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2,049
•
Aggiornato Mar 18, 2026
•
valentina
@valentjiina
L'Italia post-unitaria è un periodo cruciale che va dal 1861... Mostra di più







Immagina di dover governare un paese appena nato, con enormi differenze economiche e culturali: è esattamente quello che successe all'Italia dopo il 1861. I primi quindici anni furono dominati dalla Destra storica, chiamata così non perché fosse conservatrice, ma perché ebbe un ruolo "storico" nella formazione dello Stato.
La democrazia era ancora un miraggio: potevano votare solo gli uomini sopra i 25 anni che pagassero almeno 40 lire di tasse annue (suffragio censitario). Il risultato? Solo il 2% della popolazione aveva diritto al voto!
Dopo la morte di Cavour, il governo di Bettino Ricasoli scelse un modello di stato accentrato sul modello francese. L'Italia fu divisa in province controllate da prefetti nominati dal governo centrale, mentre lo Statuto Albertino divenne la costituzione del nuovo regno.
Il Sud reagì malissimo a questa situazione: le masse meridionali speravano in un cambiamento sociale, ma si ritrovarono con tasse pesanti e la leva obbligatoria. Nacque così il brigantaggio, una vera guerriglia che richiese l'intervento di 120.000 soldati per essere repressa.
Nota importante: Il brigantaggio favorì la nascita di fenomeni criminali come mafia, camorra e 'ndrangheta, problemi che ancora oggi affliggono il nostro paese.

L'Italia del 1861 era un paese estremamente arretrato: il reddito pro-capite era la metà di quello francese, la mortalità infantile raggiungeva il 20% e la rete ferroviaria non superava i 2.000 km. Per non parlare del deficit statale causato dalle guerre d'indipendenza!
La Destra puntò tutto sul pareggio di bilancio per dare credibilità internazionale all'Italia. La strategia? Tasse altissime che scatenarono rivolte, soprattutto quando nel 1868 fu introdotta la tassa sul macinato (un'imposta sul pane). Il libero scambio mise inoltre in crisi l'economia meridionale, più debole rispetto al Nord.
Nel 1876 arrivò la Sinistra storica con Agostino Depretis. Le sue riforme principali furono tre: la lotta contro l'analfabetismo (nel 1861 il 78% degli italiani non sapeva leggere!), la riforma elettorale del 1882 che portò gli aventi diritto al voto dal 2% al 7%, e l'abolizione della odiata tassa sul macinato.
La legge Coppino del 1877 elevò l'obbligo scolastico fino ai 9 anni, ma applicarla fu difficilissimo per mancanza di scuole e insegnanti. Molti genitori continuavano a rifiutarsi di mandare i figli a scuola.
Curiosità: In Francia era analfabeta "solo" il 40% della popolazione, in Gran Bretagna il 25% degli uomini. L'Italia partiva davvero da una situazione drammatica!

Dopo le elezioni del 1882, nacque una pratica politica che ancora oggi conosciamo bene: il trasformismo. Destra e sinistra si accordarono per formare maggioranze di centro ed escludere gli "estremi", ma in realtà questo portò solo a scambi di favori e corruzione dilagante.
L'economia italiana stava crescendo, ma negli anni '80 arrivò una crisi che cambiò tutto. Industriali e agricoltori chiesero protezione dalla concorrenza straniera, così il governo abbandonò il libero scambio e adottò alte tariffe doganali (protezionismo). Questo aiutò l'industria del Nord ma peggiorò la vita delle masse popolari: il pane costava di più!
La conseguenza fu drammatica: tra il 1881 e il 1901 oltre 2 milioni di italiani emigrarono per sempre. Il Sud fu il più colpito, perché i suoi prodotti agricoli non riuscivano più a essere esportati in Europa.
In politica estera, l'Italia subì un'umiliazione quando la Francia occupò la Tunisia (1881), dove vivevano molti italiani. Per uscire dall'isolamento e per ripicca, nel 1882 firmò la Triplice Alleanza con Austria e Germania. Un accordo difensivo che però significava rinunciare a Trentino e Venezia Giulia!
Iniziò anche l'avventura coloniale: nel 1882 fu occupata Assab sul Mar Rosso, ma nel 1887 a Dogali 500 soldati italiani furono massacrati da 7.000 etiopi. L'espansione coloniale iniziava con un disastro.
Ricorda: Il protezionismo aiutò l'industria del Nord ma danneggiò il Sud, aumentando il divario economico che caratterizza ancora oggi l'Italia.

