Economia e trasformazioni industriali
La fine dell'Ottocento vide l'emergere della "Grande depressione", un periodo di instabilità economica caratterizzato da una crisi di sovrapproduzione: le fabbriche producevano più di quanto il mercato potesse assorbire, causando un abbassamento dei prezzi. Per fronteggiare questa situazione, molti paesi europei adottarono misure protezionistiche mentre i sistemi industriali si ristrutturarono profondamente.
La Seconda rivoluzione industriale si distinse per il nuovo rapporto tra scienza, tecnologia e produzione. Le innovazioni diventarono frutto di ricerche scientifiche con una chiara dimensione collettiva, con sviluppi significativi nei settori chimico, metallurgico ed elettromeccanico. L'elemento più rivoluzionario fu l'introduzione dell'energia elettrica, che consentì di trasformare l'elettricità in un flusso costante, trasferibile e controllabile.
L'invenzione del motore elettrico cambiò i trasporti urbani, sostituendo le carrozze con i tram elettrici. L'acciaio permise di costruire nuovi macchinari, come quelli per l'estrazione del petrolio, che affiancò il carbone come combustibile. I derivati del petrolio furono utilizzati come lubrificanti, per il riscaldamento e l'illuminazione, alimentando i nuovi motori a combustione interna e a scoppio.
💡 L'interazione tra nuovi materiali, fonti energetiche e tecnologie creò un ciclo virtuoso di innovazioni: l'acciaio permetteva di costruire migliori macchinari che estraevano più petrolio, che a sua volta alimentava nuovi motori.
Anche l'industria alimentare si rivoluzionò con nuovi metodi di sterilizzazione, conservazione e refrigerazione dei cibi. Contemporaneamente, si svilupparono coloranti artificiali, detersivi, concimi, esplosivi e nuovi farmaci come gli anestetici e l'aspirina, trasformando radicalmente la vita quotidiana.