Le premesse dell'Unità d'Italia
Il 17 marzo 1861 viene proclamato il Regno d'Italia con Vittorio Emanuele II come primo re e Torino come capitale. Questo momento storico rappresenta il culmine di un processo iniziato anni prima, basato sulla prima costituzione italiana, lo Statuto Albertino, emanato nel 1848 da Carlo Alberto di Savoia.
L'unificazione italiana si realizzò grazie a due forze principali: l'ascesa della monarchia sabauda guidata da Cavour e l'impresa militare di Garibaldi che liberò il Mezzogiorno. Dopo le rivoluzioni del 1848 (la cosiddetta "primavera dei popoli"), il Piemonte divenne l'unico stato italiano a mantenere una costituzione, trasformandosi nel punto di riferimento per tutti i liberali italiani.
Il repubblicanesimo di Mazzini, che sognava una Repubblica democratica e unitaria, e quello federalista di Cattaneo entrarono in crisi. Molti repubblicani confluirono nella Società Nazionale, fondata nel 1857, che sosteneva il motto "L'Unità d'Italia e Vittorio Emanuele".
⭐ Lo sapevi? I ripetuti fallimenti delle insurrezioni mazziniane dimostrarono quanto fosse difficile ottenere l'indipendenza senza l'appoggio di uno stato già costituito come il Regno di Sardegna. Fu questo realismo politico a convincere molti repubblicani a sostenere la monarchia costituzionale.
Camillo Benso Conte di Cavour fu l'artefice della modernizzazione del Regno di Sardegna, ispirandosi al modello inglese sia politicamente (monarchia parlamentare) che economicamente (sviluppo di infrastrutture, banche e industrie). La sua visione prevedeva un legame inscindibile tra libertà politica ed economica.











