Tendenze politiche e figure principali del Risorgimento
Tutti volevano unificare l'Italia, ma come arrivarci? Ecco dove nascevano i problemi! Si formarono due grandi schieramenti con idee completamente diverse.
I liberal-moderati erano i "signori per bene" dell'epoca - borghesi che puntavano su metodi pacifici e una monarchia costituzionale. Camillo Benso Conte di Cavour era il loro leader più astuto: voleva fare del Piemonte il motore dell'unificazione attraverso riforme economiche liberiste. Poi c'era Vincenzo Gioberti, che sognava una confederazione guidata dal Papa (il famoso neoguelfismo), mentre Cesare Balbo e Massimo D'Azeglio puntavano sui Savoia ma con strategie diverse.
Dall'altra parte c'erano i democratici, molto più radicali. Credevano nella sovranità popolare, nel suffragio universale e nella repubblica. Il loro capo carismatico era Giuseppe Mazzini, che fondò la Giovine Italia - un'organizzazione non segreta, a differenza della Carboneria, perché aveva capito che il segreto aveva fatto fallire tutti i moti precedenti. Per Mazzini l'Italia doveva essere "una, indipendente e repubblicana", supportato dal leggendario Giuseppe Garibaldi.
Ricorda: La differenza principale era il metodo - i moderati volevano riforme graduali, i democratici la rivoluzione popolare!
Carlo Cattaneo invece immaginava una federazione di repubbliche, opponendosi all'idea unitaria di Mazzini.










































