Le Tre Guerre Sannitiche e il Dominio dell'Italia
La Prima Guerra Sannitica nasce da un accordo violato: i Sanniti potevano espandersi nell'entroterra ma non minacciare le coste. Quando i romani invadono il loro territorio, scoppia il conflitto che si conclude senza vincitori.
La Seconda Guerra Sannitica è più drammatica. I romani subiscono una delle peggiori umiliazioni della loro storia alle Forche Caudine: cadono in un'imboscata e vengono sottoposti a pesanti umiliazioni. Ma Roma impara dai propri errori, abbandona gli attacchi frontali e introduce i manipoli - unità più piccole e agili.
La strategia vincente è l'accerchiamento: alleandosi con i popoli confinanti ai Sanniti, Roma li circonda e li costringe alla resa. Nasce anche la prima grande strada romana: la via Appia costruita da Appio Claudio Cieco.
Tattica militare: I manipoli rappresentano una vera rivoluzione militare romana - piccoli gruppi di soldati agili che sostituiscono le pesanti falangi, permettendo maggiore flessibilità in battaglia.
La Terza Guerra Sannitica vede un'alleanza disperata di Sanniti, Etruschi, Umbri e Galli contro Roma. Ma ormai è troppo tardi: i romani vincono a Sentino e completano la conquista dell'Italia centrale.
L'ultimo grande nemico è Pirro d'Epiro, chiamato da Taranto per fermare Roma. I suoi elefanti da guerra vincono inizialmente a Eraclea e Ascoli Satriano, ma le "vittorie pirrichiche" (così costose da equivalere a sconfitte) lo indeboliscono. Sconfitto definitivamente a Benevento, Pirro torna in Epiro e Roma conquista anche il sud Italia.