La Crisi di Fine Secolo e i Nuovi Protagonisti Politici
L'ultimo decennio dell'800 fu un disastro per l'Italia. La sconfitta di Adua (1896) in Africa mise fine ai sogni coloniali, mentre nuove tasse colpivano duramente il popolo. La risposta del governo? Cannonate sui manifestanti a Milano nel 1898, ordinate dal generale Bava Beccaris.
Il punto di non ritorno arrivò nel 1900 quando l'anarchico Gaetano Bresci uccise re Umberto I. Il nuovo re Vittorio Emanuele III cambiò rotta completamente, affidando il governo al liberale Giuseppe Zanardelli con Giovanni Giolitti come Ministro degli Interni.
Zanardelli rivoluzionò l'approccio dello stato: abolì la pena di morte, concesse il diritto di sciopero e soprattutto dichiarò la neutralità dello stato nei conflitti tra operai e padroni. Nacquero così le Camere del lavoro e nel 1906 la Confederazione Generale del Lavoro (CGdL), mentre i cattolici fondarono le Leghe Bianche per contrastare i socialisti.
Ricorda: Il discorso di Giolitti del 4 febbraio 1901 segna l'inizio di un nuovo rapporto tra stato e società, basato sul dialogo invece che sulla repressione.







































