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La Seconda Guerra d’Indipendenza: Storia ed Eventi




La Seconda Guerra d'Indipendenza
Tutto iniziò quando Cavour, dopo gli accordi di Plombiers che garantivano l'aiuto francese in caso di attacco austriaco, iniziò deliberatamente a provocare l'Austria. Lo fece annunciando in parlamento stanziamenti militari e, di fronte alle sue provocazioni, l'Austria dichiarò guerra nell'aprile 1859.
Le truppe austriache non riuscirono ad attaccare quelle piemontesi prima dell'arrivo dei francesi guidati da Napoleone III. I franco-piemontesi, supportati dai cacciatori di Garibaldi, ottennero le prime vittorie costringendo gli austriaci alla ritirata.
Inaspettatamente, Napoleone III sospese la guerra e firmò l'armistizio nel luglio 1859. Le ragioni furono molteplici: la preoccupazione per l'espansione del Piemonte nell'Italia centrale, il timore di un intervento prussiano a favore dell'Austria e la consapevolezza che la guerra richiedesse forze maggiori del previsto.
Nota importante: La strategia di Cavour di provocare l'Austria fu un capolavoro diplomatico che trasformò l'Austria da potenza dominante a nazione aggressore agli occhi dell'Europa.

La pace di Villafranca e la spedizione dei Mille
La pace di Villafranca (11 luglio 1859) stabilì che l'Austria cedesse la Lombardia a Napoleone III, che l'avrebbe consegnata a Vittorio Emanuele II. Prevedeva inoltre il ritorno all'assolutismo monarchico in Toscana, Bologna e Romagna e la formazione di una confederazione italiana che includesse anche il Veneto.
Cavour, considerando tutto ciò un tradimento da parte di Napoleone III, si dimise. Tornò però presto al potere e, forte dell'appoggio inglese che contrastava l'espansione francese, convinse Napoleone III a permettere l'annessione dell'Emilia e della Toscana al Piemonte.
Nel frattempo, Garibaldi, nato a Nizza nel 1807 e membro della "Giovine Italia", decise di organizzare una spedizione in Sicilia. Cavour permise questa iniziativa mantenendo una posizione ambigua: se la spedizione fosse fallita, avrebbe negato ogni coinvolgimento.
Si crearono così due correnti politiche: il partito moderato (sostenitori di Cavour) e il partito d'azione (favorevole a Garibaldi), che pur con strategie diverse puntavano all'unificazione nazionale.
Non dimenticare: Garibaldi ricevette incoraggiamenti segreti da Vittorio Emanuele II per la spedizione, mostrando come dietro le quinte esistesse una collaborazione tra le diverse anime del Risorgimento.

La conquista del Sud e la nascita del Regno d'Italia
La spedizione dei Mille partì da Quarto (vicino Genova) per aiutare gli insorti siciliani contro Francesco II, debole successore di Ferdinando II nel Regno delle Due Sicilie. Dopo essere sfuggiti alla flotta borbonica, i garibaldini sbarcarono a Marsala e avanzarono nell'entroterra siciliano.
La prima vittoria avvenne a Calatafimi, seguita dalla conquista di Palermo dove Garibaldi istituì un governo provvisorio. Proseguendo verso est, i Mille completarono la conquista della Sicilia mentre Francesco II fuggiva senza ricevere aiuti stranieri.
Il 17 settembre Garibaldi entrò trionfalmente a Napoli. A questo punto Cavour, temendo che il successo di Garibaldi potesse minacciare i piani monarchici, inviò truppe piemontesi. Dopo la battaglia del Volturno, a Teano avvenne lo storico incontro tra Vittorio Emanuele II e Garibaldi, che consegnò le sue conquiste al re.
Il 17 marzo 1861 venne proclamato il Regno d'Italia con Vittorio Emanuele II come sovrano e Torino come capitale (che quattro anni dopo sarà trasferita a Firenze). L'unificazione italiana, sebbene incompleta, era diventata realtà.
Curiosità: L'incontro di Teano tra Garibaldi e Vittorio Emanuele II è emblematico del Risorgimento italiano: l'eroe popolare si inchinò al re, unendo simbolicamente le anime democratica e monarchica del movimento nazionale.
Pensavamo che non l'avreste mai chiesto....
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La Seconda Guerra d’Indipendenza: Storia ed Eventi
La Seconda Guerra d'Indipendenza italiana rappresenta un momento cruciale nel processo di unificazione nazionale. Nel 1859, grazie agli accordi di Plombiers e alle provocazioni strategiche di Cavour, l'Italia iniziò il percorso che, attraverso la Spedizione dei Mille guidata da Garibaldi,... Mostra di più

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Tutto iniziò quando Cavour, dopo gli accordi di Plombiers che garantivano l'aiuto francese in caso di attacco austriaco, iniziò deliberatamente a provocare l'Austria. Lo fece annunciando in parlamento stanziamenti militari e, di fronte alle sue provocazioni, l'Austria dichiarò guerra nell'aprile 1859.
Le truppe austriache non riuscirono ad attaccare quelle piemontesi prima dell'arrivo dei francesi guidati da Napoleone III. I franco-piemontesi, supportati dai cacciatori di Garibaldi, ottennero le prime vittorie costringendo gli austriaci alla ritirata.
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La pace di Villafranca (11 luglio 1859) stabilì che l'Austria cedesse la Lombardia a Napoleone III, che l'avrebbe consegnata a Vittorio Emanuele II. Prevedeva inoltre il ritorno all'assolutismo monarchico in Toscana, Bologna e Romagna e la formazione di una confederazione italiana che includesse anche il Veneto.
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Il 17 settembre Garibaldi entrò trionfalmente a Napoli. A questo punto Cavour, temendo che il successo di Garibaldi potesse minacciare i piani monarchici, inviò truppe piemontesi. Dopo la battaglia del Volturno, a Teano avvenne lo storico incontro tra Vittorio Emanuele II e Garibaldi, che consegnò le sue conquiste al re.
Il 17 marzo 1861 venne proclamato il Regno d'Italia con Vittorio Emanuele II come sovrano e Torino come capitale (che quattro anni dopo sarà trasferita a Firenze). L'unificazione italiana, sebbene incompleta, era diventata realtà.
Curiosità: L'incontro di Teano tra Garibaldi e Vittorio Emanuele II è emblematico del Risorgimento italiano: l'eroe popolare si inchinò al re, unendo simbolicamente le anime democratica e monarchica del movimento nazionale.
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