Il decollo industriale e la questione meridionale
L'Italia visse un vero boom economico: tra il 1896 e il 1907 il tasso di crescita fu del 6,7%, superiore a qualsiasi altro paese europeo! Nel 1899 nasceva la FIAT di Giovanni Agnelli, e nel 1912 lanciava la Tipo zero, un'auto più accessibile che costava 7.000 lire.
Il reddito pro-capite aumentò del 30% e migliorarono i servizi pubblici: illuminazione, trasporti urbani, gas domestico e acqua corrente. Nonostante ciò, le abitazioni operaie rimanevano precarie e l'analfabetismo, pur calando, restava al 37% nel 1911.
Il problema più grave era la questione meridionale: tutto lo sviluppo si concentrava nel triangolo industriale Milano-Torino-Genova. Il Sud continuava a soffrire di analfabetismo, mancanza di una classe dirigente moderna e subordinazione ai grandi proprietari terrieri.
All'interno del movimento cattolico emergevano figure come Romolo Murri e Luigi Sturzo, che volevano creare una partecipazione cattolica autonoma e democratica alla vita politica del paese.
📌 Due velocità: L'Italia giolittiana correva a due velocità - il Nord industriale in pieno sviluppo e il Sud ancora arretrato, una contraddizione che alimentava l'emigrazione di massa.