La Crisi della Monarchia Inglese
Dopo la morte di Elisabetta I nel 1603, l'Inghilterra visse un periodo di enormi trasformazioni. Giacomo I Stuart ereditò sia il trono inglese che quello scozzese, ma i due regni rimasero molto diversi: la Scozia seguiva il calvinismo, mentre l'Inghilterra aveva la Chiesa anglicana guidata dal re.
L'economia inglese stava cambiando rapidamente. Grazie alla rivoluzione scientifica, l'agricoltura migliorò e la popolazione crebbe, soprattutto a Londra. Nacquero due nuove classi sociali: la gentry (piccola nobiltà terriera) e gli yeomen (coltivatori benestanti). Questi gruppi iniziarono a "privatizzare" le terre con le enclosures, recintando i campi aperti.
Le enclosures ebbero effetti contrastanti: da un lato prepararono il terreno per la futura Rivoluzione industriale, dall'altro causarono la disoccupazione di massa. Migliaia di contadini persero il lavoro e finirono nelle workhouses cittadine, vivendo in condizioni di estrema povertà.
Importante: Le enclosures rappresentano il passaggio dall'agricoltura tradizionale a quella capitalistica, un cambiamento che avrà conseguenze enormi per la società inglese.
Sul piano religioso, i puritani (predicatori di formazione calvinista) volevano "purificare" la Chiesa anglicana dai residui cattolici. Si divisero in presbiteriani (che volevano una nuova Chiesa di stato) e congregazionisti (che preferivano una chiesa indipendente dallo stato). La loro opposizione alla ricchezza della Chiesa anglicana li mise in conflitto diretto con il re.







