La società di massa e Giolitti al governo
Hai mai pensato a come vivevano i tuoi bisnonni? All'inizio del '900 l'Italia cambia radicalmente: nasce la società di massa. Non più piccole comunità, ma grandi città dove le persone vivono accanto senza conoscersi davvero. Gli individui diventano parte di istituzioni enormi: Stati, partiti, sindacati.
La seconda rivoluzione industriale trasforma tutto. Le persone non producono più quello che consumano, ma lavorano come dipendenti e comprano con i soldi guadagnati. I comportamenti si uniformano - quello che prima era roba da ricchi diventa accessibile a tutti.
Nel 1901 Giovanni Giolitti diventa l'uomo più potente d'Italia. Prima ministro degli Interni con Zanardelli, poi primo ministro dal 1903. È un politico furbo: quando le cose si mettono male, lascia il governo ad altri, aspetta che falliscano, e poi torna più forte di prima.
Ricorda: L'età giolittiana non significa che Giolitti fu sempre al governo, ma che controllò la politica italiana per tutto il periodo.
Il decollo industriale italiano
Finalmente anche l'Italia diventa un paese industriale! Nascono i grandi stabilimenti: Terni, Ilva di Piombino, e soprattutto le aziende che conosci ancora oggi - Fiat, Alfa Romeo, Lancia. Il cuore pulsante è il famoso triangolo industriale: Torino, Milano, Genova.
Lo Stato gioca un ruolo fondamentale: commesse pubbliche per ferrovie e industrie, politica protezionistica con tasse sui prodotti esteri. Nascono le prime banche miste (Banca Commerciale, Credito Italiano) che raccolgono i risparmi e li investono nell'industria.
Ma c'è già il problema che conosciamo bene: il divario Nord-Sud. Il protezionismo aiuta le industrie del Nord ma danneggia il Sud, che non può più vendere olio, vino e agrumi all'estero. Una dinamica che segnerà la storia italiana.
Curiosità: Gran parte dei capitali delle nuove banche erano tedeschi - l'industrializzazione italiana fu possibile anche grazie agli investimenti stranieri.