Francesco Crispi fu il primo meridionale a diventare presidente del consiglio (1887-1896). Ex mazziniano e garibaldino, aveva abbandonato gli ideali repubblicani per diventare un sostenitore dello stato autoritario. Concentrò su di sé le cariche più importanti e consolidò l'alleanza con la Germania.
La sua ostilità verso la Francia scatenò una vera "guerra doganale": tariffe altissime sui prodotti dell'altro paese che danneggiarono soprattutto l'economia del Sud. Nel 1889 firmò il trattato di Uccialli con l'Etiopia, ma c'era un problema: la versione italiana parlava di protettorato, quella locale solo di amicizia!
Nello stesso periodo ci fu il codice Zanardelli (1889), che abolì la pena di morte e riconobbe una limitata libertà di sciopero. Ma Crispi fu costretto alle dimissioni nel 1891 perché il Parlamento non appoggiava i suoi progetti coloniali.
Il suo successore Giovanni Giolitti dovette affrontare i fasci siciliani (proteste di operai e contadini) e soprattutto lo scandalo della Banca Romana. Il governatore Bernardo Tanlongo aveva stampato banconote duplicate per creare fondi neri! Quando il senatore Alvisi scoprì tutto, morì "misteriosamente". Il parlamentare Napoleone Colajanni denunciò lo scandalo, che coinvolse anche Crispi.
Attenzione: Lo scandalo della Banca Romana fu uno dei primi grandi casi di corruzione dell'Italia unita e portò alla creazione della Banca d'Italia.

Il ritorno di Crispi (1893) fu un disastro. Represse militarmente le proteste siciliane e riprese l'avventura coloniale, ma l'Etiopia rifiutò la sua interpretazione del trattato di Uccialli. La spedizione militare italiana si concluse con la battaglia di Adua (1896): 16.000 italiani contro 70.000 etiopi, 7.000 morti e 3.000 prigionieri. Una carneficina che costrinse Crispi al ritiro definitivo.
La crisi economica intanto affamava il popolo. Nel 1898, quando il prezzo del pane aumentò, esplosero manifestazioni in tutta Italia. La più grave fu a Milano il 6 maggio: il generale Bava Beccaris ordinò di cannoneggiare la folla, causando un centinaio di morti. Il re Umberto I lo decorò per questo!
Il governo Pelloux tentò di limitare le libertà di stampa e riunione, ma fallì grazie all'opposizione. Nel luglio 1900 l'anarchico Gaetano Bresci uccise il re Umberto I per vendicare i morti di Milano. Il nuovo re Vittorio Emanuele III affidò il governo a Zanardelli, con Giolitti ministro dell'interno.
Iniziò così l'età giolittiana (1901-1914), periodo di grande sviluppo industriale. La crescita si concentrò nel triangolo industriale grazie alle commesse statali e al protezionismo. Nelle città arrivarono elettricità, trasporti pubblici e acqua corrente, ma anche sovraffollamento e degrado.
Giolitti ebbe un atteggiamento rivoluzionario verso gli operai: consentì gli scioperi e mantenne la neutralità del governo nei conflitti sindacali. Limitò l'orario di lavoro a 10 ore, riorganizzò le pensioni e tutelò maternità e lavoro minorile (età minima 12 anni).
Punto chiave: L'atteggiamento di Giolitti verso le lotte operaie fu lungimirante: meglio permettere proteste legali che spingere alla ribellione armata.

Giolitti aveva un grosso limite: non riuscì mai a risolvere la questione meridionale. Per lui il Sud era solo un "serbatoio di voti" da controllare attraverso prefetti che impedivano comizi, arresti di sindacalisti e corruzione elettorale. Salvemini lo definì "ministro della malavita" proprio per questi metodi.
La mancanza di lavoro al Sud causò un'emigrazione di massa: tra il 1900 e il 1914 oltre 8 milioni di italiani partirono per USA e Sudamerica. Paradossalmente questo aiutò l'economia: le rimesse degli emigrati portarono ricchezza e i salari di chi rimase aumentarono per la minore concorrenza.
Nel 1911 Giolitti riprese l'espansionismo coloniale per aumentare il prestigio internazionale e creare sbocchi per l'emigrazione meridionale. La guerra di Libia contro gli ottomani si concluse con il trattato di Losanna: l'Italia ottenne Libia e Dodecaneso.
La riforma più importante fu la legge elettorale del 1912 che introdusse il suffragio universale maschile: voto a 30 anni per tutti, a 21 per chi aveva fatto il militare o sapeva leggere e scrivere. Giolitti voleva avvicinare alle istituzioni socialisti e cattolici.
