Il fascismo nasce dalla crisi del dopoguerra e diventa rapidamente... Mostra di più
Il Fascismo e l'Italia del Ventesimo Secolo











La crisi del dopoguerra
L'Italia esce dalla Prima Guerra Mondiale con enormi problemi. La "vittoria mutilata" fa dimettere Orlando, sostituito da Nitti, ma l'opinione pubblica è scontenta e i nazionalisti protestano.
Nel 1919 D'Annunzio occupa Fiume con un esercito di legionari, accolto al grido di "Voi siete il nostro duce!". Nitti reagisce duramente ma la situazione diventa caotica. D'Annunzio scrive la Carta del Carnaro con principi avanzati come la parità dei sessi, ma non riesce a governare davvero.
La crisi economica e sociale è devastante: 615mila morti, debito pubblico alle stelle, inflazione galoppante. La piccola e media borghesia perde potere d'acquisto, mentre gli operai si difendono grazie ai sindacati. I soldati tornano senza lavoro e nascono aspre lotte sociali.
Ricorda: La crisi post-bellica crea il terreno fertile per movimenti estremi come quello fascista.

I nuovi movimenti politici
Gli scioperi si moltiplicano e nasce il "bolscevismo bianco" con militanti cattolici d'ispirazione socialista. Le lotte portano alcuni risultati: aumento dei salari, giornata lavorativa di 8 ore e parziale redistribuzione delle terre.
Nel 1919 don Luigi Sturzo fonda il Partito Popolare Italiano (PPI) per portare i cattolici nella vita politica. Il "popolarismo" vuole il popolo protagonista, autonomie locali forti e si ispira alla Rerum Novarum. È un partito di centro, di massa, non confessionale.
Sempre nel 1919, a Milano, Mussolini fonda i Fasci di combattimento. Inizialmente di sinistra, raccoglie arditi, futuristi, nazionalisti e giovani uniti dal malcontento post-bellico. Lo slogan è "me ne infischio" e adottano l'uniforme nera con bandiera dei pirati.
Il Programma di San Sepolcro prevede riforme radicali: minimo salariale, 8 ore lavorative, voto alle donne. Ma il movimento si caratterizza subito per violenza e aggressività, come l'attacco alla sede dell'"Avanti!" nell'aprile 1919.
Attenzione: Il fascismo nasce inizialmente come movimento di sinistra, poi cambia completamente volto.

Il biennio rosso
Le elezioni del novembre 1919 con sistema proporzionale vedono vincere i socialisti (32,3%) e i popolari (20,5%), mentre i liberali crollano. La frammentazione politica impedisce stabilità e maggioranze omogenee.
Nel 1920 scoppia il conflitto tra FIOM e industriali per gli aumenti salariali. Nasce lo "sciopero bianco" e poi l'occupazione delle fabbriche guidata dai sindacati rossi. Il movimento torinese dell'"Ordine Nuovo" di Gramsci sostiene i consigli di fabbrica sul modello sovietico.
Giolitti mantiene neutralità e media tra le parti: gli operai ottengono aumenti salariali e sgomberano le fabbriche. Il socialismo però si divide profondamente.
Al Congresso di Livorno del 1921 si separano definitivamente: i riformisti di Turati, i massimalisti di Serrati e i comunisti di Bordiga. Questi ultimi abbandonano il partito socialista e creano il Partito Comunista con Bordiga segretario e Gramsci nel comitato centrale.
Cruciale: La divisione della sinistra faciliterà l'ascesa fascista.

La conquista del potere
Dopo l'eccidio di Bologna del novembre 1920, nasce il fascismo agrario. Mussolini abbandona il programma di San Sepolcro e crea le squadracce - formazioni paramilitari per intimidire socialisti. Raccolgono ex combattenti, giovani e piccola borghesia con l'appoggio dei proprietari terrieri.
Le spedizioni punitive devastano sedi sindacali, camere del lavoro e municipi. I militanti socialisti vengono picchiati mentre le forze dell'ordine restano indifferenti. I partiti liberali tollerano i fascisti sperando di usarli contro socialisti e popolari.
Nel 1921 Giolitti indice elezioni con liste comuni (blocchi nazionali). I fascisti ottengono 35 seggi e Mussolini trasforma il movimento nel Partito Nazionale Fascista (PNF), adottando posizioni più moderate per sembrare credibile.
Il governo Facta è debolissimo. Il 24 ottobre 1922 Mussolini organizza la marcia su Roma con migliaia di camicie nere. Il re rifiuta di firmare lo stato d'assedio e il 30 ottobre Mussolini riceve l'incarico di formare il governo.
Momento chiave: La marcia su Roma non è una conquista violenta ma una manovra politica resa possibile dalle debolezze liberali.

