Le riforme sociali e lo sviluppo economico
Quando Giovanni Giolitti divenne primo ministro nel 1903, l'Italia era pronta per un cambiamento radicale. La sua filosofia era semplice ma rivoluzionaria: migliorare la vita dei lavoratori per far crescere tutto il paese.
Il diritto di sciopero divenne finalmente una realtà, insieme a una serie di riforme che tutelavano i più deboli. Giolitti introdusse protezioni per anziani, infortunati e invalidi, regolamentò il lavoro femminile e minorile, e garantì il riposo settimanale. L'obbligo scolastico fu esteso fino ai 12 anni, mentre interventi sanitari migliorarono le condizioni igieniche.
La sua amministrazione oculata fece crescere il valore della moneta italiana e raddoppiò la produttività industriale. Realizzò grandi opere pubbliche e creò il monopolio statale delle assicurazioni sulla vita, strappandole ai privati.
📌 Strategia vincente: Giolitti capì che le masse operaie erano diventate una forza politica ineliminabile. Invece di reprimerle, scelse di integrarle nel sistema attraverso riforme graduali.







































