l'impreparazione militare del paese. L'intervento italiano nei Balcani, con l'attacco alla Grecia dall'Albania nell'ottobre 1940, si rivelò disastroso e richiese l'intervento tedesco per evitare una disfatta.
Esempio: L'operazione Barbarossa, lanciata il 22 giugno 1941, rappresentò il più grande attacco di terra della storia militare, con oltre 3 milioni di soldati tedeschi impiegati.
Hitler decise di attaccare l'Unione Sovietica nel giugno 1941 con l'Operazione Barbarossa. L'invasione inizialmente ebbe successo, ma l'esercito tedesco si trovò presto in difficoltà per l'vastità del territorio, le condizioni climatiche e la resistenza sovietica. Stalin organizzò una difesa efficace, trasferendo le industrie oltre gli Urali e mobilitando la popolazione nella "Grande Guerra Patriottica".

La Shoah e il Genocidio degli Ebrei
La Shoah rappresentò il più grande genocidio della storia moderna. Il regime nazista mise in atto un piano sistematico di sterminio degli ebrei europei, noto come "Soluzione finale". Dal 1939, gli ebrei furono concentrati nei ghetti delle principali città dell'Europa orientale, come quello di Varsavia che arrivò a contenere 500.000 persone.
Vocabolario: La Shoah (שואה) è il termine ebraico che significa "catastrofe" o "distruzione", utilizzato per indicare lo sterminio sistematico degli ebrei durante la Seconda Guerra Mondiale.
I nazisti svilupparono metodi sempre più efficienti di sterminio, passando dalle fucilazioni di massa all'uso di camere a gas e forni crematori. I campi di sterminio, come Auschwitz, Mauthausen e Treblinka, furono costruiti principalmente in Polonia. La "soluzione finale" prevedeva sia lo sfruttamento del lavoro forzato sia l'eliminazione fisica dei prigionieri.
La resistenza ebraica, sebbene limitata, trovò la sua massima espressione nella rivolta del ghetto di Varsavia nell'aprile 1943, quando gli ultimi sopravvissuti si opposero per quasi un mese ai rastrellamenti nazisti prima di essere definitivamente sopraffatti.

La Guerra nel Pacifico e il Declino dell'Asse nel 1942-1943
L'attacco giapponese a Pearl Harbor nel dicembre 1941 segnò un momento cruciale nella Politica estera della Seconda Guerra Mondiale. L'ammiraglio Isoroku Yamamoto orchestrò un'operazione che mirava alla completa distruzione dell'apparato militare statunitense attraverso un attacco a sorpresa. Questa mossa, considerata una violazione del diritto internazionale, provocò l'immediata reazione degli Stati Uniti e, conseguentemente, le dichiarazioni di guerra di Germania e Italia.
Definizione: L'attacco a Pearl Harbor rappresentò una violazione del diritto internazionale poiché la dichiarazione di guerra fu consegnata dopo l'inizio delle operazioni militari.
Nel Pacifico, il 1942 segnò la svolta decisiva del conflitto. La superiorità industriale americana si rivelò determinante: la produzione di aerei da guerra superò quella tedesca, mentre la marina statunitense ricostruì rapidamente una flotta moderna basata sulle portaerei. La battaglia delle Midway (giugno 1942) rappresentò il punto di svolta, con la distruzione della maggior parte delle portaerei giapponesi. La successiva conquista di Guadalcanal da parte americana (febbraio 1943) aprì la strada verso l'arcipelago giapponese.
Sul fronte africano, la Politica estera fascista subì un duro colpo. La battaglia di El Alamein segnò la fine delle ambizioni italo-tedesche in Nord Africa. L'Afrika Korps di Rommel e le truppe italiane, numericamente inferiori, furono costrette alla ritirata dalla Libia. Lo sbarco alleato in Marocco e Algeria, guidato dal generale Eisenhower, completò il controllo alleato del Nord Africa nella primavera del 1943.
Evidenziazione: La superiorità industriale americana fu decisiva per le sorti della guerra, permettendo la produzione di enormi quantitativi di armi e navi.

