La società di massa nasce tra la fine dell'Ottocento e...
La società di massa: analisi e appunti











La nascita della società di massa
Immagina di vivere in un'epoca in cui improvvisamente tutti possono comprare gli stessi prodotti e vivere in modo simile - ecco cos'è la società di massa. Con l'industrializzazione, i prodotti di consumo diventano disponibili per tutti, non solo per i ricchi.
In questa nuova società, le persone si trasferiscono nelle città e la loro vita viene regolata dalle grandi istituzioni: stati, partiti e sindacati. Non producono più quello che consumano, ma lavorano per guadagnare soldi e comprare ciò di cui hanno bisogno - nasce l'economia di mercato.
Il settore terziario (i servizi) diventa sempre più importante. Aumentano i dipendenti pubblici nei trasporti, sanità e istruzione, ma anche quelli delle aziende private. Nasce così il ceto medio impiegatizio, che adotta i valori borghesi: individualismo, rispettabilità, proprietà privata e patriottismo.
Ricorda: Alcuni vedono questa trasformazione come un progresso democratico, altri come un appiattimento delle personalità individuali.

Partiti di massa, sindacati e vita quotidiana
All'inizio del Novecento, la maggior parte dei paesi europei concede il suffragio universale maschile (in Italia nel 1912). Questo cambia tutto: i politici devono convincere molti più elettori, quindi nascono i partiti politici di massa e i sindacati nazionali.
I sindacati più importanti sono le Trade Unions inglesi, la Confédération Générale du Travail francese (1895) e la Confederazione Generale del Lavoro italiana (1906). Il loro strumento principale di lotta è lo sciopero.
La vita quotidiana si trasforma grazie ai mass media. I giornali aumentano la produzione e l'opinione pubblica diventa capace di influenzare la politica. L'istruzione diventa obbligatoria e gratuita per eliminare l'analfabetismo.
Anche la moda cambia: si privilegia il pratico al posto dello sfarzo, nascono le fibre artificiali e i grandi magazzini rendono i vestiti più accessibili. La moda femminile si libera del superfluo, puntando su comodità e utilità.
Curiosità: Le prime Olimpiadi moderne si tengono ad Atene nel 1896, organizzate da Pierre de Coubertin.

Il dibattito politico e il socialismo europeo
Nell'Ottocento il dibattito politico si concentra sulle terribili condizioni di vita dei lavoratori dopo la Rivoluzione Industriale. Tre correnti di pensiero si confrontano:
I liberali credono nella libertà economica individuale e chiedono allo Stato di non intervenire nell'economia. I socialisti sostengono che solo le lotte dei ceti oppressi possono creare una società più giusta. La Chiesa condanna sia il socialismo che il libero mercato, invitando alla collaborazione pacifica.
Nel movimento socialista europeo si impone il marxismo, che vede nella rivoluzione lo strumento di riscatto del proletariato. Il primo partito socialista nasce in Germania (1875), seguito da quello italiano a Genova nel 1892 (poi Partito Socialista Italiano nel 1895) con Filippo Turati come principale esponente.
In Gran Bretagna nasce invece il Partito Laburista (1906), meno influenzato dal marxismo.
Da ricordare: Tutti i partiti socialisti europei condividevano tre obiettivi: superare il capitalismo, essere internazionalisti e pacifisti, e far capo a un'organizzazione comune.

La Seconda Internazionale e le sue divisioni
Nel 1889 nasce la Seconda Internazionale Socialista a Parigi. I partiti socialisti europei si uniscono per approvare idee comuni: limitare la giornata lavorativa a otto ore e proclamare il 1° maggio come giornata mondiale di lotta.
All'interno del movimento socialista si creano però due correnti opposte:
La corrente revisionista socialdemocratica, guidata da Edward Bernstein, rifiuta la rivoluzione e propone un'azione democratica. Bernstein nota che le idee di Marx non si stanno realizzando: il proletariato migliora lentamente le sue condizioni, il capitalismo si evolve invece di crollare, e gli Stati diventano più democratici.
La corrente ortodossa rivoluzionaria, con Carl Kautsky, sostiene invece che la crisi del capitalismo è inevitabile e i partiti socialisti devono preparare il proletariato alla rivoluzione.
Questa divisione segnerà profondamente il futuro del movimento operaio europeo.
Attenzione: Queste due visioni diverse del socialismo influenzeranno tutta la politica del Novecento.

