La fine degli Svevi e la divisione del sud Italia
Manfredi, figlio illegittimo di Federico, provò a continuare il sogno paterno. Nel 1260 a Montaperti sconfisse i Guelfi fiorentini in una battaglia leggendaria, ma la sua vittoria durò poco.
Papa Clemente IV chiamò in aiuto Carlo d'Angiò, fratello del re di Francia. A Benevento nel 1266 Manfredi venne sconfitto e ucciso. Due anni dopo anche l'ultimo erede svevo fu giustiziato: la dinastia di Federico era finita per sempre.
Gli Angioini si rivelarono pessimi governanti e trasferirono la capitale da Palermo a Napoli. La Sicilia esplose: il 30 marzo 1282 scoppiarono i Vespri siciliani, una rivolta che chiamò in aiuto Pietro III d'Aragona.
Dopo 20 anni di guerra, nel 1302 la pace di Caltabellotta divise definitivamente il sud: Italia meridionale agli Angioini, Sicilia agli Aragonesi. Federico aveva sognato di unificare l'Italia, ma il risultato fu la sua frammentazione.
L'eredità moderna di Federico: creò un esercito professionale, una burocrazia efficiente, un sistema fiscale regolare e coniò l'augustale con la sua faccia - pura propaganda imperiale che sfidava il potere del papa!
L'ironia della storia: Federico voleva unificare l'Italia sotto un impero moderno, ma la sua morte portò a una divisione che durerà fino al 1861!