La Crisi di Fine Secolo e l'Avvio delle Riforme
L'Italia dell'ultimo Ottocento attraversava una crisi profondissima. Le disastrose campagne coloniali in Etiopia ed Eritrea avevano prosciugato le casse dello stato, mentre le nuove tasse sui consumi colpivano duramente i ceti popolari.
La situazione esplose con scioperi e agitazioni in tutta Italia. Il governo reagì con la forza, culminando nella strage di Milano, dove furono usati i cannoni contro i manifestanti che protestavano per l'aumento del prezzo del pane. Questo episodio portò all'assassinio di Re Umberto I da parte di un anarchico.
Vittorio Emanuele III salì al trono con una strategia completamente diversa: abbandonare l'autoritarismo e aprire al dialogo sociale. Affidò il governo a Zanardelli con Giolitti come ministro degli interni, inaugurando una stagione di riforme sociali.
💡 Ricorda: Il nuovo codice penale del 1890 abolì la pena di morte e riconobbe il diritto limitato di sciopero, segnando una svolta storica nei rapporti tra stato e lavoratori.
Le prime riforme furono rivoluzionarie: tutela del lavoro femminile, limitazione del lavoro minorile, sistema pensionistico e municipalizzazione dei servizi pubblici. Nel 1903 Giolitti divenne Presidente del Consiglio, iniziando un'era che avrebbe trasformato l'Italia.