Il Crollo del Fascismo e la Situazione Italiana
La Politica interna Mussolini mostrò tutti i suoi limiti durante la guerra. Il regime fascista iniziò a perdere consenso quando le menzogne della propaganda divennero evidenti all'opinione pubblica italiana. Le pesanti perdite militari e i bombardamenti alleati rivelarono la debolezza strutturale del paese.
La situazione interna dell'Italia si deteriorò rapidamente. La scarsità di risorse non riguardava solo l'apparato militare, inadeguato per una guerra moderna, ma anche i beni di prima necessità. Il sistema di razionamento, basato sulla tessera annonaria, costrinse molti italiani a ricorrere al mercato nero, dove i prezzi erano proibitivi.
Esempio: Il sistema di razionamento prevedeva l'uso obbligatorio della tessera annonaria per ottenere le razioni alimentari base, mentre il mercato nero rappresentava l'unica alternativa, seppur costosa.
La decisione alleata di attaccare l'Italia, presa durante la conferenza di Casablanca, fu motivata dalla percezione della debolezza italiana rispetto agli altri membri dell'Asse. Questa valutazione si rivelò corretta, considerando il rapido sgretolamento del consenso interno e le difficoltà militari ed economiche del paese.
Vocabolario: La tessera annonaria era un documento che permetteva l'acquisto razionato di generi alimentari durante il periodo bellico.
Pensavamo che non l'avreste mai chiesto....
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La politica estera fascista attraversò diverse fasi cruciali che segnarono profondamente la storia d'Italia. Inizialmente, dopo la marcia su Roma, Mussolini adottò un approccio moderato cercando legittimazione internazionale e avvicinandosi a Francia e Gran Bretagna. Tuttavia, l'ambizione di stabilire un'egemonia nel Mediterraneo portò a una progressiva revisione dei trattati di pace.
Definizione: La politica estera di Mussolini si caratterizzò per un iniziale moderatismo seguito da un crescente revisionismo e aggressività, culminando nell'alleanza con la Germania nazista.
Nei Balcani, l'Italia ottenne l'Istria e successivamente Fiume nel 1924, estendendo la sua influenza sull'Albania. La tensione con la Grecia aumentò a causa dell'occupazione italiana del Dodecaneso, sfociando nel bombardamento di Corfù. Per garantire i suoi interessi mediterranei, Mussolini firmò il Patto di Locarno nel 1925, riconoscendo i confini stabiliti a Versailles.
La politica estera aggressiva si manifestò particolarmente in Africa. La "pacificazione" della Libia, iniziata nel 1921 sotto Giuseppe Volpi, si concluse nel 1932 con metodi brutali, specialmente in Cirenaica. La conquista dell'Etiopia (1935-1936) rappresentò l'apice dell'espansionismo coloniale, caratterizzato dall'uso di armi chimiche e violazioni del diritto internazionale.

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L'Evoluzione della Politica Estera e le Sanzioni Internazionali
La conquista dell'Etiopia segnò un punto di svolta nelle relazioni internazionali dell'Italia fascista. La Società delle Nazioni impose sanzioni economiche, che tuttavia ebbero un effetto limitato e paradossalmente rafforzarono il consenso interno al regime.
Esempio: Le sanzioni contro l'Italia coinvolsero 51 stati su 54, ma l'assenza di potenze come Stati Uniti e Germania ne limitò l'efficacia.
L'isolamento internazionale spinse Mussolini verso un avvicinamento alla Germania nazista, culminato nell'Asse Roma-Berlino del 1936. Questo allineamento rappresentò una svolta decisiva nella politica estera fascista, allontanando l'Italia dalle democrazie occidentali.
La politica coloniale in Libia riflette la complessità della presenza italiana in Nord Africa. I coloni italiani in Libia si concentrarono principalmente nelle zone costiere, mentre l'interno rimase a lungo sotto il controllo delle tribù locali. La "pacificazione" del territorio richiese anni di campagne militari e comportò gravi violenze contro la popolazione locale.

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Le Leggi Razziali e l'Antisemitismo di Stato
Nel 1938, il regime fascista introdusse le leggi razziali, segnando una svolta drammatica nella storia italiana. La persecuzione degli ebrei in Italia si manifestò attraverso una serie di provvedimenti discriminatori che colpirono duramente la comunità ebraica italiana.
Highlight: Le leggi razziali del 1938 esclusero gli ebrei dalla vita pubblica, dall'istruzione, dalle professioni e dall'esercito, segnando una tragica svolta nella storia italiana.
La Shoah in Italia rappresentò il culmine di questo processo persecutorio. L'antisemitismo di stato, inizialmente non presente nell'ideologia fascista, si sviluppò parallelamente all'avvicinamento alla Germania nazista. Il regime elaborò una propria versione del razzismo, basata più sulla superiorità culturale che su quella biologica.
La risposta della società italiana alle leggi razziali fu caratterizzata da una generale accettazione passiva, mentre la Chiesa cattolica mantenne una posizione ambigua, con alcune voci di condanna ma anche espressioni di antisemitismo teologico.

