L'Italia nasce fragile: i primi problemi del nuovo stato
L'Italia del 1861 era praticamente un paese del Medioevo mascherato da stato moderno. Immagina: solo 25 persone su 100 sapevano leggere e scrivere, e appena 2-3 su 100 parlavano davvero l'italiano! Il resto comunicava solo in dialetto.
Dal punto di vista economico, il 70% delle persone lavorava nei campi e l'industria era quasi inesistente. Le condizioni di vita erano terribili: malattie ovunque e oltre 20 bambini su 100 morivano prima di crescere. Non proprio il miglior inizio per una nuova nazione.
La destra storica prese il controllo nel 1861 con Bettino Ricasoli dopo la morte improvvisa di Cavour. Erano aristocratici e borghesi liberali, persone oneste e capaci, ma con un grosso limite: credevano che solo i ricchi e colti dovessero governare.
Pensaci: Solo l'1,9% degli italiani poteva votare! Operai, contadini e ceto medio erano completamente esclusi dalla politica.
Il problema più grande? Questi politici conoscevano poco il paese che governavano, specialmente il Sud, che vedevano come un mondo arretrato e misterioso.




