Sindacalismo rivoluzionario e dottrina sociale cattolica
In Francia si diffonde il sindacalismo rivoluzionario con Georges Sorel. I sindacalisti francesi credono più nell'addestrare le masse alla lotta che nelle conquiste concrete. Vedono nello sciopero il momento culminante, in vista del Grande Sciopero Generale Rivoluzionario che dovrebbe distruggere la società borghese.
Questa corrente non diventa mai un progetto politico solido, ma contribuisce ad inasprire i conflitti sociali prima della Prima Guerra Mondiale.
La Chiesa Cattolica risponde con Leone XIII e l'Enciclica Rerum Novarum (1891). Essa condanna sia il liberismo che il socialismo, richiede l'intervento dello Stato per risolvere i conflitti sociali e esalta la collaborazione tra padroni e operai.
Negli ultimi anni dell'Ottocento emerge la democrazia cristiana. I democratici cristiani vogliono costruire un partito democratico ispirato ai valori cristiani. Pio X permette la nascita del Partito Popolare Italiano fondato da Don Luigi Sturzo, ma condanna il modernismo.
Importante: La Chiesa cerca una "terza via" tra capitalismo e socialismo, basata sulla collaborazione sociale.

Suffragette, legislazione sociale e nuove correnti filosofiche
La Rivoluzione Industriale porta le donne nelle fabbriche, ma esse subiscono una doppia discriminazione: salari inferiori agli uomini e esclusione dalle funzioni dirigenziali. Soprattutto, non hanno diritto al voto.
Nella seconda metà dell'Ottocento nascono i primi movimenti delle suffragette in Inghilterra e Stati Uniti. Il movimento femminista ha obiettivi più ampi: non solo il voto, ma la completa parità tra uomo e donna.
Le pressioni sindacali spingono i governi a introdurre leggi sociali: assicurazioni contro infortuni, previdenza per la vecchiaia, sussidi di disoccupazione, giornata lavorativa di otto ore e riposo settimanale.
Tra fine Ottocento e inizio Novecento il positivismo si rivela inadeguato. Si diffondono correnti irrazionalistiche secondo cui la realtà dipende da istinto, intuizione e volontà. Nietzsche critica l'idea di progresso e propone l'eterno ritorno e il "superuomo".
In Italia rinasce l'idealismo con Benedetto Croce e Giovanni Gentile. Croce vede tutta la realtà come storia, Gentile sostiene che tutto è pensiero.
Novità importante: Nasce la moderna psicologia e Freud fonda la psicoanalisi, distinguendo tra Io cosciente ed Es inconscio.

Belle époque: benessere apparente e nazionalismo crescente
Il XX secolo sembra iniziare come un'epoca di pace e benessere - la Belle époque. Ma questo benessere apparente nasconde la crescita di nazionalismo e razzismo che porteranno alla Prima Guerra Mondiale.
L'idea di "nazione" si trasforma. Il principio di nazionalità dell'Ottocento si basava sull'identità culturale e sulla lotta per la libertà di tutti i popoli. Il nazionalismo del Novecento nasce invece dalla convinzione di superiorità di un popolo sugli altri e punta a conquistare territori per costruire imperi.
Il nazionalismo assume caratteristiche diverse in ogni paese: quello francese vuole la rivincita contro la Germania, quello italiano rivendica le terre irredente come il Trentino, quello tedesco proclama il pangermanesimo ed esalta la razza ariana accusando gli ebrei, quello russo include il panslavismo ed è pieno di antisemitismo.
Il nazionalismo alimenta il militarismo. Nascono grandi eserciti di massa con servizio militare obbligatorio, possibili grazie alla produzione industriale di armi e alle ferrovie per spostare rapidamente le truppe.
Attenzione: Quello che sembrava un periodo di pace stava preparando il più grande conflitto mai visto.

