La crisi del dopoguerra
L'Italia esce dalla Prima Guerra Mondiale con enormi problemi. La "vittoria mutilata" fa dimettere Orlando, sostituito da Nitti, ma l'opinione pubblica è scontenta e i nazionalisti protestano.
Nel 1919 D'Annunzio occupa Fiume con un esercito di legionari, accolto al grido di "Voi siete il nostro duce!". Nitti reagisce duramente ma la situazione diventa caotica. D'Annunzio scrive la Carta del Carnaro con principi avanzati come la parità dei sessi, ma non riesce a governare davvero.
La crisi economica e sociale è devastante: 615mila morti, debito pubblico alle stelle, inflazione galoppante. La piccola e media borghesia perde potere d'acquisto, mentre gli operai si difendono grazie ai sindacati. I soldati tornano senza lavoro e nascono aspre lotte sociali.
Ricorda: La crisi post-bellica crea il terreno fertile per movimenti estremi come quello fascista.