Verso la dittatura
Dal 1922 al 1924 Mussolini guida un governo di coalizione con fascisti, liberali e popolari, ottenendo consenso da corte, apparati statali, industriali e agrari. Il 16 novembre tiene un discorso arrogante in parlamento ma riceve comunque la maggioranza.
La sua politica economica abbandona le misure contro i profitti di guerra, scioglie amministrazioni socialiste, penalizza cooperative rosse e limita i sindacati. Crea la Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale, legalizzando lo squadrismo.
Le squadracce continuano violenze come l'aggressione ad Amendola e l'uccisione di don Minzoni. Per placare le proteste, Mussolini lancia una campagna per ricostruire chiese e aggiunge il crocifisso negli uffici pubblici.
Nel 1923 vara la riforma Gentile della scuola, incentrata su istruzione classica e umanistica, e la riforma elettorale Acerbo che assegna due terzi dei seggi alla lista con almeno il 25% dei voti. Nel 1924 il "listone" fascista ottiene il 65% dei consensi.
Strategia vincente: Mussolini alterna moderazione e minacce, presentandosi come garante dell'ordine contro il caos.

Il delitto Matteotti e le leggi fascistissime
Il 30 maggio 1924 Matteotti denuncia brogli e violenze fasciste alle elezioni. Il 10 giugno viene rapito e ucciso. L'opinione pubblica si scalda e perfino "Corriere della Sera" e "La Stampa" attaccano Mussolini, segnalando che i grandi poteri lo stanno abbandonando.
Le opposizioni però non sfruttano la crisi. Il Partito Comunista propone uno sciopero fallimentare e nasce la secessione dell'Aventino - gli oppositori si riuniscono separatamente dal parlamento. Il re non interviene e Mussolini cede temporaneamente gli interni a Federzoni.
Il 3 gennaio 1925 Mussolini si assume tutte le responsabilità di quanto accaduto, gettando le basi della dittatura. Seguono le leggi fascistissime ispirate dal giurista Rocco che trasformano l'Italia in dittatura.
Le principali misure: PNF unico partito riconosciuto, capo del governo responsabile solo verso il re, abolizione autonomie locali, sindaci sostituiti da podestà nominati dal governo. Nel 1926 si sciolgono tutti i partiti d'opposizione, si chiudono giornali antifascisti e nasce l'OVRA (polizia segreta) con il Tribunale speciale.
Svolta decisiva: Il delitto Matteotti diventa paradossalmente l'occasione per consolidare la dittatura.

Lo Stato totalitario
Il partito fascista si riorganizza in struttura burocratica controllata dai prefetti, con al vertice il Gran Consiglio del fascismo guidato da Mussolini. Nel 1928 la nuova legge elettorale trasforma le elezioni in "plebisciti-farsa" con lista unica.
Nel 1926 Gramsci viene arrestato e scrive in carcere i famosi "Quaderni del carcere". Il partito vuole controllare ogni aspetto della vita quotidiana: tessera obbligatoria per lavori pubblici, Opera Nazionale Dopolavoro per il tempo libero, CONI per lo sport.
Le organizzazioni giovanili sono fondamentali: Fasci giovanili, GUF e Opera Nazionale Balilla. I ragazzi dagli 8 ai 14 anni sono "balilla", dai 14 ai 18 "avanguardisti". Vengono educati con marce, parate militari e culto di Mussolini.
Il regime incoraggia la natalità con premi economici e tassa sul celibato, seguendo la logica che "la potenza di un paese è proporzionale agli uomini in armi". L'obiettivo è creare un "uomo nuovo" fascista: virile, atletico, coraggioso e pronto al sacrificio.
Controllo totale: Il fascismo non si accontenta del potere politico ma vuole plasmare mentalità e costumi.

