L'Inghilterra del Seicento: una società in trasformazione
Immagina un'Inghilterra completamente diversa da quella che conosciamo oggi: campagne che si trasformano, città che crescono rapidamente e una società che sta cambiando pelle. Il fenomeno delle enclosures (recinzioni) stravolge la vita rurale - i grandi proprietari recintano i campi comuni, costringendo migliaia di contadini a cercare fortuna nelle città.
Questo cambiamento crea una nuova classe sociale: la gentry, piccoli proprietari terrieri e commercianti arricchiti con il commercio della lana. Questi nuovi ricchi minacciano il potere dell'antica nobiltà e trovano la loro voce politica nella Camera dei Comuni.
Sul piano religioso, l'Inghilterra è un mosaico di confessioni: anglicani fedeli alla Corona, puritani ispirati al calvinismo, cattolici irlandesi e presbiteriani scozzesi. Questa diversità religiosa diventerà una delle principali cause di conflitto.
Ricorda: A differenza di altri paesi europei, il re inglese non aveva mai avuto un potere assoluto - doveva sempre confrontarsi con il Parlamento!
Giacomo I e l'inizio dei problemi
Quando nel 1603 sale al trono Giacomo I Stuart, nasce il Regno Unito ma iniziano anche i guai seri. Il nuovo re sogna l'assolutismo e fa di tutto per ottenerlo: si allea con la Chiesa anglicana (tanto che nel 1620 molti puritani scappano in America), accumula denaro con metodi discutibili e si riavvicina alla Spagna.
Il risultato? Cresce un malcontento che esploderà con suo figlio Carlo I. Nel 1628 il Parlamento gli presenta la Petition of Rights, un documento che limita drasticamente i poteri del re: niente tasse senza consenso parlamentare, niente arresti arbitrari.
Carlo I reagisce malissimo: scioglie il Parlamento e governa da solo per 11 anni , periodo passato alla storia come "anni della tirannide". Aumenta le tasse, reprime ogni opposizione e introduce la Ship Money, una tassa molto odiata per finanziare la flotta.