I socialisti erano divisi tra riformisti (Turati) che volevano dialogare con il governo, e massimalisti (Mussolini) che puntavano alla rivoluzione. I massimalisti impedirono l'accordo con Giolitti.
I cattolici, che dal 1874 avevano il divieto di partecipare alle elezioni, tornarono a votare nel 1904 per sconfiggere i socialisti. Nel 1913 Giolitti stipulò il Patto Gentiloni: i cattolici avrebbero votato per i candidati giolittiani che si impegnavano a "difendere la chiesa".
Bilancio finale: L'età giolittiana portò sviluppo industriale e maggiori diritti, ma non risolse il divario Nord-Sud e i problemi dell'emigrazione di massa.
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valentina
@valentjiina
L'Italia post-unitaria è un periodo cruciale che va dal 1861 al 1914, caratterizzato da governi che dovettero costruire letteralmente da zero un paese unito. Dai primi governi della Destra storica fino all'età giolittiana, questa fase ha gettato le basi dell'Italia... Mostra di più

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Immagina di dover governare un paese appena nato, con enormi differenze economiche e culturali: è esattamente quello che successe all'Italia dopo il 1861. I primi quindici anni furono dominati dalla Destra storica, chiamata così non perché fosse conservatrice, ma perché ebbe un ruolo "storico" nella formazione dello Stato.
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Dopo la morte di Cavour, il governo di Bettino Ricasoli scelse un modello di stato accentrato sul modello francese. L'Italia fu divisa in province controllate da prefetti nominati dal governo centrale, mentre lo Statuto Albertino divenne la costituzione del nuovo regno.
Il Sud reagì malissimo a questa situazione: le masse meridionali speravano in un cambiamento sociale, ma si ritrovarono con tasse pesanti e la leva obbligatoria. Nacque così il brigantaggio, una vera guerriglia che richiese l'intervento di 120.000 soldati per essere repressa.
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L'Italia del 1861 era un paese estremamente arretrato: il reddito pro-capite era la metà di quello francese, la mortalità infantile raggiungeva il 20% e la rete ferroviaria non superava i 2.000 km. Per non parlare del deficit statale causato dalle guerre d'indipendenza!
La Destra puntò tutto sul pareggio di bilancio per dare credibilità internazionale all'Italia. La strategia? Tasse altissime che scatenarono rivolte, soprattutto quando nel 1868 fu introdotta la tassa sul macinato (un'imposta sul pane). Il libero scambio mise inoltre in crisi l'economia meridionale, più debole rispetto al Nord.
Nel 1876 arrivò la Sinistra storica con Agostino Depretis. Le sue riforme principali furono tre: la lotta contro l'analfabetismo (nel 1861 il 78% degli italiani non sapeva leggere!), la riforma elettorale del 1882 che portò gli aventi diritto al voto dal 2% al 7%, e l'abolizione della odiata tassa sul macinato.
La legge Coppino del 1877 elevò l'obbligo scolastico fino ai 9 anni, ma applicarla fu difficilissimo per mancanza di scuole e insegnanti. Molti genitori continuavano a rifiutarsi di mandare i figli a scuola.
Curiosità: In Francia era analfabeta "solo" il 40% della popolazione, in Gran Bretagna il 25% degli uomini. L'Italia partiva davvero da una situazione drammatica!

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Dopo le elezioni del 1882, nacque una pratica politica che ancora oggi conosciamo bene: il trasformismo. Destra e sinistra si accordarono per formare maggioranze di centro ed escludere gli "estremi", ma in realtà questo portò solo a scambi di favori e corruzione dilagante.
L'economia italiana stava crescendo, ma negli anni '80 arrivò una crisi che cambiò tutto. Industriali e agricoltori chiesero protezione dalla concorrenza straniera, così il governo abbandonò il libero scambio e adottò alte tariffe doganali (protezionismo). Questo aiutò l'industria del Nord ma peggiorò la vita delle masse popolari: il pane costava di più!
La conseguenza fu drammatica: tra il 1881 e il 1901 oltre 2 milioni di italiani emigrarono per sempre. Il Sud fu il più colpito, perché i suoi prodotti agricoli non riuscivano più a essere esportati in Europa.
In politica estera, l'Italia subì un'umiliazione quando la Francia occupò la Tunisia (1881), dove vivevano molti italiani. Per uscire dall'isolamento e per ripicca, nel 1882 firmò la Triplice Alleanza con Austria e Germania. Un accordo difensivo che però significava rinunciare a Trentino e Venezia Giulia!