Propaganda e Patti Lateranensi
Il controllo dell'informazione è capillare: stampa censurata, cinegiornali LUCE nei cinema dal 1926, radio EIAR dal 1927 per trasmettere discorsi di Mussolini. Nel 1937 nasce il MINCULPOP che controlla tutta la vita culturale italiana.
Il fascismo si ispira alla Roma imperiale con simboli come il fascio littorio e il saluto romano. Mussolini si presenta come "duce" (generale romano) ma il movimento guarda anche al futuro per creare l'uomo fascista ideale.
I Patti Lateranensi del 1929 risolvono la questione romana con tre accordi: trattato internazionale (Vaticano Stato sovrano), convenzione finanziaria (indennità alla Chiesa) e concordato .
Il concordato stabilisce: religione cattolica religione di Stato, insegnamento religioso obbligatorio, matrimonio religioso riconosciuto civilmente, libertà della Chiesa sui beni ecclesiastici. Don Sturzo commenta amaramente che il regime vuole una Chiesa che serva, non che domini.
Alleanza strategica: I Patti Lateranensi danno legittimità internazionale al fascismo e neutralizzano l'opposizione cattolica.

Politica economica e corporativismo
La politica economica fascista ha due fasi. Dal 1922 al 1925 è liberista con De Stefani: sgravi fiscali, incentivi alle imprese, riduzione spesa pubblica. L'Italia approfitta dello sviluppo economico internazionale ma non ferma inflazione e instabilità monetaria.
Dal 1926 inizia l'autarchia con Volpi: stabilizzazione della lira, misure protezionistiche, interventi statali. Nasce la "battaglia del grano" e progetti di bonifica come l'Agro Pontino .
I costi sociali sono altissimi: la rivalutazione della lira colpisce i ceti medio-bassi, la battaglia del grano danneggia allevamento e colture specializzate, l'autarchia indebolisce il sistema produttivo.
Nel 1926 si abolisce libertà sindacale e nel 1927 nasce la Carta del Lavoro con il corporativismo: tutti i settori si organizzano in corporazioni. In realtà funziona solo per gli imprenditori che ottengono basso costo del lavoro e influenza politica.
Per affrontare la crisi del 1929 nascono IMI (1931) e IRI (1933) che diventa permanente nel 1937, moltiplicando gli enti pubblici e l'intervento statale nell'economia.
Paradosso fascista: Nonostante la retorica liberista, lo Stato fascista interviene massicciamente nell'economia.