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L'avvicinamento alla Germania nazista modificò radicalmente la politica estera di Mussolini. L'Asse Roma-Berlino (1936) e il successivo Patto d'Acciaio (1939) legarono definitivamente il destino dell'Italia a quello della Germania.
Vocabolario: L'Anschluss (annessione dell'Austria alla Germania) e la questione dei Sudeti rappresentarono momenti cruciali nell'espansionismo nazista, con il tacito consenso italiano.
La conferenza di Monaco del 1938 evidenziò il nuovo ruolo dell'Italia come mediatore, ma in realtà segnò la definitiva subordinazione agli interessi tedeschi. L'invasione dell'Albania nel 1939 fu l'ultimo tentativo italiano di mantenere una parvenza di autonomia strategica.
La politica di appeasement delle potenze occidentali facilitò l'espansionismo nazista, mentre l'Italia si trovò sempre più vincolata alle scelte di Hitler, preparando il terreno per l'entrata nella Seconda Guerra Mondiale.

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Il 1° settembre 1939 la Germania invase la Polonia, dando inizio alla Seconda Guerra Mondiale. L'attacco, condotto secondo la tattica del Blitzkrieg, fu devastante e in meno di tre settimane l'esercito polacco venne annientato. L'occupazione si caratterizzò immediatamente per la sua brutalità: i nazisti avviarono la deportazione degli ebrei nei ghetti e lo sterminio sistematico dei civili. Anche i sovietici, che occuparono le province orientali, si macchiarono di crimini efferati come il massacro di Katyn.

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L'Espansione del Conflitto e la Battaglia d'Inghilterra
La reazione di Francia e Gran Bretagna all'invasione della Polonia segnò l'inizio ufficiale della Seconda Guerra Mondiale. Il 3 settembre 1939 entrambe le potenze dichiararono guerra alla Germania, anche se inizialmente evitarono lo scontro diretto, dando vita alla cosiddetta "drôle de guerre".
Evidenziazione: La Battaglia d'Inghilterra rappresentò la prima grande sconfitta strategica di Hitler, grazie all'efficacia della RAF e all'utilizzo pionieristico del radar.
Nel maggio 1940 i tedeschi invasero il Belgio e i Paesi Bassi, aggirando la Linea Maginot attraverso le Ardenne. L'esercito francese si sfaldò rapidamente e Parigi cadde il 14 giugno. Il governo collaborazionista di Vichy, guidato dal maresciallo Pétain, si instaurò nella Francia meridionale, mentre Charles de Gaulle organizzò a Londra la resistenza della Francia Libera.
La Battaglia d'Inghilterra rappresentò il primo vero ostacolo all'espansione nazista. Nonostante i massicci bombardamenti sulle città britanniche, la Royal Air Force riuscì a resistere efficacemente grazie all'utilizzo del radar e alla determinazione del primo ministro Winston Churchill. Entro ottobre 1940, Hitler fu costretto ad abbandonare i piani di invasione dell'isola.

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L'Italia in Guerra e l'Operazione Barbarossa
La politica estera di Mussolini portò l'Italia in guerra il 10 giugno 1940, nonostante l'impreparazione militare del paese. L'intervento italiano nei Balcani, con l'attacco alla Grecia dall'Albania nell'ottobre 1940, si rivelò disastroso e richiese l'intervento tedesco per evitare una disfatta.
Esempio: L'operazione Barbarossa, lanciata il 22 giugno 1941, rappresentò il più grande attacco di terra della storia militare, con oltre 3 milioni di soldati tedeschi impiegati.
Hitler decise di attaccare l'Unione Sovietica nel giugno 1941 con l'Operazione Barbarossa. L'invasione inizialmente ebbe successo, ma l'esercito tedesco si trovò presto in difficoltà per l'vastità del territorio, le condizioni climatiche e la resistenza sovietica. Stalin organizzò una difesa efficace, trasferendo le industrie oltre gli Urali e mobilitando la popolazione nella "Grande Guerra Patriottica".

