Il Contesto Storico e Politico di Metà '800
Nella metà dell'800, l'Europa vive una fase contraddittoria che influenzerà profondamente il destino italiano. Da una parte c'è la Restaurazione, iniziata nel 1814 con il Congresso di Vienna, che vuole riportare indietro l'orologio della storia ripristinando i poteri assoluti. Dall'altra esplodono movimenti rivoluzionari che culminano nel 1848, definito "anno di fuoco" per l'intensità dei moti che scuotono tutta Europa.
L'Italia di questo periodo assomiglia a un puzzle di tanti piccoli regni: il Regno di Savoia (con Piemonte, Savoia e Sardegna), il Ducato di Toscana, lo Stato della Chiesa, il Regno delle Due Sicilie, mentre Lombardia, Veneto e Friuli sono sotto il dominio austriaco dal 1797. Tra gli italiani nasce però un sentimento nazionale che li spinge a unirsi contro l'oppressore austriaco.
Le idee sull'unificazione si dividono in tre correnti principali: la corrente neoguelfa di Vincenzo Gioberti (che voleva una confederazione guidata dal Papa), quella laica di Cesare Balbo (monarchia sabauda), e i democratici repubblicani di Giuseppe Mazzini. I primi movimenti rivoluzionari esplodono a Palermo nel 1848, quando i cittadini si ribellano all'autoritarismo di Ferdinando II chiedendo il rispetto dei diritti liberali.
Ricorda: Il 4 marzo 1848 Carlo Alberto concede lo Statuto Albertino, documento fondamentale che sopravviverà a tutte le sconfitte successive e diventerà la base costituzionale del Regno d'Italia.











