La crisi di fine secolo e l'avvento di Giolitti
L'Italia di fine Ottocento attraversava una crisi profonda che coinvolgeva tutti gli aspetti della vita nazionale. La disastrosa sconfitta di Adua nel 1896 contro l'Etiopia aveva messo fine alle ambizioni coloniali di Crispi, mentre le nuove tasse pesavano come macigni sui ceti popolari.
Le proteste si moltiplicavano ovunque, dalle fabbriche alle campagne. Il governo rispondeva con una durezza estrema: il caso più drammatico fu nel 1898 a Milano, quando il generale Bava Beccaris ordinò di sparare con i cannoni sulla folla che protestava per il caro-pane.
La tensione raggiunse il culmine nel 1900 quando l'anarchico Gaetano Bresci uccise re Umberto I per vendicare la strage di Milano. Con Vittorio Emanuele III sul trono, iniziò una nuova era: prima con Zanardelli al governo, poi dal 1903 con Giovanni Giolitti.
💡 Ricorda: La crisi di fine secolo creò le condizioni per l'avvento dell'età giolittiana, un periodo di maggiore apertura democratica.