Totalitarismo imperfetto e politica estera
Secondo Hannah Arendt, il totalitarismo richiede media per controllo capillare, masse informi di seguaci e puntare su persone apolitiche. Il fascismo è un totalitarismo imperfetto perché convivono due strutture: lo Stato monarchico (che prevale) e il partito (limitato dalla Chiesa radicata nel territorio).
La politica estera di Mussolini attraversa tre fasi. Inizialmente è cauta: mantiene amicizia con Francia e Inghilterra, partecipa a tutti i patti europei inclusi i Patti Bryston-Kelow del 1928 contro la guerra, ottenendo plauso di Churchill.
Poi diventa oscillante: riconsidera il trattato di Versailles come iniquo verso Germania e Bulgaria, fa patti con l'Unione Sovietica. Nel 1934 condanna Hitler per l'Austria, mettendo 4 divisioni al Brennero e facendolo recedere.
Infine si fa aggressiva: nel 1935 invade l'Etiopia senza dichiarazione di guerra, usando gas tossici vietati. Nel 1936 conquista Addis Abeba e il re Selassié fugge, ma inizia una guerriglia che i fascisti non riescono a sconfiggere.
Mussolini pensava di avere consenso di Francia e Inghilterra, ma la Società delle Nazioni condanna l'Italia come aggressore, iniziando l'isolamento internazionale che porterà all'alleanza con Hitler.
Punto di svolta: L'aggressione all'Etiopia segna l'inizio dell'isolamento internazionale e del progressivo avvicinamento alla Germania nazista.
Pensavamo che non l'avreste mai chiesto....
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L'Italia esce dalla Prima Guerra Mondiale con enormi problemi. La "vittoria mutilata" fa dimettere Orlando, sostituito da Nitti, ma l'opinione pubblica è scontenta e i nazionalisti protestano.
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La crisi economica e sociale è devastante: 615mila morti, debito pubblico alle stelle, inflazione galoppante. La piccola e media borghesia perde potere d'acquisto, mentre gli operai si difendono grazie ai sindacati. I soldati tornano senza lavoro e nascono aspre lotte sociali.
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I nuovi movimenti politici
Gli scioperi si moltiplicano e nasce il "bolscevismo bianco" con militanti cattolici d'ispirazione socialista. Le lotte portano alcuni risultati: aumento dei salari, giornata lavorativa di 8 ore e parziale redistribuzione delle terre.
Nel 1919 don Luigi Sturzo fonda il Partito Popolare Italiano (PPI) per portare i cattolici nella vita politica. Il "popolarismo" vuole il popolo protagonista, autonomie locali forti e si ispira alla Rerum Novarum. È un partito di centro, di massa, non confessionale.
Sempre nel 1919, a Milano, Mussolini fonda i Fasci di combattimento. Inizialmente di sinistra, raccoglie arditi, futuristi, nazionalisti e giovani uniti dal malcontento post-bellico. Lo slogan è "me ne infischio" e adottano l'uniforme nera con bandiera dei pirati.
Il Programma di San Sepolcro prevede riforme radicali: minimo salariale, 8 ore lavorative, voto alle donne. Ma il movimento si caratterizza subito per violenza e aggressività, come l'attacco alla sede dell'"Avanti!" nell'aprile 1919.
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Le elezioni del novembre 1919 con sistema proporzionale vedono vincere i socialisti (32,3%) e i popolari (20,5%), mentre i liberali crollano. La frammentazione politica impedisce stabilità e maggioranze omogenee.
Nel 1920 scoppia il conflitto tra FIOM e industriali per gli aumenti salariali. Nasce lo "sciopero bianco" e poi l'occupazione delle fabbriche guidata dai sindacati rossi. Il movimento torinese dell'"Ordine Nuovo" di Gramsci sostiene i consigli di fabbrica sul modello sovietico.
Giolitti mantiene neutralità e media tra le parti: gli operai ottengono aumenti salariali e sgomberano le fabbriche. Il socialismo però si divide profondamente.
Al Congresso di Livorno del 1921 si separano definitivamente: i riformisti di Turati, i massimalisti di Serrati e i comunisti di Bordiga. Questi ultimi abbandonano il partito socialista e creano il Partito Comunista con Bordiga segretario e Gramsci nel comitato centrale.
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Dopo l'eccidio di Bologna del novembre 1920, nasce il fascismo agrario. Mussolini abbandona il programma di San Sepolcro e crea le squadracce - formazioni paramilitari per intimidire socialisti. Raccolgono ex combattenti, giovani e piccola borghesia con l'appoggio dei proprietari terrieri.
Le spedizioni punitive devastano sedi sindacali, camere del lavoro e municipi. I militanti socialisti vengono picchiati mentre le forze dell'ordine restano indifferenti. I partiti liberali tollerano i fascisti sperando di usarli contro socialisti e popolari.
Nel 1921 Giolitti indice elezioni con liste comuni (blocchi nazionali). I fascisti ottengono 35 seggi e Mussolini trasforma il movimento nel Partito Nazionale Fascista (PNF), adottando posizioni più moderate per sembrare credibile.
Il governo Facta è debolissimo. Il 24 ottobre 1922 Mussolini organizza la marcia su Roma con migliaia di camicie nere. Il re rifiuta di firmare lo stato d'assedio e il 30 ottobre Mussolini riceve l'incarico di formare il governo.
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Verso la dittatura
Dal 1922 al 1924 Mussolini guida un governo di coalizione con fascisti, liberali e popolari, ottenendo consenso da corte, apparati statali, industriali e agrari. Il 16 novembre tiene un discorso arrogante in parlamento ma riceve comunque la maggioranza.
La sua politica economica abbandona le misure contro i profitti di guerra, scioglie amministrazioni socialiste, penalizza cooperative rosse e limita i sindacati. Crea la Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale, legalizzando lo squadrismo.
Le squadracce continuano violenze come l'aggressione ad Amendola e l'uccisione di don Minzoni. Per placare le proteste, Mussolini lancia una campagna per ricostruire chiese e aggiunge il crocifisso negli uffici pubblici.
Nel 1923 vara la riforma Gentile della scuola, incentrata su istruzione classica e umanistica, e la riforma elettorale Acerbo che assegna due terzi dei seggi alla lista con almeno il 25% dei voti. Nel 1924 il "listone" fascista ottiene il 65% dei consensi.
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Il delitto Matteotti e le leggi fascistissime
Il 30 maggio 1924 Matteotti denuncia brogli e violenze fasciste alle elezioni. Il 10 giugno viene rapito e ucciso. L'opinione pubblica si scalda e perfino "Corriere della Sera" e "La Stampa" attaccano Mussolini, segnalando che i grandi poteri lo stanno abbandonando.
Le opposizioni però non sfruttano la crisi. Il Partito Comunista propone uno sciopero fallimentare e nasce la secessione dell'Aventino - gli oppositori si riuniscono separatamente dal parlamento. Il re non interviene e Mussolini cede temporaneamente gli interni a Federzoni.
Il 3 gennaio 1925 Mussolini si assume tutte le responsabilità di quanto accaduto, gettando le basi della dittatura. Seguono le leggi fascistissime ispirate dal giurista Rocco che trasformano l'Italia in dittatura.
Le principali misure: PNF unico partito riconosciuto, capo del governo responsabile solo verso il re, abolizione autonomie locali, sindaci sostituiti da podestà nominati dal governo. Nel 1926 si sciolgono tutti i partiti d'opposizione, si chiudono giornali antifascisti e nasce l'OVRA (polizia segreta) con il Tribunale speciale.
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Nel 1926 Gramsci viene arrestato e scrive in carcere i famosi "Quaderni del carcere". Il partito vuole controllare ogni aspetto della vita quotidiana: tessera obbligatoria per lavori pubblici, Opera Nazionale Dopolavoro per il tempo libero, CONI per lo sport.
Le organizzazioni giovanili sono fondamentali: Fasci giovanili, GUF e Opera Nazionale Balilla. I ragazzi dagli 8 ai 14 anni sono "balilla", dai 14 ai 18 "avanguardisti". Vengono educati con marce, parate militari e culto di Mussolini.
Il regime incoraggia la natalità con premi economici e tassa sul celibato, seguendo la logica che "la potenza di un paese è proporzionale agli uomini in armi". L'obiettivo è creare un "uomo nuovo" fascista: virile, atletico, coraggioso e pronto al sacrificio.
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Il fascismo si ispira alla Roma imperiale con simboli come il fascio littorio e il saluto romano. Mussolini si presenta come "duce" (generale romano) ma il movimento guarda anche al futuro per creare l'uomo fascista ideale.
I Patti Lateranensi del 1929 risolvono la questione romana con tre accordi: trattato internazionale (Vaticano Stato sovrano), convenzione finanziaria (indennità alla Chiesa) e concordato .
Il concordato stabilisce: religione cattolica religione di Stato, insegnamento religioso obbligatorio, matrimonio religioso riconosciuto civilmente, libertà della Chiesa sui beni ecclesiastici. Don Sturzo commenta amaramente che il regime vuole una Chiesa che serva, non che domini.
Alleanza strategica: I Patti Lateranensi danno legittimità internazionale al fascismo e neutralizzano l'opposizione cattolica.

