Il Doppio Volto di Giolitti
Ecco la parte più furba della strategia giolittiana: applicare politiche completamente diverse al Nord e al Sud. Un vero "doppio volto" che cambierà per sempre l'Italia.
Al Nord, Giolitti si mostrava democratico e progressista. Permetteva gli scioperi, rimaneva neutrale nei conflitti tra operai e padroni, e approvò riforme importanti: massimo 10 ore lavorative, pensioni per invalidità e vecchiaia, tutela della maternità. I salari aumentarono e la gente poteva finalmente comprare prodotti industriali.
Al Sud, invece, mostrava un volto conservatore e corrotto. Utilizzava "leggi speciali" per situazioni particolari, ma gran parte dei fondi finiva nelle mani di clientele e corruzione. Manteneva i privilegi dei latifondisti in cambio di voti e reprimeva duramente gli scioperi meridionali.
La conseguenza? Emigrazione di massa, soprattutto verso gli Stati Uniti. Anche se dolorosa, portò ricchezza attraverso le "rimesse" che gli emigrati mandavano alle famiglie.
Nel 1911, Giolitti conquistò la Libia sconfiggendo la Turchia, ma si rivelò uno "scatolone di sabbia" costoso e poco fertile. Introdusse il suffragio universale maschile (1912) e stipulò il Patto Gentiloni con i cattolici per ottenere i loro voti. L'era giolittiana finì nel 1914 con le sue dimissioni.
⚡ Focus esame: Il "doppio volto" di Giolitti è fondamentale per capire le differenze Nord-Sud che persistono ancora oggi!