Il dilagare del razzismo e le sue conseguenze
Il razzismo si fonda sulla convinzione che esistano razze biologicamente diverse per tratti fisici e capacità intellettive. Si crea così una gerarchia tra razze "superiori" e "inferiori", dove le prime hanno il diritto di sottomettere le seconde.
Arthur de Gobineau è il precursore di queste idee, sostenendo la superiorità della razza ariana (europei bianchi). Il razzismo tedesco si radica nel concetto di folk, comunità di sangue legata alla terra. Richard Wagner contribuisce a diffondere il mito del folk esaltando le doti degli antichi guerrieri germanici.
Gli Stati Uniti mostrano il paradosso più evidente: nati proclamando che "tutti gli uomini sono uguali", ammettevano la schiavitù dei neri. Anche dopo l'abolizione dello schiavismo, il razzismo sopravvive.
Nel 1866 nasce il Ku Klux Klan per terrorizzare i neri e i "nemici del Sud". Nel 1915 si crea un secondo Klan basato sull'odio per neri, ebrei e altre minoranze. Il suo successo deriva dall'offrire ai membri una comunità basata su razza, religione e idee morali comuni.
Tragica ironia: Il paese della libertà mantiene forme brutali di razzismo che influenzeranno il mondo intero.

L'Europa alla fine dell'Ottocento: equilibri instabili
Alla fine dell'Ottocento l'Europa presenta un quadro complesso e instabile. L'Italia non è ancora completamente unita, l'Austria è in declino e crea l'Impero Austro-Ungarico, la Francia elegge Napoleone III ma poi subisce sconfitte che portano alla nascita della Comune di Parigi.
La Prussia è controllata dal cancelliere Bismarck e si dimostra una potenza industriale e militare formidabile, con l'obiettivo di unificare i paesi di lingua tedesca. La Russia si affaccia al panorama europeo ma è ancora arretrata.
L'Inghilterra rimane la potenza maggiore. Sotto la regina Vittoria consolida il Parlamento e, grazie all'abbondanza di capitali, migliora l'economia. L'abbondanza di manodopera crea l'aristocrazia operaia - lavoratori specializzati con stipendi migliori - da cui nasce il movimento socialista e il diritto di sciopero.
Questa apparente stabilità nasconde tensioni che esploderanno nel nuovo secolo.
Elemento chiave: L'Inghilterra resta la potenza dominante, ma le altre nazioni stanno crescendo rapidamente.

Verso la Prima Guerra Mondiale: alleanze e crisi
Nel 1890 Guglielmo II governa la Germania e abbandona la politica prudente di Bismarck. L'Europa si divide in due blocchi contrapposti: la Triplice Alleanza (Germania, Austria, Italia) e la Triplice Intesa (Gran Bretagna, Francia, Russia).
Questo sistema è pericolosissimo: se uno Stato europeo ne attacca un altro, tutta l'Europa viene coinvolta nel conflitto. I primi anni del '900 vedono continui scontri per la supremazia: la Germania tenta di conquistare il Marocco ma viene fermata da Gran Bretagna e Francia.
L'area balcanica diventa esplosiva per i problemi lasciati dall'Impero Ottomano. Ogni potenza ha i suoi obiettivi: l'Austria vuole espandersi nei Balcani, la Russia cerca uno sbocco sul Mediterraneo, l'Italia vuole controllare l'Adriatico, la Gran Bretagna punta ai rapporti commerciali con l'Oriente.
Anche gli Stati balcanici hanno ambizioni: la Serbia vuole creare la "Grande Serbia", la Rivoluzione dei giovani turchi (1908) scatena le Guerre Balcaniche. L'Austria si impossessa della Bosnia Erzegovina, i turchi perdono la Libia contro l'Italia (1912), la Serbia diventa la potenza regionale.
Il punto di non ritorno: Il sistema di alleanze e le tensioni balcaniche creano una situazione esplosiva che porterà al 1914.
Pensavamo che non l'avreste mai chiesto....
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Da ricordare: Tutti i partiti socialisti europei condividevano tre obiettivi: superare il capitalismo, essere internazionalisti e pacifisti, e far capo a un'organizzazione comune.