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Politica economica e corporativismo
La politica economica fascista ha due fasi. Dal 1922 al 1925 è liberista con De Stefani: sgravi fiscali, incentivi alle imprese, riduzione spesa pubblica. L'Italia approfitta dello sviluppo economico internazionale ma non ferma inflazione e instabilità monetaria.
Dal 1926 inizia l'autarchia con Volpi: stabilizzazione della lira, misure protezionistiche, interventi statali. Nasce la "battaglia del grano" e progetti di bonifica come l'Agro Pontino .
I costi sociali sono altissimi: la rivalutazione della lira colpisce i ceti medio-bassi, la battaglia del grano danneggia allevamento e colture specializzate, l'autarchia indebolisce il sistema produttivo.
Nel 1926 si abolisce libertà sindacale e nel 1927 nasce la Carta del Lavoro con il corporativismo: tutti i settori si organizzano in corporazioni. In realtà funziona solo per gli imprenditori che ottengono basso costo del lavoro e influenza politica.
Per affrontare la crisi del 1929 nascono IMI (1931) e IRI (1933) che diventa permanente nel 1937, moltiplicando gli enti pubblici e l'intervento statale nell'economia.
Paradosso fascista: Nonostante la retorica liberista, lo Stato fascista interviene massicciamente nell'economia.