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La Shoah e il Genocidio degli Ebrei
La Shoah rappresentò il più grande genocidio della storia moderna. Il regime nazista mise in atto un piano sistematico di sterminio degli ebrei europei, noto come "Soluzione finale". Dal 1939, gli ebrei furono concentrati nei ghetti delle principali città dell'Europa orientale, come quello di Varsavia che arrivò a contenere 500.000 persone.
Vocabolario: La Shoah (שואה) è il termine ebraico che significa "catastrofe" o "distruzione", utilizzato per indicare lo sterminio sistematico degli ebrei durante la Seconda Guerra Mondiale.
I nazisti svilupparono metodi sempre più efficienti di sterminio, passando dalle fucilazioni di massa all'uso di camere a gas e forni crematori. I campi di sterminio, come Auschwitz, Mauthausen e Treblinka, furono costruiti principalmente in Polonia. La "soluzione finale" prevedeva sia lo sfruttamento del lavoro forzato sia l'eliminazione fisica dei prigionieri.
La resistenza ebraica, sebbene limitata, trovò la sua massima espressione nella rivolta del ghetto di Varsavia nell'aprile 1943, quando gli ultimi sopravvissuti si opposero per quasi un mese ai rastrellamenti nazisti prima di essere definitivamente sopraffatti.

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La Guerra nel Pacifico e il Declino dell'Asse nel 1942-1943
L'attacco giapponese a Pearl Harbor nel dicembre 1941 segnò un momento cruciale nella Politica estera della Seconda Guerra Mondiale. L'ammiraglio Isoroku Yamamoto orchestrò un'operazione che mirava alla completa distruzione dell'apparato militare statunitense attraverso un attacco a sorpresa. Questa mossa, considerata una violazione del diritto internazionale, provocò l'immediata reazione degli Stati Uniti e, conseguentemente, le dichiarazioni di guerra di Germania e Italia.
Definizione: L'attacco a Pearl Harbor rappresentò una violazione del diritto internazionale poiché la dichiarazione di guerra fu consegnata dopo l'inizio delle operazioni militari.
Nel Pacifico, il 1942 segnò la svolta decisiva del conflitto. La superiorità industriale americana si rivelò determinante: la produzione di aerei da guerra superò quella tedesca, mentre la marina statunitense ricostruì rapidamente una flotta moderna basata sulle portaerei. La battaglia delle Midway (giugno 1942) rappresentò il punto di svolta, con la distruzione della maggior parte delle portaerei giapponesi. La successiva conquista di Guadalcanal da parte americana (febbraio 1943) aprì la strada verso l'arcipelago giapponese.
Sul fronte africano, la Politica estera fascista subì un duro colpo. La battaglia di El Alamein segnò la fine delle ambizioni italo-tedesche in Nord Africa. L'Afrika Korps di Rommel e le truppe italiane, numericamente inferiori, furono costrette alla ritirata dalla Libia. Lo sbarco alleato in Marocco e Algeria, guidato dal generale Eisenhower, completò il controllo alleato del Nord Africa nella primavera del 1943.
Evidenziazione: La superiorità industriale americana fu decisiva per le sorti della guerra, permettendo la produzione di enormi quantitativi di armi e navi.

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Il Crollo del Fascismo e la Situazione Italiana
La Politica interna Mussolini mostrò tutti i suoi limiti durante la guerra. Il regime fascista iniziò a perdere consenso quando le menzogne della propaganda divennero evidenti all'opinione pubblica italiana. Le pesanti perdite militari e i bombardamenti alleati rivelarono la debolezza strutturale del paese.
La situazione interna dell'Italia si deteriorò rapidamente. La scarsità di risorse non riguardava solo l'apparato militare, inadeguato per una guerra moderna, ma anche i beni di prima necessità. Il sistema di razionamento, basato sulla tessera annonaria, costrinse molti italiani a ricorrere al mercato nero, dove i prezzi erano proibitivi.
Esempio: Il sistema di razionamento prevedeva l'uso obbligatorio della tessera annonaria per ottenere le razioni alimentari base, mentre il mercato nero rappresentava l'unica alternativa, seppur costosa.
La decisione alleata di attaccare l'Italia, presa durante la conferenza di Casablanca, fu motivata dalla percezione della debolezza italiana rispetto agli altri membri dell'Asse. Questa valutazione si rivelò corretta, considerando il rapido sgretolamento del consenso interno e le difficoltà militari ed economiche del paese.
Vocabolario: La tessera annonaria era un documento che permetteva l'acquisto razionato di generi alimentari durante il periodo bellico.
Pensavamo che non l'avreste mai chiesto....
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