Il Grande Terrore e i Gulag
La Costituzione del 1936 prometteva democrazia e uguaglianza, ma la realtà era completamente diversa. Stalin aveva tradito gli ideali della rivoluzione: i dirigenti del partito godevano di privilegi speciali, mentre le donne furono relegate al ruolo tradizionale di mogli e madri.
Quando nel 1934 Kirov ottenne più consensi di Stalin, fu misteriosamente assassinato. Stalin usò questo evento per scatenare il Grande Terrore (1936-1938): processi farsa, torture per estorcere confessioni e fucilazioni di massa colpirono non solo i politici, ma anche intellettuali, scienziati e militari.
Chi scampava alla morte finiva nei gulag, campi di lavoro in Siberia dove le condizioni erano disumane: lavori forzati, pochissimo cibo e vestiti inadeguati alle temperature polari. Durante la Seconda Guerra Mondiale, la repressione assunse anche caratteri antisemiti.
Il regime totalitario di Stalin controllava ogni aspetto della vita attraverso propaganda martellante, controllo totale dei media e culto della personalità. Anche la religione fu brutalmente soppressa: chiese demolite, sacerdoti imprigionati o uccisi per fare dell'URSS un paese completamente ateo.
Dato scioccante: I gulag imprigionarono milioni di persone fino alla morte di Stalin nel 1953.