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Totalitarismo imperfetto e politica estera
Secondo Hannah Arendt, il totalitarismo richiede media per controllo capillare, masse informi di seguaci e puntare su persone apolitiche. Il fascismo è un totalitarismo imperfetto perché convivono due strutture: lo Stato monarchico (che prevale) e il partito (limitato dalla Chiesa radicata nel territorio).
La politica estera di Mussolini attraversa tre fasi. Inizialmente è cauta: mantiene amicizia con Francia e Inghilterra, partecipa a tutti i patti europei inclusi i Patti Bryston-Kelow del 1928 contro la guerra, ottenendo plauso di Churchill.
Poi diventa oscillante: riconsidera il trattato di Versailles come iniquo verso Germania e Bulgaria, fa patti con l'Unione Sovietica. Nel 1934 condanna Hitler per l'Austria, mettendo 4 divisioni al Brennero e facendolo recedere.
Infine si fa aggressiva: nel 1935 invade l'Etiopia senza dichiarazione di guerra, usando gas tossici vietati. Nel 1936 conquista Addis Abeba e il re Selassié fugge, ma inizia una guerriglia che i fascisti non riescono a sconfiggere.
Mussolini pensava di avere consenso di Francia e Inghilterra, ma la Società delle Nazioni condanna l'Italia come aggressore, iniziando l'isolamento internazionale che porterà all'alleanza con Hitler.
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Fascismo completo 5°anno
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Appunti su tutto il programma di quinta per maturità
Fascismo
l’Italia tra le due guerre e il fascismo fino allo scoppio della seconda guerra mondiale
Fascismo
Argomento completo, comprende il periodo antecedente alla marcia su Roma, sino ad arrivare alla guerra d'Etiopia
Ascesa del fascismo in Italia
Appunti dettagliati sul fascismo in Italia, la figura di Mussolini, lo squadrismo, caso Matteotti, impresa di Fiume, marcia su Roma, leggi fascistissime, crisi economica, Patti Lateranensi, leggi razziali
L’Italia dal dopoguerra al fascismo
Contiene: • La crisi del dopoguerra • La situazione politica • Il “biennio rosso” e la nascita del Partito comunista italiano (PCI) • La protesta nazionalista • L’avvento del fascismo • Lo squadrismo fascista • Le elezioni del 1921 • La marcia su Roma
fascismo
tutto il fascismo, dall'inizio alla fine
Italia dal dopoguerra al fascismo
La crisi del dopoguerra
Il Fascismo schema
Fascismo
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Esercitati sulle idee di Voltaire, Montesquieu e Rousseau, e scopri l'importanza culturale della creazione dell'Enciclopedia.
L'ascesa al potere e la Dittatura Fascista
Analizzare la Marcia su Roma, il delitto Matteotti e la trasformazione dello Stato attraverso le leggi fascistissime.
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Esercizi sulle cause del conflitto, le alleanze principali e l'invasione della Polonia che diede inizio alla guerra mondiale.
Il fascismo
Ecco un quiz sul fascismo. Valuta il tuo punteggio in base al numero di risposte corrette:0-3: C'è ancora molto da imparare sul fascismo.4-7: Hai una conoscenza di base sul fascismo.8-10: Bravo! Hai dimostrato una solida conoscenza del fascismo.
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appunti sulla guerra del Peloponneso
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I promessi sposi
Riassunti capitolo 1 - capitolo 26
Programma di italiano per la maturità
Decadentismo, Pascoli, D'Annunzio, la poesia e il romanzo di primo 900, il romanzo della crisi, le avanguardie storiche, Svevo, Pirandello, Ungaretti, l'ermetismo, Calvino (nel mio profilo trovate anche montale)
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