Max Ernst: Il Leonardo del Novecento
Immagina un artista così sperimentatore da essere chiamato il "Leonardo del Novecento" - questo era Max Ernst! Nato in Germania nel 1891, aveva una personalità forte e complicata, con una vita sentimentale molto movimentata (tra le sue compagne c'era anche Peggy Guggenheim).
Ernst era un vero genio della tecnica: inventò il grattage e il frottage, metodi per creare immagini senza usare la logica. Nel grattage, per esempio, faceva delle macchie di colore sulla tela e poi "scavava" con oggetti appuntiti per far emergere le immagini dall'inconscio.
La sua specialità erano le associazioni inattese - metteva insieme cose che non c'entravano nulla tra loro, ma non per creare enigmi come faceva De Chirico. Per Ernst questi accostamenti strani rappresentavano il funzionamento di una mente disturbata, con collegamenti sempre di tipo erotico.
In "La Vestizione della Sposa" (1939-40), ora alla Collezione Guggenheim di Venezia, Ernst rappresenta l'eros come rito di iniziazione usando simboli potentissimi: la civetta (saggezza), la damigella nuda (verginità), l'uccello antropomorfo (il maschio) e la lancia spezzata (perdita della castità).
💡 Tecnica geniale: Il frottage e il grattage permettevano agli artisti di "scoprire" immagini casuali e interpretarle con l'inconscio!