L'ascesa di Stalin e l'eliminazione degli avversari
Quando Lenin morì, scoppiò una vera e propria guerra di successione tra Stalin, Trotskij e Bucharin. Al centro dello scontro c'era il futuro della NEP (Nuova Politica Economica).
Stalin si mostrò più furbo dei suoi rivali, formando alleanze strategiche con la troika (Kamenev e Zinov'ev) per sconfiggere prima Trotskij. Mentre Trotskij sosteneva la "rivoluzione permanente" per espandere il socialismo nel mondo, Stalin propose il "socialismo in un solo paese" - un'idea che sembrava più realistica e meno rischiosa.
Nel 1929 Trotskij fu espulso dal paese, ma Stalin non si fermò qui. Eliminò sistematicamente anche l'opposizione di destra guidata da Bucharin, che preferiva modernizzare l'agricoltura invece di puntare sull'industria pesante. Con queste mosse calcolate, Stalin riuscì a eliminare ogni forma di opposizione interna e a consolidare il suo potere assoluto.
Ricorda: Stalin vinse non perché fosse il più brillante teorico, ma perché fu il più abile stratega politico nel costruire e distruggere alleanze.





