La guerra civile e la dittatura di Silla
Tutto iniziò con le mire espansionistiche di Mitridate VI, re del Ponto, che invase territori romani nell'88 a.C. Il comando contro Mitridate fu affidato al patrizio Lucio Cornelio Silla, ma l'assemblea decise di sostituirlo con Gaio Mario, scatenando la reazione di Silla.
Silla compì un atto senza precedenti: entrò a Roma con sei legioni, violando la legge che proibiva l'ingresso di eserciti in città. Dopo aver sconfitto Mitridate , tornò a Roma e si nominò dittatore a vita nell'82 a.C., pubblicando le famose "tavole di proscrizione" con i nomi dei suoi nemici. Chiunque uccidesse queste persone non solo evitava la punizione ma veniva addirittura premiato.
Durante il suo governo, Silla consolidò il potere oligarchico: aumentò il numero dei senatori a 600, tolse i tribunali ai cavalieri e ridusse drasticamente i poteri del tribunato della plebe. Sorprendentemente, nell'81 a.C. abbandonò la dittatura e si ritirò in Campania, dove morì nel 78 a.C.
Curiosità: Le proscrizioni di Silla furono uno strumento politico terribile - un modo legalizzato per eliminare gli avversari politici che sarebbe stato ripreso più tardi anche da altri leader romani.






































