La crisi del dopoguerra
L'Italia del 1918 era un paese in ginocchio. Dopo quattro anni di guerra devastante, doveva ricostruire tutto partendo da zero.
I problemi economici erano enormi: bisognava riconvertire le fabbriche dalla produzione bellica a quella civile, la lira aveva perso valore per l'eccesiva stampa di moneta, e il paese era pieno di debiti con gli alleati. Immagina di dover ripartire completamente da capo!
Sul fronte sociale la situazione non era migliore. I contadini volevano le terre che gli erano state promesse durante la guerra, gli operai chiedevano salari più alti e orari ridotti. Il ceto medio vedeva i propri risparmi svanire nell'inflazione. I reduci faticavano a reinserirsi, mentre i mutilati di guerra erano spesso ridotti a mendicare per strada.
Nascono così nuovi partiti per rappresentare queste tensioni: il Partito Socialista Italiano (PSI) di Filippo Turati che vince le elezioni del 1919, e il Partito Popolare Italiano (PPI) di Don Luigi Sturzo, che per la prima volta porta i cattolici in politica.
💡 Ricorda: La crisi del dopoguerra non fu solo italiana, ma l'Italia la visse in modo particolarmente intenso per la debolezza delle istituzioni.







