Federico Barbarossa e il suo progetto imperiale
Federico I Barbarossa salì al trono nel 1152, proveniente dalla famiglia Hohenstaufen per parte di padre e Welfen per parte di madre. Il suo ambizioso programma politico aveva un obiettivo chiaro: ridare prestigio all'autorità imperiale su tutti i territori di sua pertinenza.
Federico si considerava subordinato solo a Dio, non al Papa (che lo incoronava ma non gli conferiva il potere) né ai principi tedeschi (che lo eleggevano ma erano "guidati da Dio" nella scelta). L'Italia settentrionale, trascurata dai suoi predecessori, divenne il focus principale della sua politica per due ragioni: ideologicamente era inconcepibile che un territorio imperiale fosse così autonomo, ed economicamente i comuni italiani rappresentavano una fonte di ricchezza da non ignorare.
Il suo progetto incontrò tre ostacoli principali: il potere papale, la presenza dei Normanni nel sud Italia, e l'autonomia politico-militare dei comuni. Per superare queste difficoltà, Federico organizzò cinque spedizioni in Italia.
Curiosità: Durante la prima spedizione , Federico non era consapevole della reale forza militare dei comuni italiani, un errore di valutazione che pagherà caro nelle spedizioni successive!
La prima spedizione fu caratterizzata da un'apparente collaborazione con Papa Eugenio II: l'imperatore aveva bisogno del Papa per affrontare i comuni, mentre il Papa aveva bisogno dell'imperatore per contrastare il movimento di protesta a Roma guidato da Arnaldo da Brescia.