Iniziò anche l'avventura coloniale: nel 1882 fu occupata Assab sul Mar Rosso, ma nel 1887 a Dogali 500 soldati italiani furono massacrati da 7.000 etiopi. L'espansione coloniale iniziava con un disastro.
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Francesco Crispi fu il primo meridionale a diventare presidente del consiglio (1887-1896). Ex mazziniano e garibaldino, aveva abbandonato gli ideali repubblicani per diventare un sostenitore dello stato autoritario. Concentrò su di sé le cariche più importanti e consolidò l'alleanza con la Germania.
La sua ostilità verso la Francia scatenò una vera "guerra doganale": tariffe altissime sui prodotti dell'altro paese che danneggiarono soprattutto l'economia del Sud. Nel 1889 firmò il trattato di Uccialli con l'Etiopia, ma c'era un problema: la versione italiana parlava di protettorato, quella locale solo di amicizia!
Nello stesso periodo ci fu il codice Zanardelli (1889), che abolì la pena di morte e riconobbe una limitata libertà di sciopero. Ma Crispi fu costretto alle dimissioni nel 1891 perché il Parlamento non appoggiava i suoi progetti coloniali.
Il suo successore Giovanni Giolitti dovette affrontare i fasci siciliani (proteste di operai e contadini) e soprattutto lo scandalo della Banca Romana. Il governatore Bernardo Tanlongo aveva stampato banconote duplicate per creare fondi neri! Quando il senatore Alvisi scoprì tutto, morì "misteriosamente". Il parlamentare Napoleone Colajanni denunciò lo scandalo, che coinvolse anche Crispi.
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Il ritorno di Crispi (1893) fu un disastro. Represse militarmente le proteste siciliane e riprese l'avventura coloniale, ma l'Etiopia rifiutò la sua interpretazione del trattato di Uccialli. La spedizione militare italiana si concluse con la battaglia di Adua (1896): 16.000 italiani contro 70.000 etiopi, 7.000 morti e 3.000 prigionieri. Una carneficina che costrinse Crispi al ritiro definitivo.
La crisi economica intanto affamava il popolo. Nel 1898, quando il prezzo del pane aumentò, esplosero manifestazioni in tutta Italia. La più grave fu a Milano il 6 maggio: il generale Bava Beccaris ordinò di cannoneggiare la folla, causando un centinaio di morti. Il re Umberto I lo decorò per questo!
Il governo Pelloux tentò di limitare le libertà di stampa e riunione, ma fallì grazie all'opposizione. Nel luglio 1900 l'anarchico Gaetano Bresci uccise il re Umberto I per vendicare i morti di Milano. Il nuovo re Vittorio Emanuele III affidò il governo a Zanardelli, con Giolitti ministro dell'interno.
Iniziò così l'età giolittiana (1901-1914), periodo di grande sviluppo industriale. La crescita si concentrò nel triangolo industriale grazie alle commesse statali e al protezionismo. Nelle città arrivarono elettricità, trasporti pubblici e acqua corrente, ma anche sovraffollamento e degrado.
Giolitti ebbe un atteggiamento rivoluzionario verso gli operai: consentì gli scioperi e mantenne la neutralità del governo nei conflitti sindacali. Limitò l'orario di lavoro a 10 ore, riorganizzò le pensioni e tutelò maternità e lavoro minorile (età minima 12 anni).
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La mancanza di lavoro al Sud causò un'emigrazione di massa: tra il 1900 e il 1914 oltre 8 milioni di italiani partirono per USA e Sudamerica. Paradossalmente questo aiutò l'economia: le rimesse degli emigrati portarono ricchezza e i salari di chi rimase aumentarono per la minore concorrenza.
Nel 1911 Giolitti riprese l'espansionismo coloniale per aumentare il prestigio internazionale e creare sbocchi per l'emigrazione meridionale. La guerra di Libia contro gli ottomani si concluse con il trattato di Losanna: l'Italia ottenne Libia e Dodecaneso.
La riforma più importante fu la legge elettorale del 1912 che introdusse il suffragio universale maschile: voto a 30 anni per tutti, a 21 per chi aveva fatto il militare o sapeva leggere e scrivere. Giolitti voleva avvicinare alle istituzioni socialisti e cattolici.
I socialisti erano divisi tra riformisti (Turati) che volevano dialogare con il governo, e massimalisti (Mussolini) che puntavano alla rivoluzione. I massimalisti impedirono l'accordo con Giolitti.
I cattolici, che dal 1874 avevano il divieto di partecipare alle elezioni, tornarono a votare nel 1904 per sconfiggere i socialisti. Nel 1913 Giolitti stipulò il Patto Gentiloni: i cattolici avrebbero votato per i candidati giolittiani che si impegnavano a "difendere la chiesa".