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Nel 1889 nasce la Seconda Internazionale Socialista a Parigi. I partiti socialisti europei si uniscono per approvare idee comuni: limitare la giornata lavorativa a otto ore e proclamare il 1° maggio come giornata mondiale di lotta.
All'interno del movimento socialista si creano però due correnti opposte:
La corrente revisionista socialdemocratica, guidata da Edward Bernstein, rifiuta la rivoluzione e propone un'azione democratica. Bernstein nota che le idee di Marx non si stanno realizzando: il proletariato migliora lentamente le sue condizioni, il capitalismo si evolve invece di crollare, e gli Stati diventano più democratici.
La corrente ortodossa rivoluzionaria, con Carl Kautsky, sostiene invece che la crisi del capitalismo è inevitabile e i partiti socialisti devono preparare il proletariato alla rivoluzione.
Questa divisione segnerà profondamente il futuro del movimento operaio europeo.
Attenzione: Queste due visioni diverse del socialismo influenzeranno tutta la politica del Novecento.

Sindacalismo rivoluzionario e dottrina sociale cattolica
In Francia si diffonde il sindacalismo rivoluzionario con Georges Sorel. I sindacalisti francesi credono più nell'addestrare le masse alla lotta che nelle conquiste concrete. Vedono nello sciopero il momento culminante, in vista del Grande Sciopero Generale Rivoluzionario che dovrebbe distruggere la società borghese.
Questa corrente non diventa mai un progetto politico solido, ma contribuisce ad inasprire i conflitti sociali prima della Prima Guerra Mondiale.
La Chiesa Cattolica risponde con Leone XIII e l'Enciclica Rerum Novarum (1891). Essa condanna sia il liberismo che il socialismo, richiede l'intervento dello Stato per risolvere i conflitti sociali e esalta la collaborazione tra padroni e operai.
Negli ultimi anni dell'Ottocento emerge la democrazia cristiana. I democratici cristiani vogliono costruire un partito democratico ispirato ai valori cristiani. Pio X permette la nascita del Partito Popolare Italiano fondato da Don Luigi Sturzo, ma condanna il modernismo.
Importante: La Chiesa cerca una "terza via" tra capitalismo e socialismo, basata sulla collaborazione sociale.

Suffragette, legislazione sociale e nuove correnti filosofiche
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Le pressioni sindacali spingono i governi a introdurre leggi sociali: assicurazioni contro infortuni, previdenza per la vecchiaia, sussidi di disoccupazione, giornata lavorativa di otto ore e riposo settimanale.
Tra fine Ottocento e inizio Novecento il positivismo si rivela inadeguato. Si diffondono correnti irrazionalistiche secondo cui la realtà dipende da istinto, intuizione e volontà. Nietzsche critica l'idea di progresso e propone l'eterno ritorno e il "superuomo".
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Belle époque: benessere apparente e nazionalismo crescente
Il XX secolo sembra iniziare come un'epoca di pace e benessere - la Belle époque. Ma questo benessere apparente nasconde la crescita di nazionalismo e razzismo che porteranno alla Prima Guerra Mondiale.
L'idea di "nazione" si trasforma. Il principio di nazionalità dell'Ottocento si basava sull'identità culturale e sulla lotta per la libertà di tutti i popoli. Il nazionalismo del Novecento nasce invece dalla convinzione di superiorità di un popolo sugli altri e punta a conquistare territori per costruire imperi.
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