L'impresa dei Mille e la nascita del Regno d'Italia
Giuseppe Garibaldi, l'"eroe dei due mondi", organizzò nel 1860 la famosa spedizione dei Mille con il segreto consenso del re. Partiti da Quarto (Genova), i garibaldini sbarcarono in Sicilia dove ottennero importanti vittorie a Calatafimi e Milazzo. Per ottenere l'appoggio dei contadini siciliani, Garibaldi promise l'abolizione della tassa sul macinato e la redistribuzione delle terre demaniali.
Questo creò un equivoco: i contadini pensarono che Garibaldi volesse attuare una rivoluzione sociale e, quando insorsero, furono duramente repressi. Il caso più noto fu quello di Bronte, dove Nino Bixio, collaboratore di Garibaldi, fece eseguire numerose condanne a morte.
Dopo aver liberato la Sicilia, Garibaldi proseguì verso Napoli, dove il re Francesco II fuggì nonostante avesse concesso tardivamente una Costituzione. A questo punto, Cavour intervenne con l'esercito piemontese, liberando le Marche e l'Umbria e sconfiggendo le truppe dello Stato Pontificio a Castelfidardo.
Il momento decisivo fu l'incontro tra Garibaldi e Vittorio Emanuele II a Teano, dove Garibaldi salutò Vittorio Emanuele come re d'Italia, cedendogli il controllo del Mezzogiorno. Attraverso una serie di plebisciti, il resto d'Italia venne annesso al Regno di Sardegna e il 17 marzo 1861 venne proclamato il Regno d'Italia.
⭐ Dettaglio significativo: Vittorio Emanuele mantenne il numero II nel suo nome invece di diventare Vittorio Emanuele I d'Italia, sottolineando così la continuità tra il Regno di Sardegna e il nuovo Regno d'Italia.
L'unità d'Italia non era però ancora completa: mancavano ancora Veneto, Roma, Trentino e Friuli-Venezia-Giulia. Il Veneto venne annesso nel 1866 dopo la Terza Guerra d'Indipendenza, mentre Roma fu conquistata nel 1870, con la famosa Breccia di Porta Pia, approfittando della sconfitta di Napoleone III nella guerra franco-prussiana.