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Greenlight Bonnie
utente Android
Knowunity è un applicazione fantastica,considerando che ha degli schemi veramente molto carini e sfiziosi e che ci sono dei quiz,oltre al fatto che questa cosa dell intelligenza artificiale "school gpt" è almeno per me molto utile, perché a differenza di Chatgpt ti da le spiegazioni, ti spiega ciò che non è chiaro! Posso studiare più velocemente tramite gli schemi e che posso pubblicare io stessa gli schemi è una funzione utilissima per gli altri studenti. Knowunity è PERFETTA
Aurora
utente Android
L’app funziona benissimo e puoi trovare qualsiasi tipo di informazione. Non ho l’abbonamento ma la parte gratuita è sufficiente per uno studio approfondito.
Martina
utente iOS
I quiz E LE flashcard SONO COSÌ UTILI E ADORO Knowunity IA. È ANCHE LETTERALMENTE COME CHATGPT MA PIÙ INTELLIGENTE!! MI HA AIUTATO ANCHE COI MIEI PROBLEMI DI MASCARA!! E ANCHE CON LE MIE VERE MATERIE! OVVIO 😍😁😲🤑💗✨🎀😮
Chiara
utente IOS
Questa app è una delle migliori, nient’altro da dire.
Andrea
utente iOS
L'applicazione è molto facile da usare e ben progettata. Finora ho trovato tutto quello che cercavo e ho potuto imparare molto dalle presentazioni! Utilizzerò sicuramente l'app per i compiti in classe! È molto utile anche come fonte di ispirazione.
Stefano S
utente iOS
Questa applicazione è davvero grande! Ci sono tantissimi appunti e aiuti con lo studio [...]. La mia materia problematica, per esempio, è il francese e l'app ha così tante opzioni per aiutarmi. Grazie a questa app ho migliorato il mio francese. La consiglio a tutti.
Samantha Klich
utente Android
Wow, sono davvero stupita. Ho appena provato l'app perché l'ho vista pubblicizzata molte volte e sono rimasta assolutamente sbalordita. Questa app è L'AIUTO che cercate per la scuola e soprattutto offre tantissime cose, come allenamenti e schede, che a me personalmente sono state MOLTO utili.
Anna
utente iOS
È bellissima questa app, la adoro. È utilissima per lo studio e mi aiuta molto, anzi moltissimo, ma soprattutto mi aiutano molto i quiz, per memorizzare anche quello che non sapevo
Anastasia
utente Android
Fantastica per qualsiasi materia avere gli appunti anche di altre persone è molto utile perchè posso confrontarmi e vedere come migliorarmi. con i quiz riesco ad apprendere al meglio.
Francesca
utente Android
moooolto utile,gli appunti sono belli e funzionanti,schoolGPT da dei consigli formidabili!!
Marianna
utente Android
L'applicazione è semplicemente fantastica! Tutto ciò che devo fare è inserire l'argomento nella barra di ricerca e ottengo la risposta molto velocemente. Non devo guardare 10 video di YouTube per capire qualcosa, quindi risparmio tempo. Consigliatissima!
Sudenaz Ocak
utente Android
A scuola andavo malissimo in matematica, ma grazie a questa applicazione ora vado meglio. Vi sono molto grato per aver creato questa app.
Greenlight Bonnie
utente Android
Knowunity è un applicazione fantastica,considerando che ha degli schemi veramente molto carini e sfiziosi e che ci sono dei quiz,oltre al fatto che questa cosa dell intelligenza artificiale "school gpt" è almeno per me molto utile, perché a differenza di Chatgpt ti da le spiegazioni, ti spiega ciò che non è chiaro! Posso studiare più velocemente tramite gli schemi e che posso pubblicare io stessa gli schemi è una funzione utilissima per gli altri studenti. Knowunity è PERFETTA
Aurora
utente Android
L’app funziona benissimo e puoi trovare qualsiasi tipo di informazione. Non ho l’abbonamento ma la parte gratuita è sufficiente per uno studio approfondito.
Martina
utente iOS
I quiz E LE flashcard SONO COSÌ UTILI E ADORO Knowunity IA. È ANCHE LETTERALMENTE COME CHATGPT MA PIÙ INTELLIGENTE!! MI HA AIUTATO ANCHE COI MIEI PROBLEMI DI MASCARA!! E ANCHE CON LE MIE VERE MATERIE! OVVIO 😍😁😲🤑💗✨🎀😮
Chiara
utente IOS
Questa app è una delle migliori, nient’altro da dire.
Andrea
utente iOS